Elezioni comunali a Napoli, l'ennesima capriola di Ciruzzi: dopo de Magistris ci prova con De Luca

Venerdì 8 Gennaio 2021 di Luigi Roano
Elezioni comunali a Napoli, l'ennesima capriola di Ciruzzi: dopo de Magistris ci prova con De Luca

Se la crisi di Governo dovesse rompere gli equilibri tra Pd e M5S - e non solo con i renziani di Iv - allora anche gli equilibri sui territori, cioè dove si vota per le Comunali, potrebbero essere messi in discussione. E Napoli, dove a maggio si vota per il rinnovo del Consiglio comunale, è una delle città al centro delle grandi manovre tra i partiti della maggioranza che governa il Paese. Scenari che a cascata fanno scattare un totocandidati ancora più serrato. A oggi, con l'alleanza tra dem e Cinquestelle data ancora per buona e fortemente voluta dai rispettivi quadri locali, in campo ci sono tre candidati di profilo importante come quello di Roberto Fico, il presidente della Camera in quota M5S. E di Vincenzo Amendola, ministro per i rapporti con la Ue del Pd, e del suo collega con delega all'Università Gaetano Manfredi un tecnico di area dem, ma scelto dal premier Giuseppe Conte.

Cosa sta accadendo in queste ore dove anche il governatore Vincenzo De Luca - che è sinceramente contrario all'alleanza con il M5S per la scelta del sindaco di Napoli - si gioca la sua partita sul capoluogo? Spunta fuori un altro nome, quello di Domenico Ciruzzi, avvocato presidente del Premio Napoli - che sarebbe ben visto da De Luca - e che di partita si starebbe giocando la sua. Cosa significa? L'avvocato l'incarico del «Premio Napoli» lo ha avuto dal sindaco Luigi de Magistris nel lontano 2016, subito dopo il bis dell'ex pm a Palazzo San Giacomo. E va ricordato che Ciruzzi l'anno prima - siamo nel 2015 - fu molto tentato dall'allora Sinistra - alternativa al Pd di cui faceva parte pure de Magistris - a candidarsi alla Regione contro De Luca. Il quale poi vinse quelle elezioni battendo sul filo di lana Stefano Caldoro. E ricambiò l'ex pm con l'appoggio a Valeria Valente quale candidata sindaco del Pd alle Comunali che poi vinse appunto de Magistris. Ora singolarmente il cerchio si chiuderebbe proprio con Ciruzzi candidato a sindaco e con De Luca pronto a battezzare un'operazione che starebbe pilotando il fidato vicepresidente della Regione Fulvio Bonavitacola. Fantapolitica? Boatos frutto anche del virus che obnubila le menti? Probabilmente sì, ma anche no. Perché potrebbe essere davvero l'ennesima piroetta dell'avvocato che ha iniziato a flirtare con la politica in gioventù con la sinistra dura e pura del Pci, passando per quella radical chic, approdando poi a de Magistris. Per fare oggi un'altra capriola e passare dall'altra parte della barricata della sinistra, anzi del centrosinistra, cioè col nemico giurato del sindaco verso il quale si sono già rivolti molti consiglieri comunali. Ciruzzi, però, è un esterno alla politica e si gioca un'altra carta. Con lui - questo il ragionamento - si passerebbe dalla mania della sinistra di candidare giudici e pm, a un avvocato. Un pensiero che tra sé e sé fa spesso. «Io non ne so nulla - racconta Ciruzzi sulla sua eventuale candidatura a sindaco di Napoli - quello che posso dire è che mai come questa volta la sinistra deve essere unita perché con la candidatura del pm Catello Maresca, che io conosco bene per motivi professionali, il centrodestra dopo 50 anni veramente può tornare a vincere le elezioni». Questo il suo ammonimento oggettivamente teso a tirare acqua al suo mulino, ma Ciruzzi fa catenaccio su tutto: «Se mi proponessero di candidarmi? Stiamo parlando del nulla ecco perché non posso rispondere a questa domanda». 

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Per i dem napoletani, invece, il percorso è ben avviato e si viaggia verso un accordo di coalizione sul modello del governo nazionale con i pentastellati e Iv. A fine mese è previsto un nuovo incontro dove si parlerà di programmi ma anche di candidati per Napoli con il M5S che si pone già in maniera dialogante: «Da sempre il Movimento ha lavorato e ha compiuto delle scelte confrontandosi sui temi e sui progetti che ponessero al centro il bene della collettività - spiega il deputato napoletano Gilda Sportiello - in questo senso siamo sempre stati disponibili a sederci a un tavolo per comprendere insieme se è una strada percorribile. A maggior ragione in un momento difficile come quello che stiamo vivendo, il M5S ha il dovere di sedersi al tavolo nell'interesse della città». Ma nel centrosinistra non ci sono solo loro. Perché l'uscente Luigi de Magistris insiste nel proporre Alessandra Clemente, l'assessora ai Giovani, come suo successore. Soprattutto, spinge il piede sull'acceleratore della candidatura Antonio Bassolino che continua a macinare chilometri, post e interviste, cioè fa campagna elettorale a tutto tondo da mesi: è lui il grande outsider con cui dovranno vedersela tutti. 

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