Elezioni comunali a Ercolano: nel fortino di Renzi la sfida è tutta tra ex Pd

Domenica 13 Settembre 2020 di Adolfo Pappalardo

Inviato a Ercolano

Il centrodestra ha rinunciato proprio a presentare i simboli in questa cittadina dove il centrosinistra regna da un quarto di secolo. E così pure i grillini che alla fine si sono divisi e da Roma non è arrivato l'ok per la lista ufficiale. Ma, d'altronde, le comunali di Ercolano sono tutta una storia di faide e divorzi all'interno delle stesse famiglie politiche. A cominciare dal Pd che, in primavera, aveva deciso di sfiduciare il sindaco renziano Ciro Buonajuto, legatissimo all'ex premier fiorentino. Un paio di giorni di veleni e alla fine tutto rientra in modo che il primo cittadino uscente, ex Pd passato con Italia Viva, possa ricandidarsi. Con l'appoggio, ovvio, di democrat, Iv, Verdi e un paio di civiche.

Poco più di 52mila abitanti e famosa nel mondo per i suoi scavi archeologici, Ercolano, secondo le leggende, è sì stata fondata da Ercole ma è un comune relativamente giovane perché esiste solo dal 1969. L'area archeologica, in pieno centro, si staglia sonnacchiosa e trapela tutto il suo affanno per la mancanza di turisti in questo scorcio di estate post Covid. Eppure anche con i suoi 600mila turisti l'anno, Ercolano non ne riesce a intercettare al meglio i flussi. O qualche sparuto straniero che arriva qui in Circum o, per la maggior parte, torpedoni che parcheggiano ed entrano ed escono da un ingresso ad hoc. Si fermano giusto il tempo della visita e nemmeno una notte in albergo. E la città poco o nulla ne beneficia. Eppure se ci metti il Mav, chiese millenarie, le ville del Miglio d'oro e che Ercolano è la principale porta per le ascensioni sul Vesuvio (un milione di turisti l'anno solo da qui) capisci come si disperda una ricchezza enorme quando invece potrebbe essere un voce importante del Pil locale. Ma niente. Eppure il centrosinistra governa indefesso dal 1995 e la destra ha deciso di non entrare nemmeno in campo. Come i grillini.

TUTTE LE LISTE E I CANDIDATI 

A tentare di scalzare dalla poltrona Buonajuto sono ben tre candidati. La più agguerrita è Colomba Formisano, medico di 58 anni, ex iscritta Pd e consigliere comunale uscente. Eletta proprio con il sindaco renziano ma poi uscita dalla maggioranza e passata nel gruppo misto. A sostenerla 5 civiche tra cui una messa in piedi da un consigliere grillino e un'altra da un collega di Fdi (ma entrambi non si ricandidano). «Serve un'alternativa - racconta la Formisano - a questa amministrazione che ha deluso. Eletta con la maggioranza uscente, già da due anni ho iniziato ad allontanarmi sino a uscire da gruppo e Pd nel novembre scorso assieme a due colleghi democrat. Che ora mi appoggiano perché delusi dal partito». E quest'ultimi due fanno riferimento ad Azione il movimento dell'ex ministro Carlo Calenda.

«La città - accusa la Formisano - non è per niente migliorata e tutte le opere sono state progettate dai predecessori di Buonajuto. Come la caserma fatta da Strazzullo mentre l'assoluta normalità, come asfaltare strade o illuminarle, ci vengono presentate come cose straordinarie. Intanto la città versa in condizioni pessime, tranne che per gli scavi, ma i turisti non si vedono. Eppure ci sono altri tesori: come la basilica di Pugliano con un cimitero sotterraneo meraviglioso». Ma dietro si intravede altro: «Da decenni ci sono sempre gli stessi consiglieri e dirigenti comunali che fanno il bello e cattivo tempo. Ora serve una svolta».
 


Buonajuto, avvocato e sindaco preso a modello dal renzismo rampante degli anni scorsi, dal canto suo tira dritto. Sapendo bene che è riuscito a passare indenne da una sfiducia e ora corre per il secondo mandato con l'appoggio di 19 su 24 consiglieri uscenti, senza contare l'ex ministro Maria Elena Boschi, a cui è molto legato politicamente, che due sere fa è stata qui ad appoggiarlo. «Abbiamo inaugurato 4 parchi urbani, asfaltato 12 chilometri di strade, reso il mare balneabile, videosorveglianza nelle vie principali - dice per rispondere alle critiche degli avversari - e approvato un Puc che mancava da 40 anni. Senza contare due regolamenti edilizi che cambieranno il volto della città e il completamento dell'impianto fognario». E sul turismo, che pure sarebbe da migliorare ammette, snocciola le cifre: «Quando sono arrivato c'erano 200 posti letto ora sono duemila. Sono decuplicati ed è stato creato un indotto prima inesistente. I dati sulla permanenza pure ci danno ragione: la media è 1,9 notti mentre a Roma è 1,4».

A sfidarlo ci sono anche due outsider. Il primo è Pierluigi Sorrentino, sottufficiale della Finanza, che corre con una sola civica. È un iscritto all'M5s e ha ancora il dente avvelenato perché non ha avuto il simbolo. «Ancora devo capire il motivo di questa scelta scellerata», dice lui che si definisce un novizio della politica. «È la prima esperienza ma ho raccolto - continua - la richiesta di un gruppo di cittadini». Su cosa punta? «Serve normalità - conclude - in una città con 3mila anni di storia che ha però un ruolo di rincalzo. E serve subito tirare fuori dai cassetti i progetti di David Packard (il miliardario americano, ndr) su Ercolano». A chiudere un altro outsider come Luigi Parentato, 49 anni e imprenditore del commercio in corsa con Centro democratico. Primo dei non eletti con Buonajuto 5 anni fa e non entrato per un soffio in consiglio. E ora è determinato a prendersi la sua personale rivincita. 

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