Elezioni europee, de Magistris apre: «Mi candido ma non lascio Napoli»

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«Se ci sono tutte le condizioni che abbiamo posto, io ci sarò. Sono disponibile a mettere il mio corpo anche a capo di una coalizione politica che non significa lasciare la carica di sindaco ma significa esserci per costruire un'Europa che sia utile a Napoli. Ma se anche una sola delle condizioni poste non si dovesse realizzare, allora non metterei a disposizione la mia carta d'identità». Lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, parlando delle elezioni europee che si svolgeranno nella primavera 2019.



«Mi sto persuadendo che Roma, Bruxelles e Strasburgo sono città che servono molto a Napoli. In questi anni abbiamo fritto il pesce con l'acqua e pertanto ritengo che se riuscissimo ad entrare nei luoghi in cui si prendono decisioni importanti sarebbe proficuo per Napoli ma anche per tanti altri territori e comuni». Ha proseguito il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, affrontando il tema delle prossime elezioni europee a cui lui e il movimento demA potrebbero decidere di candidarsi qualora si riesca a «costruire un campo largo, una colazione civica nazionale che interloquisca con leader europei significativi, dove non ci sono pioli che recingono in modo stretto. Noi vogliamo aprire, ma allo stesso tempo - ha spiegato - non ci facciamo schiacciare dal tema delle alleanze con Varoufakis o con Melenchon, o con Podemos. Dobbiamo allargare perché oggi spira forte un vento di destra che vede uniti Orban, l'Austria, Salvini, Le Pen». Ma prima delle alleanze oltre i confini, de Magistris, pur lavorando a una lista «trasnazionale ed europea», guarda alla costruzione di un campo in Italia «per costruire voti e consenso da Bolzano a Lampedusa». E in questa direzione, il movimento demA è tra i protagonisti di un'iniziativa in via di costruzione da tenersi a Roma prima di Natale, dead line fissata entro la quale - ha sottolineato - «si devono sciogliere tutti i nodi. Ad oggi - ha concluso - la volontà è di esserci alle prossime europee ma per attuare la rivoluzione a cui pensiamo dobbiamo presentarci con un'opzione credibile, che susciti entusiasmo, che garantisca affidabilità di governo e che sia fatta dai volti delle persone. A queste condizioni credo ci sia uno spazio maggiore di quanto si pensi».
Giovedì 18 Ottobre 2018, 14:33
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