Esposito, l'ex sindaco di Arzano: «Sfiduciata perché volevo la legalità»

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«Sono stata sfiduciata per la mia volontà di ripristinare la legalità in due settori fondamentali per il Comune di Arzano, quello finanziario e del presidio del territorio». Così l'ex sindaco di Arzano, Fiorella Esposito, spiega i motivi che hanno portato il 22 febbraio scorso 13 consiglieri comunali, tra cui quattro di maggioranza, a dimettersi, decretando la fine anticipata della sua amministrazione.

Dirigente scolastico eletta sindaco nel 2017 con il sostegno di liste civiche e di Dema, movimento che fa capo al sindaco di Napoli De Magistris, la Esposito - che ha tenuto una conferenza stampa - dice di essersi impegnata per tentare di riportare una ventata di legalità in un territorio degradato dal punto di vista socio-economico. Ma in poco tempo ha perso pezzi; tre consiglieri di Dema hanno formato un proprio gruppo pur restando in maggioranza, poi si sono dimessi insieme con gli altri colleghi. 4 stata accusata di non voler discutere delle iniziative amministrative intraprese, di essere poco incline al colloquio con le altre componenti dell'amministrazione. «Cosa strana visto il lavoro che svolgo, quello di dirigente scolastico - fa notare l'ex primo cittadino - che ha il dovere di ascoltare tutti prima di decidere».

A far traboccare il vaso contro di lei, sostiene la Esposito, la decisione di «inviare controlli negli autolavaggi, che sono tra le attività sparse sul territorio che non rispettano alcune norme, comprese quelle ambientali. Il 20 febbraio scorso, su tre attività controllate, tutte risultarono avere irregolarità; così gli altri autolavaggi cittadini hanno chiuso in via preventiva, con la paradossale situazione che ad Arzano non è possibile lavare le proprie auto. Dopo due giorni dai controlli sono stata poi sfiduciata». «Credo che la mia azione per riportare la legalità - dice l'ex primo cittadino - abbia provocato un allarme sociale; ma ciò non mi stupisce visto che Arzano viene da due scioglimenti di fila per infiltrazioni camorristiche e di recente la prefettura ha inviato una commissione d'accesso, che potrebbe anche accertare ulteriori infiltrazioni e proporre un nuovo scioglimento. Pensavo però che qualcosa fosse cambiato, che ci fosse voglia di andare verso la legalità, anche perché il 4 febbraio scorso il Consiglio comunale, nell'ultima riunione prima delle dimissioni, votò all'unanimità un atto di indirizzo che dava mandato a tutti i consiglieri di esercitare la carica con la massima trasparenza e proprio all'insegna della legalità. Ed invece siamo tornati indietro».

La Esposito dà conto anche della non buona situazione finanziaria dell'Ente: «Abbiamo una media di riscossione di tributi locali pari al 32%, dunque molto bassa, e ciò perché tanti costruttori in passato edificavano senza pagare nulla all'Amministrazione». «Ci ho provato con tutte le mie forze a imprimere una svolta a questa città, ma per ora non ci sono riuscita». La Esposito non esclude una sua ricandidatura alle prossime elezioni che dovrebbero tenersi a maggio, ma «sempre sulla base di programmi chiari e un sostegno sincero per il bene della gente» conclude.
Domenica 10 Marzo 2019, 12:35
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