Debiti Comune di Napoli, l'assessore Filipppone: «Edilizia scolastica e verde senza fondi, così amministrare diventa impossibile»

Mercoledì 1 Dicembre 2021 di Valerio Esca
Debiti Comune di Napoli, l'assessore Filipppone: «Edilizia scolastica e verde senza fondi, così amministrare diventa impossibile»

«Amministrare senza risorse, con un debito come quello del Comune di Napoli, non è difficile ma una missione impossibile». L'allarme rosso che arriva da Palazzo San Giacomo questa volta passa per le parole del vicesindaco e assessore all'Istruzione e alla Famiglia, Mia Filippone, che ieri ha guidato la sua prima giunta, vista l'assenza del sindaco Gaetano Manfredi, a Roma nel tentativo di portare a casa il risultato sugli emendamenti salva-Napoli.

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Con un debito monstre come quello del Comune, quali sono i servizi afferenti alle sue deleghe a soffrire di più?
«In primo luogo l'edilizia scolastica, il verde che insiste intorno ai plessi, la mancanza di educatrici nei nidi comunali e la carenza di maestre di sostegno. Sono tutte questioni che con le poche risorse a disposizione non riusciamo ad affrontare. Poco fa (ieri per chi legge, ndr) abbiamo approvato una delibera per la manutenzione ordinaria degli edifici scolastici di 500mila euro. In pratica briciole considerando che il Comune ha in gestione 334 plessi. Con mezzo milione di euro si riesce a tamponare appena. In questa fase stiamo tentando di raschiare il barile. Ci sono dei piccoli residui dello scorso anno in bilancio e li vogliamo stanziare per i settori maggiormente in difficoltà».

A gestire gli interventi di manutenzione è la Napoli servizi, neanche con il loro supporto si riesce a sopperire alla carenza di fondi?
«La nostra partecipata lavora in via esclusiva per l'Ente. Nel corso degli anni ha progressivamente ricevuto sempre più richieste da espletare per conto di Palazzo San Giacomo, con ben 18 differenti linee di intervento, ma vive come il Municipio una carenza di personale, oltre che una crisi economica di riflesso».

I problemi di bilancio incidono anche sugli aspetti educativi?
«Non solo non abbiamo risorse per la stabilizzazione delle educatrici e delle maestre, soprattutto quelle di sostegno, che già ci sono, ma nemmeno personale da assumere. Per il sostegno dovremmo garantire una maestra per ogni alunno disabile, ma non ci riusciamo. Inoltre, manca una graduatoria dalla quale poter attingere. L'ultima, del 2015, si è esaurita».

Quindi cosa farete per integrare il personale che non c'è?
«In questi casi si può attingere dalle graduatorie dell'ufficio scolastico regionale, ma non sempre le maestre accettano le tipologie contrattuali che offriamo come Comune. Sono contratti a tempo determinato, spesso part-time e questo vale anche per le maestre di sostegno».

Sul verde legato alle scuole qual è la situazione?
«Sto lavorando con Napoli servizi per provare a fare una scrematura degli interventi più urgenti da effettuare sulle scuole, soprattutto laddove insiste verde a rischio, con alberi che sono sul punto di tracollare».

Quindi è tutto immobile?
«Noi come Comune gestiamo anche fondi erogati dal ministero attraverso la Regione, per il funzionamento delle scuole di competenza comunale, per la fascia di età 3-6, quindi i nidi e scuola dell'infanzia. Tra le varie delibere approvate in giunta ce n'è anche una con la quale si consente l'allocazione di fondi per le annualità 2022-2023. Potremmo così fare parecchie cose, come per esempio istituire 5 nuovi nidi comunali».

La difficoltà amministrativa nasce soltanto dall'aspetto economico-finanziario o anche della carenza di risorse umane?
«C'è purtroppo un serissimo problema di personale e lo si percepisce a partire dal funzionamento degli uffici di segreteria degli assessori, fino ad arrivare ai livelli periferici nelle Municipalità. Adesso arriveranno poco più di 200 unità dal concorsone regionale, ma non basterà. Speriamo che il Governo, per dovere istituzionale e per un impegno morale nei confronti del sindaco Manfredi aiuti la città».

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