Elezioni 2021, a Napoli le liste civiche spingono i sindaci: rebus maggioranza a Volla e Vico Equense

Mercoledì 6 Ottobre 2021 di Francesco Gravetti
Elezioni 2021, a Napoli le liste civiche spingono i sindaci: rebus maggioranza a Volla e Vico Equense

L'alleanza tra Pd e Cinque Stelle che da laboratorio diventa modello da esportare, le divisioni del centrodestra che finiscono col favorire gli avversari o quantomeno col complicare la vita ai moderati, la solita avanzata delle liste civiche (tipica delle elezioni amministrative) e la guerra dei numeri, che non manca mai in circostanze del genere.

Il voto del 3 e 4 ottobre restituisce una provincia di Napoli frastagliata, ma fornisce anche delle certezze. Su otto Comuni sopra i 15mila abitanti, la metà ha già chiuso la partita: niente ballottaggio e giochi fatti al primo turno, col sindaco eletto. È il caso di Arzano, Brusciano, Frattaminore e Gragnano, mentre ad Afragola, Melito, Vico Equense e Volla ci sarà bisogno di un secondo turno di voto tra quindici giorni. 

Brusciano fa storia a sé: Giacomo Romano era l'unico candidato e si appresta ad insediarsi e varare l'esecutivo. L'incognita, casomai, è rappresentata dall'avversario che non ha mai avuto, quel Giuseppe Montanile, ex sindaco, al quale il Consiglio di Stato ha negato la possibilità di presentare le liste e la candidatura. «Qualcuno pagherà il rifiuto di ricevere le nostre liste e la scelta di non aprire la porta degli uffici», ha detto Montanile: un annuncio che fa prefigurare ricorsi e strascichi giudiziari.

Ad Arzano e Frattaminore, invece, a trionfare è il centrosinistra, anzi l'asse tra i Democrat e i grillini, che riesce ad ottenere il ballottaggio anche in due centri che si preannunciavano difficili, come Melito e Volla. Ed è per questo che il segretario provinciale del Pd, Marco Sarracino, mostra soddisfazione: «Non possiamo che essere contenti per il risultato ottenuto, frutto di un ottimo lavoro svolto sui territori. Peraltro, il M5s è vincente quando si allea con noi, segno che l'accordo funziona bene».

Un anno fa, quando il patto fu proposto a Pomigliano d'Arco e a Giugliano in Campania, i media parlarono di laboratorio, ora Sarracino invita a fare un passo avanti: «Possiamo dire che si tratta di un modello, visto che nel resto d'Italia altri lo hanno riproposto con successo». L'altra gamba del tavolo, il M5s, esulta ma fa anche delle distinzioni. Luigi Iovino, deputato vicino a Di Maio e da sempre attento alle dinamiche del territorio in provincia di Napoli, specifica: «L'alleanza funziona, ma non è mai scontata. È anzi, figlia delle esigenze del territorio, dei programmi e delle cose da fare. Come dice Giuseppe Conte, laddove è possibile ci si presenta insieme, altrimenti si può anche evitare». 

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Di certo, come spesso accade quando si vota nei Comuni, anche il contributo delle civiche è determinante. In tutta la provincia i partiti più piccoli resistono a fatica: Verdi, Psi e Udc sono presenti in un paio di centri, mentre le liste civiche sono numerosissime e spesso decisive per la vittoria finale.

L'esempio più rilevante è quello di Gragnano, la città che certifica più delle altre la spaccatura del centrodestra. A capo di civiche, Nello D'Auria ha ribaltato i pronostici della vigilia e ha vinto al primo turno contro lo schieramento del sindaco uscente Paolo Cimmino, che andava dal Pd a Forza Italia (la parte che sta con Annarita Patriarca), passando per i grillini. Ma a Gragnano molti esponenti del centrodestra non hanno mai fatto mistero di preferire D'Auria. È il caso di Armando Cesaro, ex consigliere regionale e tuttora forzista di peso, che esulta così per il nuovo sindaco: «Tutti gli dicevano che sarebbe stato impossibile, che era meglio non provarci, perché le cose si erano sempre fatte così. Ma lui ha creduto nelle sue idee. Ha dimostrato che l'impossibile non esiste, ed è diventato sindaco della sua Gragnano. Quando l'ho abbracciato mi sono emozionato. Ho tanti ricordi che mi legano a lui. Elezioni, campagne elettorali, confronti politici e attimi di amicizia vera», ha scritto sui social Cesaro.

Il centrodestra, comunque, marcia diviso anche ad Afragola e a Melito. Nel primo caso, la spaccatura non ha impedito ad Antonio Pannone e Gennaro Giustino di finire al ballottaggio: una specie di derby che si risolverà con una battaglia all'ultimo voto; nel secondo caso a beneficiare della frammentazione è Dominique Pellecchia, supportata dal centrosinistra, che va al ballottaggio contro Luciano Mottola. 

 

A Vico Equense, invece, a far dannare i candidati sono i numeri. Nella sezione numero 5 le operazioni di spoglio hanno fatto registrare momenti di tensione per le discussioni tra presidente del seggio, segretario e rappresentanti di lista della coalizione a sostegno del candidato sindaco Maurizio Cinque. Le troppe le schede annullate e i dubbi sui criteri di valutazione hanno generato il caos. Il seggio è stato chiuso alle tre di notte nonostante le operazioni non fossero state ultimate. Ieri la documentazione è stata portata al Comune di Vico Equense e, in presenza di un giudice ordinario del tribunale di Torre Annunziata, si è proceduto nuovamente al conteggio dei voti. Tuttavia i risultati ufficiali non sono stati ancora ufficializzati. Un clima di tensione in vista del ballottaggio, dunque.

A Vico i cittadini saranno nuovamente chiamati alle urne per il ballottaggio per decidere chi dovrà ricoprire la carica di sindaco tra Peppe Aiello e Maurizio Cinque. Aiello si è fermato al 48,09; a Maurizio Cinque, invece, il 36,78% dei voti. Terzo è arrivato Giuseppe Ferraro con il 9,22%; ultimo Giovanni Ponti con il 5,92%. Degno di nota è il risultato della coalizione a sostegno di Aiello: il 56%. Dato da cui si evince che oltre ottocento cittadini hanno espresso voto disgiunto, collegando al voto dato alla coalizione di centro destra che appoggiava Peppe Aiello, quello per Maurizio Cinque, candidato sindaco del centrosinistra, che se dovesse vincere non avrebbe la maggioranza.

Situazione analoga, quella dell'anatra zoppa, a Volla dove la sfida al ballottaggio tra Ivan Aprea e Giuliano Di Costanzo non può prescindere dal fatto che le civiche a sostegno di Aprea hanno già superato il 50%, mentre il candidato sindaco si è fermato un paio di punti sotto. Se, dunque, dovesse vincere Di Costanzo, rischierebbe di non avere la maggioranza. 

(Ha collaborato Ilenia De Rosa

Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre, 07:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA