Elezioni Campania 2020, Salvini frena: il via libera a Caldoro legato alla Calabria

Mercoledì 27 Novembre 2019 di Luigi Roano

Frena Matteo Salvini, il leader della Lega Nord, sulla candidatura di Stefano Caldoro proposta da Fi alle regionali in Campania: «A me non hanno detto nulla» dice in maniera gattopardesca. Una frenata che sa tanto di tattica, perché sul tavolo del centrodestra c'è anche la questione Calabria dove si voterà a fine gennaio e a ore c'è da decidere il candidato dove la Lega vuole dire la sua. Non a caso Salvini lo stesso discorso fatto per Caldoro lo fa per Mario Occhiuto - il sindaco di Cosenza - che pezzi del centrodestra e di Fi vorrebbero come candidato. C'è - tuttavia - anche dell'altro nell'approccio che Salvini sta avendo sulle candidature, la sensazione è che il senatore stia provando a indossare i panni del leader del centrodestra, di qui il rimandare la decisione sui nomi a un tavolo nazionale con Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni, numero uno di Fdi. Nella sostanza Salvini non vuole - per ora - né strappi né fughe in avanti e in questo senso il messaggio che lancia è chiaro: conta la coalizione e l'importante è che vinca il centrodestra, ben sapendo però che nella scelta dei candidati il peso della Lega sarà determinante. Tavolo che si dovrebbe tenere - come trapela da Fi - a Milano tra sabato e domenica. Anche perché la Meloni venerdì sarà proprio a Napoli per la «conferenza programmatica della Campania». Come dire che la candidatura di Edmondo Cirielli per sfidare l'uscente Vincenzo De Luca per la Meloni è qualcosa di molto concreto.
 

 

«Dovevamo vederci questa settimana per decidere, poi Berlusconi non è stato bene e quindi aspettiamo che stia meglio, ma comunque in settimana ci vediamo per decidere e chiudere» racconta Salvini. Che su Caldoro precisa: «Non so chi abbia proposto Forza Italia, l'ho letto sui giornali non me lo hanno detto loro». Getta acqua sul fuoco delle polemiche dopo le sue parole pronunciate a Sorrento la settimana scorsa: «Caldoro va bene se si decide assieme» dimenticando che sul tavolo Fi, cioè Berlusconi, ha messo due nomi: Caldoro e Mara Carfagna. Non a caso la Carfagna sulla questione fu molto fredda: «Va bene Caldoro, ma bisogna allargare il campo perché non entusiasma». Situazione ingarbugliata, ma nel centrodestra regna la sensazione che in Campania effettivamente si goda di un vantaggio robusto sul centrosinistra e il M5S. Caldoro - dal canto suo - ha memorizzato che non è l'unico ad ambire alla candidatura e che deve fare i conti non solo con la Carfagna ma anche con Fdi e Cirielli. E certo immobile non sta, anzi. Fonti vicine a Caldoro fanno sapere che le parole di Salvini «non le interpreta come una frenata sulla sua candidatura». Per Caldoro «Salvini vuole mettere il progetto politico del centrodestra davanti a tutto al netto delle candidature», concetto che condivide con il leader della Lega. Tant'è, nell'entourage di Caldoro, sulla questione che il centrodestra avrebbe la necessità di una candidatura con una personalità più effervescente - alla De Luca o alla de Magistris per essere chiari - per vincere non sono d'accordo. E fanno notare come in Basilicata il candidato scelto dalla coalizione contro i potestà locali, il generale Vito Bardi, ha vinto con 11 punti di vantaggio, esattamente gli stessi che il centrodestra aveva nei sondaggi con altri candidati. Una tendenza nel centrodestra affermatasi anche nel Molise e in Abruzzo. A sottolineare che alle regionali quello che serve «è un candidato di coalizione e non uno che fa il corpo a corpo come avviene per le comunali».
 

A schierarsi con Caldoro apertamente è Stefania Craxi, senatrice di Fi e vicepresidente della Commissione Esteri del Senato, che fa un appello al centrodestra: «Conosco Stefano - dice - da molto tempo e rappresenta una risorsa. Sa amministrare, ha una visione e ha in mente un ruolo della Campania e del Mezzogiorno. Il centrodestra, come da input di Berlusconi, farebbe bene a non perdere tempo e a investire su di lui».

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