De Luca: «Con riparto dei fondi guadagniamo 200 milioni all'anno. Autonomia? Vince la Campania»

Il presidente della Regione Campania: ma siamo ancora al di sotto della media nazionale

Vincenzo de Luca col ministro Calderoli
Vincenzo de Luca col ministro Calderoli
Venerdì 9 Dicembre 2022, 15:13 - Ultimo agg. 19:40
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«Grazie alla modifica del riparto del fondo nazionale sanitario la Campania recupererà quasi 200 milioni di euro all'anno». Lo sottolinea il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel corso del suo intervento del venerdì su Facebook, in cui interviene anche sull'autonomia per dire: è stata «affermata la linea proposta dalla Regione». «In buona sostanza - spiega - prima di discutere di autonomia bisogna definire i livelli essenziali delle prestazioni, i lep. Cioè definire per ogni regione le prestazioni essenziali che vanno erogate in maniera uguale per tutti i cittadini italiani. Una volta definiti i lep è possibile andare oltre la spesa storica». Roberto Calderoli? «Ha fatto una scelta importante: definire i lep in sei mesi e ha accettato, è nostra ipotesi, di fare ricorso alla burocrazia zero», ma è «stata accettata anche la posizione della Campania su sanità e scuola  non frantumare il sistema scolastico e non determinare contratti regionali per il personale medico».

Si perte dalla divisione dei fondi. Quello riparto, ricorda De Luca, «è una battaglia che stiamo facendo anni, da oltre un decennio.Il riparto del fondo sanitario penalizzava la Campania a cui venivano sottratti oltre 200miloni di euro ogni anno. C'era una vecchia legge che prevede che nel riparto si dovesse tenere conto di tre criteri: l'età anagrafica della popolazione regionale, l'aspettativa di vita e la deprivazione sociale. Per oltre un decennio nel riparto è stato adottato solo il criterio dell'età anagrafica e siccome la Campania è quella con la popolazione più giovane di Italia è stata penalizzata. Gli altri due criteri sono stati ignorati al punto che che due anni fa abbiamo dovuto fare ricorso al tar per mettere in mora il governo che non applicava correttamente i criteri del ripart.  Per la prima volta dopo battaglie durissime è stato acquisito il fatto che il riparto deve tenere conto d tutti e tre i criteri». Per De Luca si tratta di «un passo in avanti straordinario anche se non siamo ancora alla media nazionale siamo ancora al di sotto di 20-30 euro pro capite».  E subito rilancia: «Al ministro Calderoli proponiamo formalmente un documento che chiamiamo burocrazia zero: vale a dire sburocratizzare alcune materie che possono essere trasferite alle Regioni da subito. Ci sono decisioni che possono essere prese a Costituzione invariata nel campo degli impianti energetici, ad esempio, i pareri possono essere riservati esclusivamente alle Regioni». E ancora: «Ci sono decisioni che possono essere prese a Costituzione invariata, nel campo degli impianti energetici, ad esempio, i pareri possono essere riservati esclusivamente alle Regioni». De Luca cita anche altri settorì come quello dei pareri ambientali, i piani paesaggistici, la trasformazione urbanistica, la portualità come gli insediamenti produttive e le zes.

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Non solo. De Luca rimarca: «Sull'autonomia differenziata si è affermata la linea proposta dalla Regione Campania. Prima di discutere di autonomia differenziata bisogna definire i Lep, cioè i livelli essenziali delle prestazioni. Bisogna quindi definire per ogni regione d'Italia le prestazioni essenziali che vanno erogate in maniera uguale per tutti i cittadini italiani. Una volta che abbiamo definito i Lep è possibile andare oltre la spesa storica, quindi adeguare le risorse alle esigenze di equità che si pongono per tutti i cittadini». Ma restano i problemi legati alla carenza di personale in organico. «C'è una situazione drammatica nei pronto soccorsi, non c'è personale. Noi dovremmo prendere misure straordinarie, o di riduzione dei pronto soccorsi marginali se vogliamo tenere aperti i pronto soccorsi principali, o di impiego negli ospedali anche dei giovani medici appena laureati impegnati nelle scuole di specializzazione».

Infine, l'appello per evitare una nuova emergenza Covid«Faccio appello agli ultrasessantenni e ai soggetti fragili perché vadano a vaccinarsi con la quarta dose anti Covid. Chi vi parla ha fatto la quarta dose il 22 ottobre e si è vaccinato nella stessa giornata contro il Covid e contro l'influenza. Vi prego di essere responsabili».

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