Elezioni comunali a Napoli, regge il patto Pd-M5S ma la crisi favorisce De Luca e Bassolino

Giovedì 4 Febbraio 2021 di Luigi Roano
Elezioni comunali a Napoli, regge il patto Pd-M5S ma la crisi favorisce De Luca e Bassolino

Un paio di notti agitate e qualche cattivo pensiero verso i renziani poi almeno a livello locale i contatti tra Pd e M5S, se anche a livello informale, sono ripresi. Certo con il peso della crisi di Governo che getta la sua grossa ombra sulle alleanze, ma anche con un Draghi in più che potrebbe dare la direzione giusta alla bussola della politica in ogni direzione e anche sui territori. Troppo strategica la partita del nuovo sindaco di Napoli perché le segreterie nazionali dei partiti non facciano una riflessione più ampia. Tant'è il terremoto sta facendo muovere i tanti che vivono nel Pd e in particolare l'ala deluchiana. Roberto Fico impegnato a fare altro, e il semestre bianco alle porte dove Mattarella avrà le mani legate, difficilmente potrà sfilarsi dalla poltrona di presidente della Camera, troppo alto il rischio di una crisi istituzionale. Fico per il Pd napoletano era e resta la principale opzione per garantirsi un'alleanza con i grillini. Una strategia che a oggi ha il fiato corto e favorisce il governatore. Un cointesto nel quale lo stesso Antonio Bassolino - sempre più in campagna elettorale - potrebbe invece essere favorito. In teoria De Luca e l'ex sindaco si potrebbero ritrovare di nuovo l'uno contro l'altro.

Troppo grossa è la partita politica su Napoli così, al netto dei tavoli ufficiali, attraverso le chat e le telefonate c'è chi sta portando avanti la trama dell'alleanza. Tra questi, per esempio, il segretario dem Marco Sarracino e la deputata grillina Gilda Sportiello che ha pure partecipato prima della crisi a un paio di tavoli dove è stato stabilito il percorso parlamentare per cercare di fare avere a Napoli e agli altri comuni in difficoltà una legge salva-conti. Quello che è venuto fuori da queste interlocuzioni è che il M5S napoletano resta convinto dell'opportunità dell'alleanza con il Pd. Del resto, il modello è stato già ampiamente collaudato alle amministrative dell'anno scorso dove in tre Comuni su tre - tra cui Pomigliano d'Arco - i giallorossi hanno vinto e piazzato il loro candidato sindaco in Comune. Si parte da questa certezza e da tante riunioni fatte successivamente dove c'è stata convergenza anche sul capoluogo. Resta il freno a mano tirato e un interrogativo: Pd e M5S parlano, non si hanno notizie invece di interlocuzioni con i renziani di Iv. Nella sostanza la sensazione è che si stia ripetendo lo schema nazionale con dem e pentastellati da un lato e Iv dall'altro. Iv - giova ricordarlo - sul tavolo ha sempre messo pure il nome di Gennaro Migliore. Il tempo potrebbe dare una mano all'alleanza di centrosinistra. Nella sostanza dopo che il Presidente Mattarella ha spiegato che votare per le politiche è pericoloso perché circola il virus, è abbastanza difficile poi andare alle urne a giugno per le comunali. Il tempo si sa in politica è la principale delle variabili.

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In questo clima di incertezza il sindaco Luigi de Magistris continua a fare campagna elettorale in Calabria ma ieri in Sala dei Baroni dove si è tenuto un Consiglio comunale poi caduto per mancanza di numero legale, prova a rilanciare la candidatura dell'assessora Alessandra Clemente a sindaco. Pd e il tavolo di centrosinistra hanno già chiuso la porta in faccia alla Clemente: «Mai con chi ha sostenuto l'amministrazione de Magistris che ha peggiorato la qualità della vita dei napoletani» il punto di vista del centrosinistra ma l'ex pm ci prova lo stesso: «Lo scenario politico rafforza la nostra opzione. La candidatura di Alessandra Clemente in questo momento assume maggiore forza e il fatto di essere fuori dal tavolo del centrosinistra, da cui ci escludono, e dal teatrino irrispettoso nei confronti degli italiani ci rende orgogliosi» così de Magistris. «Noi e Alessandra - aggiunge - dobbiamo continuare a fare quell'azione di risolvere i problemi, di affrontare le tante questioni amministrative, dobbiamo parlare alla gente e mostrare la nostra coerenza e credibilità». Un de Magistris che rivendica il suo modello: «In Calabria sono impegnato a costruire un laboratorio politico che si tiene ben lontano da alleanze che poi mostrano tutta la fragilità nel rapporto tra Pd, M5S, Italia Viva e altri pezzi di gruppo Misto». 

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