Napoli, eletta in consiglio comunale
l'unica coppia che non s'è tradita nelle urne

Mercoledì 6 Ottobre 2021 di Maria Pirro
Napoli, eletta in consiglio comunale l'unica coppia che non s'è tradita nelle urne

È l'unica coppia che ha retto alla prova (e al segreto) dell'urna. Grazie alla «monogamia». Senza tradirsi mai. «Gli altri candidati hanno stretto più intese per prendere voti, gli uomini con 4-5 donne senza sostenere nessuna fino in fondo, e viceversa. Noi no. Sin dal primo giorno di campagna elettorale, abbiamo avuto un rapporto leale, di stima politica e personale, e anche di grande simpatia», dicono Gennaro Acampora, mister preferenze, 4.380 a Napoli, e Maria Grazia Vitelli, 2.937, uno dei pochi volti femminili, appena nove, nel nuovo Consiglio comunale. 

Trentacinque anni, lui. Cinquantaquattro, lei. Sposati con figli. «Al di là della differenza d'età, abbiamo tante affinità», dice Acampora, e passa a elencarle: «Facciamo lo stesso lavoro, i commercialisti. Maria Grazia insegna anche. E non siamo trasformisti: siamo iscritti da tempo al Pd, nessuno dei due ha mai cambiato casacca. Per due mandati, siamo stati consiglieri municipali». Il più votato fa il pieno di consensi nei quartieri StellaSan Carlo, Vitelli è del Vomero-Arenella. «Dove la competizione si è rivelata più dura nella stessa coalizione a sostegno di Gaetano Manfredi sindaco», spiega la professoressa, citando temibili sfidanti ai seggi rimasti fuori dai 40, da Paolo de Luca Mario Coppeto. Quindi, svela la strategia vincente: «Abbiamo sempre invitato a votare entrambi, come un ambo secco, esprimendo la doppia preferenza di genere». Con convinzione. 

«Abbiamo stampato tutti i volantini con il doppio nome, ci siamo presentati insieme agli incontri. Abbiamo condiviso gli amici, scritto a quattro mani parti del programma», aggiunge Acampora. Rimarca con orgoglio: «La lealtà in politica è importante. Se si decide di fare il ticket, l'accoppiata uomo-donna deve essere vera. Bisogna portarla avanti fino alla fine». «E poi, siamo persone estremamente normali che vivono la quotidianità e il territorio», aggiunge Vitelli, ricordando il suo impegno già ai tempi dei Ds e in apertura della campagna elettorale di Mario Morcone, parecchi anni fa, in qualità di segretaria di circolo voluta alla presentazione delle liste da Andrea Orlando commissario. 

«Calma, preparata, simpatica», così la descrive la sua "metà" sulla scheda. «Maria Grazia è più precisa di me, molto precisa, se proprio devo indicarne un difetto, e ha un maggiore self control. Io vado più in ansia», ride Acampora. «Ma, con me, agli occhi dei napoletani è apparsa più giovane dell'età che ha», ride di nuovo. «Gennaro invece beve solo acqua liscia, ed è più disordinato. Un po' scombinato... Ogni tanto arriva in ritardo», ora può rimproverarlo con affetto la sua compagna d'avventura alle Comunali prima di indicarne le qualità. «È un bravo ragazzo, un ragazzo generoso. Credo sia anche un ottimo compagno di vita, ed è importante, perché da soli non si va da nessuna parte», conclude la 54enne, e può ripeterlo forte dopo quest'esperienza. «Nessuno crede al ticket, si pensa sempre che la donna vada a ruota. E invece, è indispensabile», sussurra. «Solo con le giuste premesse, la coppia funziona». E, tra Acampora e Vitelli, l'intesa diventa matrimonio. Con due testimoni d'eccezione, Massimiliano Manfredi (fratello del nuovo sindaco) e Bruna Fiola, pronti a sostenerli. Oggi nella buona sorte.

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Ultimo aggiornamento: 23:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA