De Magistris alle Politiche, la sfida del sindaco di Napoli che dice addio a M5S

Martedì 13 Agosto 2019 di Luigi Roano
Con un posti su Fb il sindaco Luigi de Magistris rompe gli indugi: «Se il Presidente della Repubblica, garante degli equilibri costituzionali, dovesse maturare la scelta dello scioglimento della Camera e del Senato, ritengo sia venuto il nostro momento per candidarci alle Politiche». Lungo, lunghissimo il post del sindaco che ha il sapore di un manifesto politico a supporto della sua candidatura.

Malgrado sia Ferragosto a Palazzo San Giacomo si stanno già preparando a mettere in campo i banchetti per raccogliere le firme per la corsa al Parlamento e non solo. Perché il voto anticipato a ottobre significa che nella primavera del 2020 ci sarà l'election day per Regione e Comune. Nella sostanza un terremoto istituzionale e politico. I cui prodromi si vedono già in queste ore con la corsa sfrenata al riposizionamento tanto dal lato progressista che da quello dei moderati e della destra.

 

IL REBUS
Il sindaco - tuttavia - resta molto cauto in materia di alleanze, nel senso che lascia aperte tutte le opzioni meno che quelle che portano al centrodestra e naturalmente al nemico giurato Matteo Salvini, leader della Lega nord. Dal centrosinistra, il cosiddetto campo largo che vorrebbe il segretario del Pd Nicola Zingaretti, al M5S. Qui la riflessione di de Magistris, in verità, è amara e sa tanto di ulteriore distacco da quel mondo «che fatto il capolavoro di raddoppiare i voti di Salvini». Il sindaco spera - per dirla tutta - in una rivoluzione ai vertici del M5S se non in una scissione, in quel caso rivedrebbe il suo atteggiamento. De Magistris si lascia aperta anche la porta di una discesa in campo alla guida di una coalizione civica nazionale che ricorda molto il progetto dell'attuale segretario generale della Cgil Maurizio Landini. Sembra, in verità, più che una velleità di una corsa in solitario una strategia per aumentare il peso in una eventuale alleanza.
LE OPZIONI
Che succederebbe a Napoli se si votasse per le Politiche a ottobre? Come si muoverebbe de Magistris portatore di un'idea politica che si pone giusto al centro tra il campo largo e il M5S? Leggendo il post del sindaco qualche indizio viene fuori. Per esempio il Pd è citato solo una volta con un chiaro riferimento ai renziani che brigano per ritardare il voto fino a ipotizzare un Governo di salute pubblica. Insomma, regge lo spiraglio di dialogo con il Pd di Zingaretti. Inoltre la parte moderata della maggioranza che lo sostiene a Palazzo San Giacomo spinge per il campo largo e naturalmente anche la sinistra. Se davvero c'è sostanza politica in questa interlocuzione con il Pd allora il ragionamento si allargherebbe e molto. Perché de Magistris non sarebbe in campo alle Regionali, togliendo un bel pensiero ai dem. L'ex pm non ha la forza per vincere quella contesa, ma ha quei voti che affosserebbero il centrosinistra e paradossalmente favorirebbe Salvini che alla Regione vuole schierare un leghista. Un ingorgo che a Palazzo San Giacomo potrebbe essere ancora più doloroso per il sindaco. È quasi una certezza la candidatura del suo amico e attuale presidente della Camera Roberto Fico, in questo caso che scelta farebbe il sindaco? È solo una suggestione ma in caso di risultato alle Politiche del campo largo che non desse i numeri necessari per formare un governo è chiaro che l'ipotesi di un'alleanza per contrastare Salvini con un M5S rinnovato non sarebbe campata in aria, anzi. E sembra che il sindaco accarezzi questa suggestione. Ma qual è la sostanza politica del manifesto del sindaco? «Per sconfiggere Salvini e la sua armata - scrive l'ex pm - devono scendere in campo persone coerenti e credibili e programmi forti, chiari ed attuabili, in grado di unire il Paese, nelle sue differenze. Si deve costruire un fronte popolare democratico di liberazione, una coalizione civica nazionale che possa finalmente puntare - dopo oltre 70 anni - all'attuazione della Costituzione. Questa è la sfida». Chi la può portare avanti questa sfida? Per il sindaco «nel Paese ci sono tante risorse. Nei partiti, nei movimenti, negli amministratori locali, nelle forze sociali e in quelle produttive, nelle professioni, nel mondo della cultura e dell'istruzione. Si deve solo partire. Io ci sono». Parole che più o meno dicono tutti gli attori in campo sul fronte anti Salvini: dal Pd alla sinistra passando per il M5S. Solo in caso di ascesa ai vertici dei pentastellati di Fico il sindaco potrebbe rivedere la sua posizione attuale in merito ad eventuali alleanze che al momento declinano verso il campo largo. E a oggi è difficile che Fico possa scalare il M5S.
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