Napoli, de Magistris pronto al mega rimpasto: scure su sette assessori

Lunedì 21 Ottobre 2019 di Luigi Roano
Tra i quattro e i 7 assessori potrebbero lasciare la giunta guidata dal sindaco Luigi de Magistris nell'ambito di un rimpasto di cui lo stesso ex pm non fa mistero «si concretizzerà entro il prossimo mese». Una mossa per mettere fine alla strisciante crisi politica al Comune dove da tre mesi il Consiglio non si riunisce e viene disertata anche la conferenza dei capigruppo. La maggioranza sciopera chiedendo appunto il rimpasto e un «esecutivo più politico». Sostanzialmente i consiglieri comunali vogliono entrare in giunta e questa volta il sindaco dovrò accontentarli, pena il rischio molto elevato di andare tutti a casa con due anni di anticipo.
 
Così de Magistris a sorpresa - e dopo almeno tre mesi di colloqui burrascosi con gli arancioni - dice che «in campo per le regionali del 2020 ci saranno gli assessori», parole pronunciate a Televomero. «Entro novembre - racconta ancora - e sicuramente molto prima di Natale, faremo valutazioni importanti: stiamo preparando la campagna delle regionali e faremo dei cambiamenti in giunta». Insomma, una candidatura nella lista demA o della coalizione civica che il sindaco sostiene di stare costruendo per indorare la pillola a chi dovrà uscire dalla giunta.

Chi sono i maggiori indiziati a uscire dalla giunta? Rosa ampia, tra questi tre donne, vale a dire Roberta Gaeta (Welfare) ma va detto che ad ogni rimpasto viene tirata in ballo ma alla fine resta sempre al suo posto. E ancora le ultime due arrivate, Monica Bonanno (Lavoro) e Laura Marmorale (Coesione sociale), entrambe legate a doppio filo con i centri sociali, e questo le rende candidabili in una eventuale lista per le regionali perché darebbero corpo alle aspirazioni di un elettorato sul quale de Magistris ha sempre puntato molto. A proposito di donne anche Annamaria Palmieri (Scuola) l'unica superstite della giunta del 2011 potrebbe passare la mano. Un po' per stanchezza un po' perché in termini elettorali certamente può dare parecchio. A seguire Mario Calabrese (Infrastrutture e trasporti) al centro di una furiosa polemica innescatasi con il gruppo Agorà che ne chiede la testa. E ad Agorà il sindaco vorrebbe affidare quelle deleghe. Calabrese - un docente - tuttavia - è molto quotato in ambito universitario. Carmine Sgambati - uno dei tre membri del gruppo Agorà - aspira a fare l'assessore ma vuole anche la Polizia municipale che è di Alessandra Clemente che non sembra molto disposta a cedere il pezzo forte del suo assessorato. A proposito di docenti a Carmine Piscopo (Urbanistica) un fedelissimo del sindaco che insegne alla Facoltà di Architettura ed esponente di demA della prima ora, il sindaco potrebbe chiedere di scendere in campo vista la sua militanza e il fatto che i due sono amici dai tempi del liceo. Un altro big come Nino Daniele (Cultura) è tirato per la giacca da quella sinistra della quale proviene. Daniele ha sempre detto di non volere essere coinvolto nelle avventure politiche del sindaco pur essendo a lui fedele in Comune. Vedremo se anche questa volta riuscirà a resistere all'assalto e il sindaco a difenderlo. Posizione molto particolare quella di Ciro Borriello (Sport) che la sinistra l'ha lasciata per aderire a demA aprendo una crisi dentro la maggioranza. Un candidato ideale di demA. Però è un eletto in consiglio comunale che all'inizio della consiliatura ha rinunciato al seggio per entrare in squadra. In buona sostanza, di solito a chi rinuncia alla certezza di restare in sella per 5 anni in Consiglio, non si chiede poi di lasciare la giunta per una candidatura tutta da costruire. Vero è che Borriello da tempo manifesta l'intenzione di provare la corsa alle regionale. Chi aspira a entrare in giunta oltre a Sgambati è Marco Gaudini dei Verdi, Maria Caniglia degli Sfasteriati - due giovani - oltre Gabriele Mundo, magari non in prima persona, dei Riformisti democratici. © RIPRODUZIONE RISERVATA