Fico, obiettivo Napoli 2021:
«A noi il sindaco con nuove alleanze»

Lunedì 14 Ottobre 2019 di Luigi Roano
Il gazebo dove a cuore aperto scopre le sue carte - ma guai a farglielo notare - «Io sindaco? Nooo, non scherzare» - non poteva che chiamarsi Napoli, dove si sono tenuti i dibattiti sui beni comuni. Eppure, in assoluto, alla Mostra d'Oltremare è stato tra i più acclamati nonostante la presenza di Beppe Grillo e Luigi Di Maio. Il classico bagno di folla per Roberto Fico, il presidente della Camera. Che ha davanti a sé ancora tre anni di legislatura come terza carica dello Stato - salvo capitomboli del Governo sempre dietro l'angolo - mentre tra due anni si vota per il Comune. Tempo sufficiente per fare una riflessione sul futuro, molto meditata. Insomma, se la politica è l'arte del possibile a sentire Fico la fascia tricolore della sua città è qualcosa in più di un semplice desiderio: «Quando ci saranno le elezioni comunali a Napoli - racconta - dobbiamo costruire un percorso con un programma pazzesco coinvolgendo tutti, perché questa città deve fare il salto definitivo: ogni quartiere avrà l'indice di vivibilità che merita, perché questa città merita in assoluto». E ancora: «Io Napoli non l'ho abbandonata mai e mai lo farò, vivo qui, vado a Roma a lavorare, ma ho sempre il mio pensiero e la mia vita qui dove è iniziato tutto». Poi, il ricordo di «come abbiamo fermato la privatizzazione dell'acqua pubblica e siamo arrivati al referendum».

 

LE ALLEANZE
Non è l'unico passaggio dedicato alla sua città, anzi. Quando Fico racconta che per le Comunali «dobbiamo costruire un percorso che coinvolga tutti», si sa che non si riferisce al governatore Vincenzo De Luca: «In Campania mai accordi del M5S con De Luca» è il suo pensiero. Ma quando invece gli si chiede se lo stesso vale per il sindaco Luigi de Magistris la risposta è criptica: «Mi avete chiesto di parlare di De Luca - dice rivolgendosi ai giornalisti - e di De Luca ho parlato», e ha tirato dritto. Cosa non sfuggita al deputato Pd, e figlio del governatore, Piero De Luca: «Piccola riflessione sulle tante discussioni delle ultime ore - scrive su Fb - eventuali accordi regionali e locali vanno verificati in concreto, caso per caso, facendo attenzione all'effettiva praticabilità degli stessi, e alla necessità di non perdere ovviamente la nostra identità. Restiamo aperti e disponibili a un ampio dialogo. Mi paiono percorribili, però, solo alleanze non preparate in laboratorio, che tengano conto dei risultati amministrativi raggiunti e delle migliori energie e forze in campo che il Pd esprime nei vari territori». Lo scenario è abbastanza chiaro, visto che anche il capo politico Luigi Di Maio ha ribadito «mai con De Luca» nel comizio di chiusura: c'è un asse forte nel Movimento basato sull'antideluchismo. Una pregiudiziale simile a quella posta da de Magistris per entrare nel gioco delle alleanze in vista delle Regionali dell'anno prossimo.
IL FEELING
È noto il feeling tra de Magistris e Fico, antico e addirittura consolidatosi in questi anni nonostante i grillini sulla figura dell'ex pm siano molto divisi. C'è un pezzo del Movimento che a stento cela le simpatie per de Magistris e un altro che invece spara a zero, tutte le volte che può, contro il sindaco. Nella due giorni di Italia a 5 stelle il dato di cronaca è che nessuna delle due fazioni ha manifestato una posizione politica chiara verso il sindaco. La sostanza è che Fico candidato a sindaco di Napoli potrebbe contare sull'appoggio di de Magistris, certo all'interno di un quadro più complesso e tutto da costruire.
I PATTI
Ma con il Movimento che ormai si apre ai «patti civici», spazio per lavorare tra arancioni e pentastellati ce ne è a sufficienza. Il presidente della Camera - altro dato certo - si spende molto per la sua città e viene ricambiato dalla gente che ormai lo riconosce come figura di riferimento. «Il mio attivismo - racconta Fico a proposito della sua storia politica - nasce per una questione di amore per Napoli, per cercare di migliorarla. Erano anni molto duri. Il mio lavoro nasce dall'amore per le istituzioni, non per combatterle, ma per dare un contributo e renderle sempre più degne». Il presidente parla, e più parla della sua città più sembra che le parole siano indizi verso una sua futura candidatura al Comune: «Napoli ha una forza grandissima e alle Comunali da questo dobbiamo partire».
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