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ENRICO LETTA

Pd Campania, la tregua armata De Luca-Speranza: «Campagne elettorali separate»

Mercoledì 17 Agosto 2022 di Adolfo Pappalardo
Pd Campania, la tregua armata De Luca-Speranza: «Campagne elettorali separate»

Sarà una non campagna. O un non duello se volete. Difficile, difficilissimo uno scontro altrimenti sarebbe stato innescato subito. Già. Perché la notte di Ferragosto quando nella direzione Pd sono state ufficializzate le candidature, in Campania è corso un brivido lungo la schiena a qualche dirigente dem. Per il nome del capolista nel proporzionale di Campania 1 fortemente voluto dal segretario Enrico Letta: il ministro della Salute Roberto Speranza, leader di Articolo uno. Non per il curriculum o lo spessore politico dell’ex segretario regionale Pd della Basilicata quanto per il fatto che il ministro è praticamente da sempre bersaglio del governatore Vincenzo De Luca. E ora?


Il tema, o il paradosso che i due si ritrovino ora fianco a fianco per il voto del 25 settembre, ha agitato le chat e i chiacchiericci democrat ma nelle ultime ore ha perso un po’ del suo vigore. Anzitutto perché la campagna elettorale, e questa in particolare, spinge ora ad abbandonare veleni e dissapori precedenti e mettersi al lavoro. Prova ne è il fatto che l’ex sindaco di Salerno non ha fatto filtrare un plissé sul nome di Speranza. Nulla. Eppure è rimasto alla tolda di comando sino all’altro ieri, per attendere la direzione del partito, per poi partire per qualche giorno di vacanza. Insomma se voleva esternare qualcosa non ci avrebbe messo nulla. E passare da «ministro inesistente» parole del governatore a «capolista inesistente» sarebbe stato un attimo. Ma non l’ha fatto. La notizia della candidatura a Napoli di Speranza, quindi, non gli avrà fatto fare i salti di gioia ma stavolta De Luca ha fatto buon viso a cattivo gioco. Anche perché il termometro dei rapporti De Luca-partito nazionale si è fissato su un non detto che è pressapoco questo: nei posti salernitani sono passati tutti i desiderata del governatore, nel resto è affare dei vertici nazionali del Pd e dei dirigenti locali del partito. Senza contare un altro dettaglio. Perché lo schema deluchiano di questa campagna dovrebbe ricalcare le ultime due tornate di amministrative: nessun impegno diretto verso nessuno e il tenersi ad un rigoroso ruolo istituzionale. Nel Napoletano, in particolare, dove De Luca non ha suoi uomini in senso stretto da supportare per il 25 settembre. Il rischio che i due, Speranza e De Luca, possano trovarsi fianco a fianco all’ombra del Vesuvio in occasione di questa campagna elettorale quindi viene giudicato praticamente pari allo zero. 

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Anche perché è molto più probabile che il governatore si dedichi ai territori dove in prima fila ci sono i suoi in campo. È il caso di Salerno dove nel collegio cittadino si candida il suo vice Fulvio Bonavitacola e in quello del Cilento c’è un altro fedelissimo come il consigliere regionale Luca Cascone. A Salerno, capolista nel proporzionale c’è suo figlio Piero De Luca, vice capogruppo dei deputati Pd. Possibili iniziative anche se dicono a palazzo Santa Lucia l’intenzione è di non mettere in ombra De Luca jr. Stesso schema anche in Irpinia dove il consigliere regionale Maurizio Petracca se la gioca nel collegio uninominale della provincia di Avellino. E una sortita di De Luca ci sarà, c’è da scommetterci. Ma finirà qui, in queste due province, l’impegno di De Luca. E anche dall’altra parte, da parte del ministro Speranza, il fattore De Luca non viene visto come un problema. Non se ne fa un cruccio il ministro. D’altronde, fanno notare i suoi sempre riferendosi a De Luca come Speranza «non ha mai risposto alle polemiche in questi mesi, figuriamoci se lo farà ora che c’è da lavorare per una campagna elettorale non facile per il centrosinistra». E già questo fine settimana il ministro sarà a Napoli con il suo staff proprio per approntare la campagna che inizierà dalla prossima settimana con una presenza stabile o quasi a Napoli e nei 16 comuni del Campania 1. E veleni e polemiche di appena qualche settimana fa saranno belle che archiviate. Da entrambe le parti.

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Ultimo aggiornamento: 18 Agosto, 15:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA