Elezioni a Napoli, solo nove donne tra i consiglieri eletti: «A una di loro la presidenza»

Mercoledì 6 Ottobre 2021 di Valerio Esca
Elezioni a Napoli, solo nove donne tra i consiglieri eletti: «A una di loro la presidenza»

Maggioranza bulgara per Gaetano Manfredi. Ventotto banchi su 40 del nuovo Consiglio comunale saranno occupati dagli eletti nella coalizione di centrosinistra. Una buona notizia per la governabilità dell'aula, che non rischia così di diventare ostaggio di balcanizzazioni, come è accaduto negli anni dell'era de Magistris. Solo nove, invece, le donne elette. 

Tra conferme (nove in tutto), new entry e vecchie conoscenze prende forma il Consiglio comunale della terza città d'Italia. Sei i seggi assegnati al Pd, con Gennaro Acampora che si è affermato come mister preferenze. Sostenuto dalla consigliera regionale Bruna Fiola, Acampora è stato il più votato a Napoli (4.380). Con lui andranno a comporre il gruppo Pd anche Enza Amato, Salvatore Madonna, Mariagrazia Vitelli (altra candidata di Fiola), Aniello Esposito e Pasquale Esposito. Cinque gli eletti con la lista Manfredi sindaco, che è arrivata sopra il M5S (9,92% contro il 9,73%). Entrano in via Verdi: Walter Savarese (2.576 preferenze), Luigi Musto, Sergio Colella, Fulvio Fucito e l'avvocato antimovida Gennaro Esposito. Cinque i seggi anche per i grillini. I primi tre eletti nelle fila del M5S sono tutti ex demA; Ciro Borriello, ex assessore allo Sport, in quota Fico; Flavia Sorrentino, ex delegata del sindaco per lo sportello Difendi la città, e Salvatore Flocco, ex consigliere della terza Municipalità, in quota Ciarambino, e gli altri due eletti, Fiorella Saggese e Gennaro Demetrio Paipais, in quota Di Maio. Fico si consola con Fabio Greco, eletto presidente della terza Municipalità con l'80,59%. Due i consiglieri eletti nella lista Azzurri-Noi Sud-Napoli Viva: Annamaria Maisto, compagna del consigliere comunale uscente di Italia viva Gabriele Mundo (2.629 preferenze), e Massimo Pepe. Due banchi conquistati anche dalla lista di ispirazione deluchiana, Napoli Libera, che vede una riconferma, quella di Nino Simeone (2.517 voti), e una new entry Massimo Cilenti (914). Lo stesso vale per la lista di David Lebro Noi Campani per La Città: Roberto Minopoli e Pasquale Sannino; così come per Napoli Solidale, che vede eletti Sergio D'Angelo e l'uscente ex capogruppo demA, Rosario Andreozzi. Un consigliere per Europa Verde, Luigi Carbone (ex vicepresidente della seconda Municipalità); uno per Adesso Napoli, Gennaro Rispoli; uno a Centro Democratico, Carlo Migliaccio, vecchia conoscenza dell'assemblea cittadina, eletto consigliere comunale nel 1993 e rieletto nel 2006 con i Popolari-Udeur; l'ultimo seggio della maggioranza va ai Moderati, con Luigi Grimaldi

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Per il centrodestra eletto come candidato sindaco Catello Maresca e con il magistrato 7 consiglieri. Forza Italia incassa tre seggi: Domenico Brescia, a sorpresa il primo degli eletti nella fila degli azzurri (3.724), Salvatore Guangi, vicepresidente uscente dell'aula, e Iris Savastano. Fratelli d'Italia incassa un seggio con il candidato di bandiera di Marco Nonno, Giorgio Longobardi; la civica Essere Napoli traghetta in via Verdi Rosaria Borrelli, mentre Napoli Capitale conquista un seggio con Bianca Maria D'Angelo. Per Cambiamo entra in Consiglio Rosario Palumbo. Farà strano vedere tra i banchi del Maschio Angioino e di via Verdi Antonio Bassolino, che è stato abituato per quasi dieci anni a sedere dall'altra parte della barricata, sulla poltrona di primo cittadino. Insieme a Bassolino in Consiglio comunale entra l'ex democrat, Toti Lange, fondatore dell'associazione Con il lavoro, proveniente dalla Slc Cgil, che vede premiata la sua scelta di correre con la civica dell'ex sindaco. Lange è stato sostenuto dall'ex consigliere regionale Pd Gianluca Daniele. Due scranni in Consiglio anche per la candidata sindaco Alessandra Clemente, che si porta dietro anche Claudio Cecere (eletto nella lista Clemente sindaco). Maresca, Bassolino e Clemente hanno già detto che resteranno in Consiglio per vigilare sull'attività dell'amministrazione. 

Conclusa l'assegnazione dei seggi è già tempo di pensare alle prime nomine. L'aula dovrà eleggere il presidente dell'assemblea cittadina e i due vicepresidenti, uno dei quali andrà come di consueto all'opposizione. Sfumata l'ipotesi Dino Falconio, che in caso di elezione con Manfredi sindaco sarebbe stato in pole per il ruolo di guida del Consiglio comunale, si aprono adesso le trattative tra Pd, M5S e la stessa compagine del sindaco Manfredi. Altra ipotesi paventata, tramontata a causa del mancato ballottaggio e dunque di un eventuale accordo, era quella di affidare nelle mani esperte di Antonio Bassolino la presidenza. A questo punto il nome del nuovo presidente, figura di garanzia della maggioranza, potrebbe uscire da un accordo tra democrat e grillini, magari una donna - è il ragionamento che si fa nel centrosinistra - visto che le elette sono appena nove.

Ultimo aggiornamento: 16:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA