Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

GIUSEPPE CONTE

Elezioni amministrative 2022, urne aperte in 89 Comuni campani: alla prova l'intesa Pd-M5S

Domenica 12 Giugno 2022 di Gigi Di Fiore
Elezioni amministrative 2022, urne aperte in 89 Comuni campani: alla prova l'intesa Pd-M5S

In una regione dove nessun capoluogo di provincia va al voto, il vero test politico nei principali tra gli 89 Comuni campani chiamati oggi alle urne resta la verifica dell’alleanza Pd e 5 Stelle. Test che potrebbe fornire indicazioni per le elezioni politiche del prossimo anno. Lo ha riconosciuto due giorni fa a Napoli il ministro Luigi Di Maio confermando l’importanza delle alleanze elettorali con il Pd: «Vediamo i risultati. Sicuramente quello campano è un territorio in cui abbiamo sempre ottenuto, soprattutto in provincia di Napoli, risultati importanti, soprattutto quando corriamo in coalizione». 

È proprio la provincia di Napoli quella dove si vota in Comuni più grandi. Come Nola, cittadina con poco meno di 34mila abitanti, dove il giudice amministrativo Carlo Buonauro, sostenuto da Pd e 5 Stelle, si contrappone all'architetto Maurizio Barbato, appoggiato da liste civiche ma diventato anche candidato del centro destra. Nella città d’origine del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, il sostegno dei 5 Stelle a Buonauro è convinto. Ma il magistrato ha incassato anche l’appoggio esplicito dei due fratelli Manfredi: il sindaco Gaetano e Massimiliano. A Nola, si vota dopo appena tre anni, per lo sfaldamento della maggioranza che sosteneva il sindaco uscente Gaetano Minieri. 

Compatta l’alleanza tra M5s e Pd anche ad Acerra, a sostegno del candidato Andrea Piatto, presidente uscente del Consiglio comunale, avversato dal sindaco uscente Raffaele Lettieri che si schiera con il reumatologo Tito D’Errico. Terzo incomodo il candidato del centrodestra, il medico Vincenzo Crimaldi, sostenuto da una lista di Fdi e da due civiche. Ma la riprova sulla validità dell’asse Pd-5 Stelle si può ritrovare nei Comuni dove i due partiti sostengono candidati diversi. Come a Somma Vesuviana, dove i dem appoggiano Giuseppe Bianco, mentre l’M5s si è schierato con il sindaco uscente Salvatore Di Sarno. Su Di Sarno c’è il sostegno anche del sindaco di Benevento, Clemente Mastella.

LEGGI ANCHE Elezioni a Portici, la faida grillina 

A Portici, uno dei Comuni sotto i riflettori di queste elezioni, si assiste a una spaccatura nei 5 Stelle. L’ex senatore dem Vincenzo Cuomo, candidato al suo quarto mandato non consecutivo, è sostenuto dal Pd e a livello personale da Luigi Di Maio. I 5 Stelle ufficiali, con Giuseppe Conte, appoggiano invece Aldo Agnello, sostenuto anche da Sinistra Italiana ed Europa Verde. Fenomeno visibile in molte amministrazioni al voto, anche a Portici il centrodestra sembra rinunciare alla competizione. Resta Fdi con una sua lista, in appoggio al candidato Mauro Mori. Spaccatura, ma nei dem, anche a Pozzuoli, la cittadina più grande tra quelle oggi al voto. Cinque candidati, ma la sfida è soprattutto tra Paolo Ismeno, ex assessore sostenuto dal sindaco uscente Vincenzo Figliolia, e Luigi Manzoni, presidente uscente del Consiglio comunale, sostenuto dai Verdi, dai centristi di Calenda e dal Psi. Nell’imbarazzo tra due candidati del proprio partito, i dem non hanno presentato simboli, mentre i 5 Stelle hanno candidato, con una propria lista, Antonio Caso. Anche a Pozzuoli, Fdi non rinuncia al suo simbolo e alla sua lista a sostegno di Paolo Guerriero. 

Video

Solo tra i candidati consiglieri di Mondragone la Commissione parlamentare antimafia ha segnalato i nomi dei due unici «impresentabili» in Campania. Due nei diciotto totali in tutt’Italia. La notizia di due giorni fa non ha condizionato la campagna elettorale dei sette candidati sindaco, con l’uscente Virgilio Pacifico a sostenere l’avvocato Francesco Lavagna che ha nel medico Achille Cennami il principale avversario. Sarà Capua a testare l’intesa Pd-pentastellati sul candidato Adolfo Villani. È il Comune dove si candida l’ex presidente del Consiglio regionale, Paolo Romano, sostenuto da Noi di centro. L’avvocato Fernando Brogna ha l’appoggio di Forza Italia. E Carmela Del Basso, prima donna candidata sindaco nella storia di Capua, ha incassato nelle ultime ore l’appoggio del sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, e dell’ex parlamentare di An Gianfranco Paglia. Impossibile trovare logiche politiche. Valgono i riferimenti individuali. È la legge delle elezioni comunali. 

Ultimo aggiornamento: 13 Giugno, 21:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA