VINCENZO DE LUCA

De Luca alla conquista di Napoli:
ecco tre nomi per vincere le elezioni

Venerdì 20 Novembre 2020 di Luigi Roano

La battaglia per la conquista di Napoli in tutti i partiti è durissima, ma nel campo del centrosinistra allargato al M5S - almeno queste sono le intenzioni delle segreterie romane - lo è ancora di più. Con un attore nuovo al centro del palcoscenico: il governatore Vincenzo De Luca con le sue uscite non sempre centrate e felici e dal carattere scoppiettante. In questi giorni con il sindaco Luigi de Magistris nei panni della classica anatra zoppa, senza una maggioranza e appeso ai voti di Fi o a una grazia che dovrebbe concedere il Pd per non andare a casa con sei mesi di anticipo, si dice che il governatore voglia mettere le «mani su Napoli». E che stia brigando per accelerare l'uscita di scena dell'ex pm. Onestamente la verità non è così lontana da questa narrazione dei fatti. Il punto è che De Luca alza il muro, le cortine fumogene e fa trapelare quelle che sono le sue volontà. E sotto sotto fa uscire da altre bocche a lui amiche le sue verità.


LE SCHERMAGLIE
Il Pd - il suo partito - letteralmente dimezzato in Consiglio regionale dove da 18 consiglieri è sceso a 9 - ha su Napoli altre idee rispetto a quelle di De Luca. Almeno queste le sensazioni. Per esempio, i dem hanno messo in pole position come candidati a Palazzo San Giacomo due ministri napoletani di grande spessore: Enzo Amendola, che ha la delega ai rapporti con la Ue, e Gaetano Manfredi titolare della delega all'Università. Due pesi massimi nel Governo e anche nel partito. Cosa ne pensa il governatore? Anzi bisogna passare per le forche caudine di De Luca per avere il via libera alla loro nomination? Certo è, che un conto è il peso in una competizione elettorale come le regionali, altro è il peso dentro al partito. E il governatore lo sa bene. Tant'è, non si hanno notizie del pensiero di De Luca sui due ministri candidati e questo scarso entusiasmo potrebbe essere già un indizio. De Luca è uomo tosto e spigoloso. Basta pensare che ha chiesto nel pieno della pandemia la defenestrazione del governo nazionale - di cui i dem sono la colonna portante - solo perché a fronte dei contagi l'Esecutivo ha messo la Campania da zona a rischio moderato a quello massimo. Per dirla tutta, su Napoli e su tante altre cose tra Pd e De Luca non sempre c'è la stessa visione. Napoli è un palcoscenico grande e c'è un'altra stella che brilla: Antonio Bassolino, uno dei fondatori del Pd. L'ex sindaco e governatore è in campo e piuttosto che far decidere a De Luca il candidato è pronto a candidarsi in prima persona. Tra lui e De Luca non è mai corso buon sangue. I tentativi del Pd di recuperare alla causa Bassolino ci sono stati e ci saranno, ma sono costellati dai no di De Luca. Che al cospetto di Bassolino non può fare molto - le stature sono diverse - però il fatto è che si tratta di un altro no di De Luca.

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I FAVORITI
Ma chi sono i candidati che De Luca ambirebbe ad avere a Napoli perché la capitale del sud diventi suo feudo al pari di Salerno? Su tutti Nicola Oddati, ex assessore ai tempi di Rosetta Iervolino sindaco, un tempo bassoliniano doc, ora dell'ex sindaco parla bene, ma legittimamente al passato. Salernitano come De Luca, si è convertito alla causa del governatore già da molto tempo fa tanto da avere avuto l'incarico di rappresentare la Campania nella sede romana della Regione. Oddati è anche tra i più vicini a Nicola Zingaretti nella segreteria del Pd. Segue Umberto De Gregorio, un vero pretoriano del presidente della Regione, custode arcigno dell'Eav, cassaforte dell'Ente di Santa Lucia, la partecipata più grossa dentro la quale c'è tutto il pianeta dei trasporti inclusi i soldi. Tra sei mesi scade il suo mandato, sarebbe libero di competere per la fascia tricolore. Il suo segno politico distintivo, oltre a essere un fedelissimo di De Luca, è la sincera avversione per de Magistris. Il terzo favorito è Gennaro Migliore di Italia Viva. Un renziano, napoletano, che condivide con De Luca l'allergia per i pentastellati. Qui la questione è decisamente più politica. Rispetto a Oddati e De Gregorio, Migliore ha questo asso nella manica, come il governatore non vuole un centrosinistra allargato a Napoli. Migliore in campo come candidato significherebbe un centrosinistra diviso. I maligni sostengono che questa sia l'ultima mossa di quel diavolaccio dell'ex sindaco di Salerno.

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