Ferrara in pensione due anni prima: il Tribunale di Napoli senza presidente da luglio

Venerdì 26 Aprile 2019 di Gigi Di Fiore
La domanda è arrivata a Roma qualche giorno fa. Dopo quattro anni e mezzo, il presidente del Tribunale di Napoli, Ettore Ferrara, lascia. Ha presentato una richiesta di pensione anticipata rispetto al termine che, per i magistrati, è di 70 anni di età. Ferrara avrebbe potuto restare in servizio per altri due anni ma, come altri suoi colleghi, ha deciso di andarsene prima.
 
Magistrato equilibrato, organizzatore, vasta esperienza nel settore giudicante, il napoletano Ferrara ha maturato 40 anni di brillante carriera. Dopo gli esordi da pretore a Lagonegro, al Tribunale napoletano, prima di arrivarvi da presidente, aveva già lavorato negli anni compresi tra il 1981 e il 1997. È stato giudice di tribunale, giudice di corte d'appello, presidente di sezione. Sui problemi dell'attività giudiziaria ha sempre avuto grande attenzione, nell'impegno con la componente di maggioranza Unicost all'interno dell'Associazione nazionale magistrati. In Unicost ha ricoperto ruoli direttivi e, con questa componente, fu anche eletto consigliere togato al Csm dal 1998 al 2003.

Fu breve la parentesi al Dipartimento amministrazione penitenziaria. Meno di due anni, dal 2006 al 2008, legati alla durata del governo Prodi. Ma in quel breve periodo il suo lavoro fu molto apprezzato dai sindacati della polizia penitenziaria. Durò poco anche la nomina a presidente della Corte d'appello di Potenza, annullata dopo due anni dal Consiglio di Stato su ricorso del giudice Matteo Casale. Dopo un breve periodo da presidente di sezione della Cassazione, sono arrivate le nomine prima alla presidenza del Tribunale di Salerno e poi, all'unanimità, nel novembre del 2014, la designazione del Csm alla guida del Tribunale napoletano.

Un incarico delicato, in un ufficio che conta in organico 236 giudici (20 posti sono attualmente vacanti), 29 presidenti di sezione, un presidente dell'ufficio gip, tre presidenti di sezione lavoro, 42 giudici del lavoro. Un ufficio con problemi organizzativi che, in questi quattro anni, Ferrara ha affrontato riducendo di molto le pendenze arretrate. Un ufficio dove, però, il carico di tensione e stress è elevato. Da qui forse la decisione di chiedere di andare prima in pensione arrivata al Csm, che dovrà ratificare la domanda.

La richiesta potrebbe essere operativa dai primi di luglio. Ancora poco più di due mesi e il Csm dovrebbe bandire il concorso per la successione di Ferrara. Sarebbe un altro ruolo direttivo da coprire in Campania, in aggiunta ai concorsi aperti per la guida della Procura e del Tribunale di Salerno, del Tribunale di Nocera e poi della Procura di Torre Annunziata. L'anno prossimo, poi, verrà bandito il concorso per la guida della Procura di Avellino. Ma di sicuro, la scelta per il Tribunale di Napoli si annuncia come una delle più delicate da coprire.

Aperto sempre al confronto con gli avvocati, Ferrara ha dovuto affrontare un paio di mesi fa una vicenda diventata pubblica dopo un esposto presentato proprio da un avvocato per un ritardo nel deposito di una sentenza. Una questione risolta, su cui dichiarò Ferrara: «È una vicenda spiacevole, ma spiace anche che un Tribunale, che ha ridotto le pendenze arretrate del sei per cento, che ha accelerato lo smaltimento dei contenziosi arretrati, debba essere additato in maniera negativa per un episodio che si verifica in tutti i tribunali italiani».

C'era una punta di amarezza, di chi è stato sempre abituato ad assumersi le sue responsabilità. E che, proprio sull'aumento di competenze nei Tribunali dovuti ai ricorsi sulle richieste di asilo degli immigrati, non aveva mancato di far sentire la sua analisi critica. Mentre c'è chi in magistratura attende, con rammarico, fino all'ultimo giorno utile per andare in pensione, ci sono anche molti magistrati che scelgono di dimettersi prima dopo aver maturato gli anni di anzianità necessari. Ferrara non è certamente il primo negli ultimi mesi, neanche a Napoli. Una stessa scelta l'aveva fatta Nicola Quatrano, già pm e giudice del Riesame, ma che a prendere questa decisione, per motivi individuali e personali, sia il vertice del Tribunale è notizia che colpisce. © RIPRODUZIONE RISERVATA