Elezioni Campania 2020, rispunta la Carfagna per la corsa alla Regione

Mercoledì 20 Novembre 2019 di Valentino Di Giacomo

«Presidente, negli ultimi giorni mi ha accusato di esternare sui giornali le mie riserve sull'azione di Forza Italia, sono qui così ne parliamo di persona». Sono da poco passate le 10 di mattina quando Mara Carfagna varca l'atrio di Palazzo Grazioli, la residenza romana di Silvio Berlusconi. L'incontro tra il leader di Fi e la vicepresidente della Camera era atteso da giorni, l'ennesimo faccia a faccia dopo la cena avvenuta ad Arcore la scorsa settimana. Stavolta l'ex premier e la deputata salernitana hanno parlato esclusivamente del caso Campania: Berlusconi è ancora orientato a candidare Stefano Caldoro, Carfagna ha chiesto un chiarimento. «Credo di essere un esponente autorevole di quella terra avrebbe rinfacciato al capo di Fi - immagino abbia il diritto di essere consultata sulle scelte da fare».

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Dall'entourage del Cavaliere fanno sapere che durante l'incontro non è stata chiesta la testa di Caldoro, anche se non viene celato che da tempo i rapporti tra l'ex governatore e Carfagna non sono dei migliori. Nell'ufficio di Grazioli, Mara voleva però rivendicare il diritto ad essere coinvolta nelle decisioni. «Se la scelta è ricaduta su Caldoro avrebbe detto non è giusto che lo apprenda dai giornali, la questione va prima affrontata nel partito». Un tentativo di recuperare un rapporto e non finire isolata in un partito che, tanto a livello nazionale quanto regionale, ha messo Carfagna in un angolo. Nel corso dell'incontro con Berlusconi infatti l'ex ministra avrebbe rinfacciato di non essere stata invitata alla conferenza stampa di lunedì scorso a Napoli nella sede del partito campano e, più grave, di non essere stata inserita nel programma dell'evento che si svolgerà sabato mattina all'hotel Vesuvio dove sono previsti gli interventi di Antonio Tajani e delle due capigruppo di Camera e Senato, Mariastella Gelmini e Annamaria Bernini. «Un appuntamento di rilievo nella mia Regione si sarebbe lamentata Carfagna e nessuno mi dice nulla». Dal canto proprio Berlusconi ha chiesto chiarezza: sono mesi che si parla di possibili gruppi autonomi che la deputata salernitana starebbe organizzando in Parlamento per staccarsi da Fi. «Spiega una volta per tutte ha detto perentorio il Cavaliere alla sua ex ministra cosa vuoi fare: strappi o resti?».
Nel corso dell'incontro Carfagna non avrebbe neppure rivendicato di voler essere lei stessa la candidata per Palazzo Santa Lucia, anche se chi le ha parlato spiega che si tratta di una pista da tenere ancora in caldo. Per ora Carfagna ha perorato i nomi di Cosimo Sibilia e Paolo Russo: «Meritano - avrebbe detto - comunque rispetto». Proprio lunedì scorso commentando un'intervista di Antonio Tajani al Mattino Russo aveva criticato le parole del vicepresidente di Fi che aveva dato ormai per certa la candidatura di Caldoro. Al punto che lunedì i rumors del partito davano per certa l'imminente uscita di un comunicato a firma Carfagna attraverso il quale avrebbe chiesto un passo indietro da parte di Caldoro. Ma quel comunicato non è mai stato prodotto, stavolta Mara ha preferito parlarne direttamente con Berlusconi. Una mossa che viene letta come un segnale di distensione, per ricostruire un rapporto più volte sul punto di rottura. Per ora Carfagna resta, pur pressata da tanti parlamentari che spingono sull'acceleratore per la creazione di gruppi autonomi e la scissione del cordone ombelicale con Fi. Ma chiede in cambio di avere voce in capitolo. Il leader di Fi ha preteso invece chiarezza: «Un conto avrebbe detto Berlusconi alla sua deputata è se vuoi candidarti tu, allora valuto la proposta anche con Salvini e Meloni, altra cosa è agitare le acque immotivatamente e fare un danno al partito».
 


Alla fine Mara si è congedata da Berlusconi con la promessa di un nuovo incontro da tenersi a breve prima dell'ufficializzazione del candidato del centrodestra in Campania. Tutto intorno le solite voci da «veline e veleni» che in Fi non mancano mai con ricostruzioni da resoconti di guerra. Al punto che per stoppare eventuali polemiche il Cavaliere in serata decide di diramare una nota a conferma della volontà di riaprire il dialogo: «Si è trattato di un incontro di lavoro che si è svolto, come sempre, all'insegna della cordialità e della costruttiva collaborazione».

Intanto sono già al lavoro i pontieri per cercare di creare i presupposti di una ricucitura dei rapporti tra Carfagna e l'estabilishment del partito, magari invitandola alla conferenza di sabato a Napoli e sancire così la pace. In attesa restano però tutti i parlamentari che vorrebbero lo strappo e che fino ad ora si sono fidati di Mara: ora le chiedono di decidere in fretta. Tutti intenzionati a capire se Carfagna sta giocando una sua partita personale oppure se parla a nome dei tanti insofferenti.

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