Elezioni, la carica degli esclusi: «Ma non lasciamo la politica»

di Carlo Porcaro

Chi aveva una professione, tornerà ad esercitarla. Chi viveva di politica, dovrà farla fuori dai palazzi se ci tiene a offrire un contributo alla vita pubblica. È nutrito il gruppo di parlamentari campani esclusi, non ricandidati per scelta altrui. Da lunedì sera, giorno di presentazione delle liste per il 4 marzo, che cosa stanno facendo? A sinistra, il dem Marco Di Lello, abbandonato al suo destino dal suo capocorrente Andrea Orlando, ha annunciato l'addio alla politica con contestuale ritorno al mestiere di avvocato; il medico di Aversa Lucio Romano, impossibilitato a riprovarci dopo l'esperienza con Scelta Civica sempre per mancanza di appoggi interni al Pd, si dedicherà al volontariato sociale; Leonardo Impegno ha rifiutato un collegio a rischio, quello di Napoli centro; la giornalista Rosaria Capacchione tornerà al suo lavoro di sempre dall'aspettativa parlamentare; Annamaria Carloni ieri ha inviato ai suoi contatti il bilancio delle sue attività istituzionali a testimoniare l'impegno profuso a suo dire non premiato dal partito (o forse meglio dalla sua corrente che fa capo a Maurizio Martina, che le ha preferito al Senato Antonio Marciano). E ancora Riccardo Villari, senatore uscente, Raffaele Calabrò (che però aveva già lasciato la politica per il mondo accademico), Nello Formisano, che tenta l'avventura a sindaco di Torre del Greco, Salvatore Piccolo, deputato uscente del Pd. Insomma, piano piano - dopo aver smaltito la delusione frutto anche di tradimenti di colleghi - riprenderanno la loro vita normale, senza tesserino parlamentare.
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Venerdì 2 Febbraio 2018, 10:45
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