M5S-Pd, in Campania patto lontano ma il governatore si ritrova più forte

Giovedì 5 Settembre 2019 di Adolfo Pappalardo
Forza Italia e Fratelli d'Italia accusano i grillini di fare già passi verso De Luca in vista delle prossime regionali. Ma la strada di un'intesa in Campania è assai in salita. Più che nelle altre regioni dove invece si potrebbe stringere qualche accordo in vista delle regionali. Fosse anche un patto di semplice desistenza. «Siamo sicuri che in Campania i rapporti seguiranno la stessa imbarazzante evoluzione e che presto vedremo Ciarambino e De Luca a braccetto per i corridoi del Consiglio», attacca invece Gimmi Cangiano, coordinatore regionale di Fdi mentre il capogruppo di Fi in Regione Armando Cesaro accusa la Ciarambino di essere «una voltagabbana a 5 stelle che non esita ad associare in un tutt'uno le presunte sfide per il Paese con quelle per la Campania».
 
Una visione che rende plastica un fotomontaggio che gira da giorni sui social: un bacio tra Vincenzo De Luca e Valeria Ciarambino, riproposizione del murales dell'artista di strada Tvboy che immortalava invece Luigi Di Maio e Matteo Salvini alla vigilia del varo del vecchio governo gialloverde. Ma all'ombra del Vesuvio, come già chiarito dai diretti interessati, non avanza alcun patto. Anzi. Troppo scontro in questi mesi, non solo a livello politico ma anche sul piano personale, tra il governatore e l'M5s. Il punto centrale però è un altro: da ieri, con la formazione del nuovo esecutivo, De Luca può dormire sonni tranquilli e il suo personale risiko non sarà modificato di un millimetro.

Anzitutto nella formazione del nuovo governo è rimasta blindata la poltrona del ministro dell'Ambiente Sergio Costa. Un nome circolato molto nelle ultime settimane come possibile candidato condivisibile tra democrat e grillini. Un nome per le Regionali fatto circolare più dai democrat stessi, abilissimi nel spargere veleni anonimi alla vigilia di elezioni, che non dagli stessi grillini campani assolutamente contrari. E, quindi, nell'ipotesi che il governo duri per i prossimi mesi si brucia anche il disegno di un nome «terzo» da mettere al posto dell'ex sindaco di Salerno. Che, tra l'altro, va verso la ricandidatura con la benedizione del Pd nazionale (l'altro governatore uscente confermato è Michele Emiliano). E se pure c'era già l'uscita di sicurezza di una corsa in solitaria con le sue 12 liste civiche già pronte, ora De Luca si ritroverà a correre con i colori ufficiali democrat. Senza contare come il governatore si trovi ora a che fare con un esecutivo amico e quindi più sensibile ai problemi campani.

Che poi, in particolare, quello che sta a più a cuore all'ex sindaco è la fine del commissariamento della sanità. Un rientro nei poteri ordinari che è una delle 3-4 carte vincenti che vuole giocarsi per la sua campagna elettorale per la riconquista di palazzo Santa Lucia. E sinora con un'esponente grillina al dicastero della Salute la strada è stata sempre sbarrata. Non ora, invece, con l'arrivo di Roberto Speranza, lucano, ex capogruppo Pd alla Camera prima di fondare Leu-Articolo 1: più facile ora intavolare la quadra per uscire dal commissariamento. Dall'altro lato, però, la prima cosa per svelenire i rapporti con i grillini, ora partners di governo a Roma, occorre anche una mossa di De Luca. E l'unica possibile, e sono i suoi a suggerirla al governatore, è sbloccare i contratti dei 471 Navigator campani che non possono entrare in servizio e stamattina saranno di nuovo in presidio sotto palazzo Santa Lucia. All'assessorato regionale al Lavoro non hanno avuto ancora alcuna indicazione ma ormai è questione di qualche giorno. Una mossa che serve a svelenire il clima con i grillini che, sull'argomento, continuano ad attaccare De Luca e chiedono che il Pd lo spinga a firmare la convenzione. «Da oggi (ieri, ndr) viene meno anche l'ultimo alibi: grazie al decreto imprese, sarà infatti avviato il percorso di stabilizzazione per i 650 lavoratori precari di Anpal come chiedeva De Luca. E ora - attacca il consigliere regionale grillino Gennaro Saiello - al nostro governatore non resta altra strada che quella della firma a una convenzione già sottoscritta». © RIPRODUZIONE RISERVATA