Fondi dai capolista al Pd
Siani: c'è il rischio riciclaggio

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di Carlo Porcaro

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Rischio corruzione per i candidati del Partito Democratico alle prossime elezioni politiche. A lanciare l'allarme è uno dei nomi di punta degli aspiranti parlamentari renziani, il medico napoletano Paolo Siani, considerato un simbolo della lotta alla camorra e in prima linea nel volontariato sociale. Ieri mattina, durante una riunione operativa con un folto gruppo di amici e sostenitori per lo più pediatri come lui, ha criticato la norma del Pd che prevede il versamento di una quota preventiva al partito prima delle elezioni. «Ogni candidato che sia primo della lista, come lo sono io a Napoli, deve pagare prima delle elezioni 12mila euro subito e 30mila euro a rate ad elezione avvenuta ha premesso l'ex presidente della Fondazione Polis -. Se io vado da una persona a chiedere dei fondi e quella persona ha dei soldi da riciclare, ma io non lo so: me li prendo e li ripulisco, vado in Parlamento già corrotto. Il sistema, invece, andrebbe cambiato: dopo che vengo eletto si può dare una parte dello stipendio, ma non prima perché così mi indebolisci e mi esponi», ha aggiunto.

Una contrarietà netta che va ben oltre la perplessità che pure molti altri candidati dem nutrono rispetto a questo obbligo nei confronti delle casse rese esigue dall'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Secondo Siani, si corrono grandi rischi inconsapevoli nel raccogliere risorse dai finanziatori che non rientrano nelle spese rendicontate dal rispettivo mandatario elettorale. «Quando l'ho detto al notaio, mi ha detto è la prima volta che qualcuno si faceva il problema», ha svelato lo stesso capolista renziano all'uninominale del Vomero alla Camera e candidato al plurinominale in tutta la città.

Tutti i partiti, prima o dopo, hanno imposto dei paletti. Se quindi il Pd e Forza Italia chiedono 30mila euro per il seggio, metodo diverso quello applicato dal M5S (preferito da Siani), che chiede un contributo conteggiato direttamente sull'indennità: ogni parlamentare deve percepire massimo 5 mila euro mensili, ma ha diritto ad un rimborso per le spese di soggiorno a Roma ed uno per quelle relative all'esercizio del mandato. La novità introdotta dal tesoriere di Berlusconi quest'anno è il pagamento del pesante obolo di 30mila euro anche da parte di un terzo soggetto, che diventa di fatto sponsor della campagna elettorale del relativo candidato.

In generale, il rapporto tra la macchina pesante del Pd e una personalità esterna alla politica come il fratello del giornalista ucciso dalla camorra non è propriamente idilliaco. Già Siani ha dovuto più volte prendere le distanze dai capi-corrente e detentori di tessere. Ieri un altro passaggio su questo tema caldo: «Dobbiamo far capire a Renzi che candidare persone perbene fa prendere voti al Pd», ha detto ai suoi colleghi medici durante il quale ha spiegato quali saranno le sue priorità e i suoi campi di intervento in caso di elezione. I temi centrali sono le politiche per l'infanzia «perché sono convinto che si debba partire da lì, dai primi mille giorni di vita del bambino, per ricostruire la società civile» ma anche la «lotta alle mafie e politiche più incisive a favore dei familiari delle vittime innocenti della criminalità e delle attività che nascono sui beni confiscati».

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Domenica 4 Febbraio 2018, 13:09 - Ultimo aggiornamento: 04-02-2018 14:04
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
2 di 2 commenti presenti
2018-02-04 19:47:03
Le regole possono essere discutibili, e di solito lo sono sempre, ma vanno o accettate o rifiutate. Accettare la candidatura e poi polemizzare Urbi&Orbi durante la campagna elettorale è da... ingenui, per usare un eufemismo.
2018-02-04 16:02:24
siani, e dove credeva di essere finito? nella cdu tedesca dove kohl, ho detto kohl non un lotti qualsiasi, si è dimesso ed è sparito dalla scena politica per aver accettato finanziamenti in nero?

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