Elezioni comunali a Napoli, Maresca spariglia con l'idea di sinistra: «Giusto il diritto di voto agli stranieri»

Mercoledì 27 Gennaio 2021 di Carlo Porcaro
Elezioni comunali a Napoli, Maresca spariglia con l'idea di sinistra: «Giusto il diritto di voto agli stranieri»

Nel centrodestra i candidati sindaco proseguono la loro strada, ma resta irrisolto il nodo del loro legame con i tre partiti della coalizione, Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia. È tutta una rincorsa al civismo, in alcuni casi eccessiva. Il magistrato Catello Maresca non vuole infatti essere inscatolato e spariglia continuamente le carte. Ieri l'ultima uscita: l'adesione ad una proposta di chiara ispirazione di sinistra, come il diritto di voto agli extracomunitari. Tutt'altro che un programma condivisibile dalla destra sovranista. Al punto che in primis Lega e Fratelli d'Italia cominciano ad essere impazienti e sono pronti a lanciare il piano B.

L'endorsement è avvenuto durante un forum online sul tema. Nella sua relazione intitolata Diritti, libertà e sicurezza l'ex pm anticamorra, dopo aver premesso non a caso che «non devono esserci tifoserie sul diritto di voto agli stranieri» ha ricondotto il ragionamento al rapporto tra diritti e doveri, che si richiedono a tutti compresi i non italiani. «Nel codice penale si è tutti uguali, cittadini o stranieri», ha precisato. «L'ordinamento giuridico correttamente non fa distinzione tra i destinatari della legge penale, conta solo il principio della territorialità - la sua linea - Quando vado nelle scuole ed incrocio ragazzi di diversa provenienza etnica e sociale, gli si viene detto a ragione in più occasioni sul tema di legalità che esiste una corrispondenza tra diritti e doveri». Ci sono alcuni termini abusati secondo Maresca, che andrebbero sostituiti. «Dobbiamo ragionare in termini di inclusione più che di integrazione, comporta l'inserimento stabile e funzionale dello straniero». Una presa di posizione che dimostra lo spirito libero del magistrato che ha parlato con i leader nazionali del centrodestra, ma il rapporto con i partiti è ancora tutto da cementare. A ricordargli la distanza tra la sua posizione e quella della coalizione che dovrebbe sostenerlo, l'avvocato che si occupa di diritti umani Hillary Sedu, candidato con una lista di De Luca alle ultime regionali: «Ricordo il giudizio vomitevole della Lega su chi sbarca in Italia, ruba il lavoro e la casa agli italiani: una balla, perché per l'assegnazione delle case popolari ci vogliono misure stringenti. O si mente agli italiani sapendo di mentire oppure si è ignoranti».

Convinto di costituire da solo un valore aggiunto, il sostituto procuratore sta intessendo una tela che lo dovrebbe portare a presentare due se non addirittura tre liste civiche di sua ispirazione. Non ha detto un no netto ai simboli di Fi, Fdi e Lega, ma ne riparlerà soltanto in un secondo momento. Tardi secondo Lega e Fratelli d'Italia che quindi cominciano a manifestare freddezza nei suoi confronti, si guardano intorno e sono pronti col piano B vale a dire la candidatura del manager Riccardo Monti. Il manager infatti continua a coagulare intorno al suo progetto civico varie associazioni, ma ha anche avuto contatti con alcuni dirigenti del centrodestra e del centrosinistra che dimostrano interesse verso il suo progetto e sono disposti a sposarlo. Ma lui stesso si sfila dalle etichette e smentisce. «Sono onorato dell'interesse e della fiducia che sto ricevendo, ma ad oggi non sono candidato e non sono un candidato del centrodestra. Per il momento metterò in campo idee e progetti, lo farò con tanti amici e, spero, coinvolgendo le migliori energie di questa città», ha spiegato il numero uno dell'Interporto Sud. «Basta con l'immobilismo in questa città - ha rimarcato durante il forum organizzato da Napoli Capitale di Enzo Rivellini - dobbiamo attirare turisti, startupper, investimenti vari». Monti vuole rimanere in campo fin quando possibile, non ci sta a recitare il ruolo della riserva a Maresca, si sente alternativo e spera di poterne sfruttare il feeling non idilliaco con i partiti. Restano ancora in campo altre ipotesi per la corsa verso Palazzo San Giacomo. La Meloni ha già da tempo calato la carta identitaria dell'avvocato Sergio Rastrelli, ed infine non ha ancora abbandonato l'idea di scendere nell'agone politico anche l'imprenditore Gianluigi Cimmino forte del suo buon rapporto con Salvini.

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