Riapertura scuole in Campania, da Franzese sos al prefetto: dubbi sulle ordinanze dei sindaci

Venerdì 18 Settembre 2020 di Elena Romanazzi

Un aumento dei contagi con la ripresa della scuola il governatore De Luca l’ha già messo in conto. Se lo aspetta, malgrado i 100mila tamponi effettuati al personale scolastico. Malgrado abbia già predisposto l’invio dei termoscanner nelle scuole per misurare la temperatura (allo stato attuale non c’è una ordinanza a differenza del Piemonte che renda obbligatoria la misurazione). Eventuali emergenze «è pronto a gestirle», grazie anche ad un protocollo d’intesa siglato con pediatri e medici di Medicina generale sulle mosse da seguire in caso di positività di un giovane studente. «Abbiamo letto - spiega nella tradizionale diretta Facebook - un dato preoccupante. Mi dice la nostra task force che in Toscana su 640 test molecolari fatti ai bambini delle elementari, ci sono 60 positivi. Un dato preoccupante perché è quasi il 10%. Capite con quanta attenzione dobbiamo seguire l’avvio dell’anno scolastico». C’è tensione, malgrado tutti i piani fatti. Ma non ci saranno ulteriori rinvii. Spiega l’assessore regionale all’Istruzione Lucia Fortini: «Il calendario scolastico non si cambia, non può cambiare perché a giugno ci sono gli esami di terza media. Oltre il 12 non si può andare». Eppure le ordinanze dei sindaci che rinviano l’apertura al 28 settembre o al primo ottobre si moltiplicano di ora in ora per svariati motivi. 

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L’ultimo che punta ad un rinvio senza di fatto deciderlo è il commissario di Pompei Santi Giuffrè il quale si è rivolto all’ufficio scolastico regionale per sapere se alla luce delle carenze - dal poco personale Ata, alla sanificazione sprint fino ai banchi - può posticipare. È l’unico che si appellato all’ufficio scolastico diretto da Luisa Franzese. Gli altri sindaci hanno fatto per conto proprio. Allo stato attuale oltre ai sei comuni della costiera sorrentina che hanno deciso il rinvio delle lezioni ci sono Anacapri, Torre Del Greco, Castellammare, Frattamaggiore, Boscoreale, Somma Vesuviana, Torre Annunziata, Casola, Caselle in Pitteri, Gragnano, Santa Maria la Carità, Battipaglia, Agropoli e Capaccio. Ma non è detto che siano solo 18 i comuni che posticipano l’apertura. Si tratta di ordinanze di carattere emergenziale senza che però ci sia - a detta degli esperti - l’esigenza di urgenza indifferibile. Le problematiche ci sono in tutte le scuole del territorio campano. Pochi i banchi consegnati promessi dal commissario Arcuri, ancora aule mancanti. Lavori non finiti. E tanta ansia. Ma il calendario regionale è stato fissato al 24.
 

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Una ordinanza sindacale è sempre impugnabile. E lo sono anche queste legate al rinvio delle lezioni. È l’urgenza che manca, secondo l’ufficio scolastico regionale. Alla luce di tutti questi rinvii proprio dall’ufficio scolastico diretto da Luisa Franzese nella giornata di ieri è partita una lettera indirizzata al Prefetto di Napoli Marco Valentini. Nella missiva l’elenco di tutti i comuni che hanno deciso di posticipare l’apertura. L’unico, infatti, che può impugnare le ordinanze è proprio il Prefetto. Cosa accadrà? Dall’ufficio scolastico regionale non escludono che ci possa essere un intervento la prossima settimana. Ma la situazione è in progress, difficile fare ipotesi. Il posticipo della data non rientra nel computo dei giorni per rendere valido l’anno scolastico. In base al calendario regionale sono 201, uno in più rispetto alla norma di legge. 

Uno dei problemi è proprio questo. Pulire per tempo dopo la due giorni di voto le scuole in modo che possano accogliere piccoli e grandi alunni. Solo a Napoli sono 885 i seggi elettorali. Il che non significa che siano coinvolte 885 scuole. Ma comunque effettuare le particolari pulizie in un lasso di tempo così breve non è da poco e l’Asl avrebbe già detto di essere in difficoltà, a meno che le diverse istituzioni scolastiche malgrado l’organico di personale Ata ridotto facciano per conto proprio. Rendere gli ambienti scolastici adatti in realtà non è solo un problema di Napoli e della provincia ma di tutta la regione. Sono moltissime le scuole che si sono prese un giorno in più per pulire decidendo di accogliere gli alunni a partire dal 25 e solo poche classi dal 24 proprio per fronteggiare l’emergenza pulizie. 

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Francesco De Rosa, presidente dell’Associazione nazionale presidi Campania, non vuole sentir parlare di rinvio. «Comprendo i Comuni - spiega - ma le scuole vanno riaperte e per quanto mi riguarda dovevano già accogliere gli studenti lo scorso 14 settembre. Non dimentichiamoci che sui banchi ci sono più di sei milioni di alunni e la situazione è sotto controllo, mi auguro che la Regione non modifichi nuovamente il calendario, non sarebbe un passo positivo. Come ho già detto si deve ripartire, i presidi sono pronti a farlo, non mancano le preoccupazioni, ma siamo in grado di affrontare le emergenze

Ultimo aggiornamento: 19 Settembre, 13:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA