In Campania primo duello tra
De Luca e de Magistris

Domenica 14 Maggio 2017 di Gerardo Ausiello
Dei 550 comuni della Campania appena 88 sono alle prese con l’incombenza delle urne: meno del 20 per cento, ma abbastanza per bizzarre alleanze, clamorose divisioni (in casa Pd e non solo), immancabili cambi di casacca. Eppure in questo quadro confuso e frammentato, cartina tornasole della politica di oggi, un leit motiv almeno esiste: il voto delle Amministrative dell’11 giugno sarà il primo, vero test per sondare la forza dei due politici più influenti della regione, De Luca e de Magistris, impegnati rispettivamente a sostenere i candidati del Pd e a radicare il movimento DemA fuori dai confini di Napoli (e a quanto pare della Campania se si pensa che l’ex pm ha presentato liste anche a Taranto e a Carrara). Accanto a questa sfida tutta politica ce n’è poi una più squisitamente istituzionale: si tratta di ripartire da zero, tentando di costruire nuove classi dirigenti, in sette Comuni della provincia di Napoli (Arzano, Bacoli, Melito, Pompei, Portici, Somma Vesuviana, Tufino) che dovranno lasciarsi alle spalle le gestioni straordinarie a cui si è arrivati per fratture politiche e problemi amministrativi ma anche per sospette infiltrazioni della criminalità organizzata (è il caso di Arzano).


Riflettori puntati in particolare su Melito, dove la strada per la rielezione di Venanzio Carpentieri - segretario del Pd spodestato dalla poltrona di primo cittadino - è in salita a causa delle profonde spaccature nelle fila dei democrat. Tutta da seguire pure la sfida di Bacoli: Josi Gerardo Della Ragione, il blogger grillino rimasto in sella per pochi mesi, ci riprova, forte anche dell’appoggio di de Magistris. A Pozzuoli Vincenzo Figliolia punta al suo quarto mandato, mentre a Portici spera di tornare a indossare la fascia tricolore il senatore del Pd Vincenzo Cuomo (che schiera, tra i suoi candidati, Anna Palumbo, la madre di Noemi Letizia, ex pupilla di Berlusconi). A Nocera Inferiore, nel Salernitano, è tempo di curiosi esperimenti politici: protagonista il sindaco uscente Manlio Torquato, ex militante di destra oggi deluchiano di ferro, che ha dunque incassato il sostegno del Pd. Ad Agropoli scontata la vittoria di Adamo Coppola, delfino del popolarissimo Franco Alfieri, primo cittadino e consigliere di De Luca per l’agricoltura (quello a cui il governatore chiese ironicamente di distribuire fritture di pesce in occasione del referendum sulla riforma costituzionale). La grande coalizione bipartisan va di moda pure a Mondragone, in provincia di Caserta: qui il sindaco uscente Giovanni Schiappa (Forza Italia) ha portato dalla sua parte un pezzo sostanzioso del Pd (ma senza simbolo). A Dragoni ci riprova invece Silvio Lavornia, reduce dall’esperienza - tutt’altro che esaltante - di presidente facente funzioni della Provincia di Caserta. In Irpinia il Pd ha fatto harakiri: è successo ad Atripalda dove i democrat, dilaniati da lotte intestine, non sono riusciti a presentare la lista. Non si respira un clima di concordia neppure a Chianche per la battaglia furibonda sull’impianto di compostaggio che il Comune si prepara ad ospitare. Così molti dei 581 abitanti hanno deciso di candidarsi: ben 4 le formazioni in campo. Ad Arpaia, nel Sannio, gli elettori si ritroveranno sulla scheda per la terza volta gli stessi nomi, mentre a Sassinoro, paesino di meno di mille anime, è spuntata una lista di soli molisani, quasi tutti esponenti delle forze dell’ordine, a partire dal candidato sindaco Pasqualino Florio, agente di polizia. Ultimo aggiornamento: 09:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA