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Forestali, confermato sciopero del 10 dicembre sotto la sede della Regione Campania

Martedì 7 Dicembre 2021
sede regione campania

Sciopero degli operai idraulico-forestali della Campania venerdì 10 dicembre, con presidio dalle 9,30 alle 12,30 sotto la sede della giunta regionale, in via Santa Lucia a Napoli. A proclamarlo le segreterie regionali di Fai Cisl, Flai-Cgil e Uila Uil, dopo l'ultimo infruttuoso tavolo tecnico con l'assessorato regionale all'agricoltura. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l'assenza, all'incontro del 2 dicembre scorso, dell'assessore regionale, Nicola Caputo, che ha spinto i sindacati ad abbandonare il tavolo e confermare lo sciopero generale, annunciato qualche giorno prima.

«Gli impegni assunti dalla Regione Campania - spiegano i segretari generali Bruno Ferraro di Fai Cisl, Giovanna Basile di Flai-Cgil ed Emilio Saggese di Uila Uil - relativamente alla vertenza forestazione, rimangono solo enunciazioni e buoni propositi. Ad oggi, nonostante le rassicurazioni ricevute, non è stato ancora effettuato il trasferimento dei 17,6 milioni di euro come primo acconto dello stralcio 2021, e a tale ritardo, ingiustificabile ed inammissibile, si aggiunge anche il mancato sblocco al Cipe della restante parte dei finanziamenti, pari a 50 milioni di euro a valere sui fondi Poc per l'anno in corso.

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Inoltre - aggiungono - per il documento di programmazione finanziaria 2022/2023 siamo ancora in attesa del confronto con il tavolo inter-assessoriale circa la programmazione delle linee guide e strategie per il prossimo biennio, per definire il quadro finanziario e le risorse necessarie per lo svolgimento delle attività e per rafforzare le politiche occupazionali che garantiscano il processo di stabilizzazione del personale operaio a tempo determinato».

«I lavoratori idraulico-forestali meritano rispetto e fatti concreti perché - ricordano Ferraro, Basile e Saggese - è con il loro lavoro che in questa regione si evitano tragedie frutto del dissesto idrogeologico. Sono una risorsa preziosa per la difesa del territorio e - concludono - dopo anni di precarietà lavorativa, meritano risposte definitive».

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