Forza Italia ipoteca la Regione Campania, si rivede anche la Pascale

Domenica 19 Maggio 2019 di Adolfo Pappalardo
«Con tutto il rispetto degli alleati il candidato presidente delle Regionali lo scegliamo noi», dicono i vertici di Fi per serrare le fila in vista delle Europee di domenica prossima. L'occasione è la manifestazione di ieri mattina alla Stazione Marittima dove, dopo molto tempo, gli azzurri, tutti, si rivedono allo stesso tavolo archiviando incomprensioni e tensioni interne. Certo non c'è il Cavaliere ma la compagna Francesca Pascale giura: «C'è ancora tempo: vedrete che verrà», riferendosi a Berlusconi.
 
Sul palco intervengono i dirigenti azzurri. A loro il compito di illustrare la rotta mentre la stragrande maggioranza dei candidati rimane in platea. Serve, anzitutto, chiedere di lavorare per dare un tributo di voti al fondatore di Forza Italia che è capolista. Il terrore, infatti, è quello di fare una magra figura rispetto all'exploit di Matteo Salvini anche nel Mezzogiorno dove è capolista. Anche perché c'è il timore che in molti possano limitarsi, sulla scheda, a mettere solo la croce sul simbolo «Berlusconi-Forza Italia», credendo di aver così votato il Cavaliere e invece la preferenza è nulla. «Bisogna mettere il suo nome sulla scheda», si raccomandano tutti e per i militanti è pronto il kit di facsimile da distribuire.

Ma già si pensa alle Regionali con la mira di un azzurro da lanciare per la agguantare la poltrona di Vincenzo De Luca. Altro che un nome della Lega. «Il candidato presidente sarà un azzurro», dice rimarca dal palco il coordinatore regionale Domenico De Siano. Poco dopo il capogruppo azzurro in Regione Armando Cesaro è più chiaro e diretto. «Ho il massimo rispetto per tutti i partiti della coalizione, anche degli amici della Lega, ma il candidato presidente alle elezioni regionali del 2020 lo sceglieremo noi, sarà un nostro uomo, un uomo di Forza Italia. Siamo - rimarca - in Campania mica in Lombardia». In prima fila Sandra Mastella annuisce con una smorfia. Perché proprio l'altra sera il marito Clemente Mastella, sindaco di Benevento, l'ha detto chiaramente in un comizio ad Atripalda: «Si devono fare le primarie del centrodestra. Chi ha più consensi passa e gli altri danno una mano. O si fa così o sono praticamente già candidato». «Sapete come è Clemente: se dice una cosa la fa...», confermerà dopo la moglie Sandra. Ma ci sarà tempo e, per ora, c'è il traguardo delle Europee. Ma la Lega stoppa: «Una caduta di stile, ora si pensi alle Europee», avverte il coordinatore campano della Lega Gianluca Cantalamessa.

Per mesi si è parlato di freddezza tra le varie anime campane di Fi. In particolare tra l'ex governatore Caldoro e l'ex ministro Mara Carfagna. Ma ieri eccoli sullo stesso palco e alla seconda l'onore di chiudere (per riannodare i fili c'è stata la regia di Armando Cesaro). Anche perché i due, è chiaro, hanno percorsi politici diversi. E se Caldoro può essere uno dei nomi da candidare a Santa Lucia, alla Carfagna il compito (da lei gradito) di rivestire un ruolo più nazionale nel partito da riformare nei prossimi mesi. Magari come leader del Mezzogiorno. E si vede dal tenore degli interventi contro il governo. «Questo governo non esiste più. Gli alleati si insultano e il consiglio dei ministri non viene convocato perché i vicepremier non si parlano. Un governo che perde il polso del Paese non sopravvive, e questo governo lo ha perso da un pezzo», incalza. In mezzo un saluto dell'ex ministro alla Pascale che ieri sembra vestire i panni della madrina in assenza pure di una telefonata in diretta del compagno Berlusconi. Ma lei ci scherza sopra: «Ma no, io sono qui solo come una semplice iscritta a Fi...». © RIPRODUZIONE RISERVATA