De Magistris presenta domani a Roma
«Demacrazia», il suo libro-manifesto

Contro Renzi, ma anche contro Salvini e Grillo. E contro «una certa sinistra inadeguata ad affrontare le complessità dei nostri giorni». Luigi de Magistris è contro tutto e tutti, fuori dagli schemi classici. «Sono contro il sistema», ripete come un mantra nei suoi comizi in piazza. E ora si candida a essere un'alternativa di governo». Inizia così il volume del giornalista Giacomo Russo Spena, appena edito da Fandango Libri, che sarà presentato domani alla Nuvola di Fuksas, a Roma, in occasione della Fiera Più libri, più liberi, presenti l'autore, il sindaco di Napoli de Magistris e Tommaso Cerno, vicedirettore di Repubblica. Si intitola «Demacrazia. Il popolo è il mio partito: il manifesto di Luigi de Magistris»: 170 pagine che setacciano approfonditamente profilo e idee dell'attuale sindaco di Napoli, che intende «fare la rivoluzione governando».

Ha la forma di una lunga intervista, in cui de Magistris spiega il suo manifesto e gli sviluppi futuri a cui guardare. In particolare è significativo il racconto del suo rapporto con alcuni esponenti della sinistra italiana di oggi. Giuliano Pisapia, ad esempio, col quale- spiega Russo Spena- c'era stato «un periodo di avvicinamento durante l'esperienza arancione nel 2011, ma di cui è stato 'avversario' il 4 dicembre scorso. Quando l'ex sindaco di Milano ha votato Sì al Referendum costituzionale proposto da Renzi». De Magistris afferma: «Rispetto a Renzi, Pisapia è sicuramente una personalità più democratica e con posizioni più simili alle mie, ma lui si accontenta di spostare leggermente a sinistra l'asse del centrosinistra. Uno schema vetusto e fallimentare. Si deve, invece, alzare l'asticella e fare quel che si è fatto a Napoli, cioè fare la rivoluzione».

Poca fiducia de Magistris nutre anche nei confronti di Mdp, lo schieramento di D'Alema e Bersani, «intrisi di una cultura politicista e distante dal Paese reale: dopo aver contribuito allo sfacelo nazionale, essi starebbero cercando ora di ricostruirsi una nuova verginità .
«Si può fare una rivoluzione con uno con un passato come quello di D'Alema? Siamo agli ossimori. Il centrosinistra non è una prospettiva a cui guardo», afferma ancora il sindaco di Napoli. Spinoso anche il rapporto con Beppe Grillo. E qui de Magistris racconta un episodio del 2009, quando venne eletto a Strasburgo nella lista di Italia dei Valori, con mezzo milione di preferenze, il più votato in assoluto dopo Silvio Berlusconi. A quell'epoca de Magistris si incontrò con Grillo (di cui era amico da un paio d'anni) e Gianroberto Casaleggio nella sede milanese della Casaleggio e Associati. «Ricordo perfettamente quella chiacchierata -spiega il sindaco di Napoli- mi dissero che ero europarlamentare anche grazie ai loro voti. Perciò mi chiesero di gestire i miei profili social di Twitter, Facebook oltre al blog personale». «Sono onorato -rispose de Magistris- ma sono stato un magistrato indipendente e ho pagato per preservare l'autonomia e l'indipendenza. Adesso che faccio politica non consentirò mai a nessuno di scrivere per conto mio».
Martedì 5 Dicembre 2017, 21:27 - Ultimo aggiornamento: 05-12-2017 21:27
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