Elezioni Campania 2020, Berlusconi incorona Caldoro: «È lui il nostro candidato»

Mercoledì 13 Novembre 2019 di Lorenzo Calò

Berlusconi decide di giocare d'anticipo, sfodera il piglio decisionista e risolutivo stile 94 e cerca di ricompattare un partito negli ultimi mesi in preda a convulsioni, distinguo, tentativi di fuga e infatuazioni estemporanee. «È andato tutto benissimo», le parole del Cav ieri sera al termine dell'incontro convocato in Senato con tutti i responsabili dei dipartimenti e con i gruppi parlamentari di Forza Italia. Benissimo a tal punto da aver risolto con un colpo d'ala il nodo della candidatura alla presidenza della Regione Campania che il centrodestra intende strappare a Vincenzo De Luca: a correre sarà Stefano Caldoro, incoronato coram populo dal leader in persona. «Stefano, in Campania sarai tu il nostro candidato - ha scandito a chiare lettere l'ex premier - su questo ho già l'accordo con Salvini e Giorgia Meloni». Una decisione che legittima l'intesa di massima già sancita da Forza Italia con il principale contraente della coalizione di centrodestra: lo stesso Salvini, anche recentemente a Napoli, aveva mostrato evidenti segnali di apertura su un'ipotesi autorevole per la guida di una regione-chiave del Sud che con Calabria e Puglia l'asse Matteo-Silvio-Giorgia intende sottrarre al controllo del centrosinistra o di un'ipotetica alleanza giallo-rossa. «Siamo alleati con i partiti di centrodestra, ma non saremo mai subalterni a nessuno - ha ribadito Berlusconi - La nostra storia non ce lo permette. Qualcuno vorrebbe andare nella Lega? Fate pure, ma Salvini è stato molto chiaro: non ricandiderebbe nessuno, specie gli ultimi a saltare a bordo del Carroccio. E poi lo sa bene anche lui: chi tradisce gli elettori una volta, li tradisce sempre...». Insomma, è vero che Forza Italia annaspa a livello nazionale intorno al 6 per cento ma - raccontano dall'entourage del Cavaliere - Berlusconi sarebbe rimasto molto amareggiato da voci, cene, incontri e conciliaboli fra esponenti di spicco del partito avvertiti sempre più freddi e distanti rispetto a un'azione politica che indubbiamente ha perso smalto, capacità di attrazione e idee di protagonismo. Ed è chiaro che la mossa di ieri sera spiazza del tutto la vicepresidente della Camera Mara Carfagna, da mesi in rotta con i vertici azzurri e accreditata di coagulare intorno a sé una pattuglia di almeno cinquanta parlamentari. Quale sarà l'approdo dell'ex ministro - tra ammiccamenti renziani e tentazioni neocentriste - lo si capirà nei prossimi giorni sebbene posizioni di dissenso all'interno dell'ex monolite azzurro restano.

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E qui il lodo Campania con l'investitura di Caldoro (59 anni il prossimo 3 dicembre, ex governatore, già viceministro al Miur e poi ministro per l'Attuazione del programma) punta a giocare un ruolo non secondario nell'ottica di un ricompattamento del partito. A dirlo sarà a tarda sera lo stesso candidato: «Ringrazio il presidente Berlusconi - ha sottolineato - ora siamo al lavoro per un centrodestra allargato con l'apporto e il sostegno anche di liste civiche che racchiudano i valori dell'intera area moderata». L'obiettivo è rilanciare l'azione del centrodestra partendo da una regione cruciale per lo sviluppo del Mezzogiorno e farlo d'intesa con il crescente consenso della Lega, di Fratelli d'Italia ma anche di Cambiamo!, dei tanti gruppi moderati che troveranno espressione nelle liste direttamente collegate al presidente. «Insomma - riflette Caldoro - inizia e si rafforza un grande lavoro di ricucitura, di appello alla società civile, di apertura verso le forze sane e produttive della Campania». L'obiettivo non dichiarato è anche quello di intercettare i delusi del M5s (e in Campania sono tanti, anche nella stessa compagine parlamentare), di evitare smottamenti verso l'offerta renziana di Italia Viva e incunearsi in quelle sacche di insoddisfazione del mondo delle professioni e delle realtà produttive nei confronti dell'esperienza dell'amministrazione De Luca. D'altronde la scelta del leader di puntare su Caldoro sembra archiviare anche le altre ipotesi (spesso autocandidature spontanee) spuntate in Campania nelle ultime settimane e già in fibrillazione con annunciate convention come quelle organizzate per i prossimi giorni dall'ex assessore Severino Nappi o dai fratelli Antonio e Fulvio Martusciello. «Stefano tu hai fatto tante battaglie - ha detto il Cavaliere sciogliendo la seduta - sei bravo a ricucire. Affronterai anche questa». E già ieri sera primo briefing a ranghi serrati con tutti i parlamentari campani: assenti Mara Carfagna e il fido Gigi Casciello. L'operazione ricucitura comincerà proprio da qui: riportare a casa qualche figliol prodigo.

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