Forza Italia c'è ma si vede poco: a Napoli una mega sede nel deserto

Lunedì 13 Gennaio 2020 di Antonio Menna

Il partito più in crisi nella crisi dei partiti. Se, in questo tempo di smarrimento della funzione intermedia delle organizzazioni, c'è un simbolo del declino questo è Forza Italia, quasi la commemorazione di sé stessa. L'ultima assemblea pubblica a Napoli è stata organizzata nel novembre scorso, in una sala dell'Hotel Vesuvio a sottolineare il carattere popolare dell'iniziativa e aveva come padroni di casa gli eurodeputati Fulvio Martusciello e Aldo Patriciello. Al tavolo buono il numero due nazionale, Antonio Tajani, e il capogruppo alla Camera, Maria Stella Gelmini. Chiamata generale degli amministratori locali e dei militanti di Forza Italia della Campania e del Mezzogiorno.

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Una iniziativa pensata in grande per essere grande. Il sud che vince, era il titolo. Trecento persone in tutto. Ed era la giornata dell'incoronazione di Stefano Caldoro come candidato alla Regione. Si capisce anche perché ormai appuntamenti di questo tipo, a Napoli, targati Forza Italia, se ne vedano sempre meno. Un partito che, ormai, esiste dentro un club sempre più ristretto. Il coordinatore regionale (Domenico De Siano) è nominato dal presidente nazionale. Anche il coordinatore provinciale (Paolo Russo, per Napoli, e Antonio Pentangelo, per la provincia) è scelto dal partito nazionale. E i capi regionali e provinciali scelgono quelli dei circoli locali. È tutta una vicenda interna. Qui ci si organizza per gruppi, ci si sceglie per appartenenze, si fa un gran lavoro interno e all'esterno nemmeno una insegna.
 


Resiste il grande ufficio di piazza Borsa (300 mq) ma sono spariti un po' dappertutto i circoli locali, che una volta si chiamavano club e non a caso: c'è il tratto vocazionale di una cosa ristretta. Come ci si iscrive a Forza Italia? Si può fare? Si può aderire on line. Non c'è l'iscritto, il tesserato si chiama volontario azzurro. Dieci euro la tessera ma se sei un parlamentare o un consigliere regionale il costo sale a mille. E qui, nei vertici, sono tutti istituzionali. Se non sei nelle istituzioni non esisti. Non va meglio sul web, luogo tutt'altro che virtuale, ormai piazza reale di discussione, di confronto, di politica delle idee. Forza Italia di Napoli non ha un sito internet. La sua pagina Facebook conta 1206 follower. È ferma dal 2016. Anche Forza Italia della Campania non ha un sito web. La sua pagina Fb conta 4700 follower e viene aggiornata ogni due, tre giorni, con contenuti generici, spesso linkati da altri. Poche iniziative e quasi assenti ma molto vivaci nel dibattito interno. In queste settimane aleggia lo spettro di Voce Libera, l'associazione lanciata da Mara Carfagna, deputata e consigliera comunale a Napoli. Una ventina di parlamentari vi hanno già aderito e Napoli è l'epicentro. Ma è una battaglia interna a bassa intensità. Sussurrata. Se ne vanno, non se ne vanno? Fremono i gruppi dirigenti dentro l'ennesima dinamica tutta interna, che a volte si colora dell'epico scontro tra napoletani e salernitani, mentre basterebbe provare a chiedere a dieci passanti cosa ne pensano per essere consapevoli della totale irrilevanza.

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Anche per Forza Italia, però, a fronte di una organizzazione quasi evanescente, poi emergono casi singoli di grande lavoro politico e di rapporto con la persone. Uno è Severino Nappi, ex assessore regionale, avvocato e docente universitario di Diritto del lavoro, che è in cammino da anni nella lenta, precisa, costruzione di una sua ostinata presenza politica che mescola i social alle iniziative sul territorio e ha costruito una vera rete, quasi un partito nel partito, se ce ne avesse uno alle spalle. La crisi dei corpi intermedi si sente dice Nappi e pesa sulla società. C'è bisogno di luoghi che organizzino il ragionamento. Io ho costruito negli anni, senza improvvisazione, ma con un metodo, una presenza sui temi, sui territori, che unisce gli strumenti dei social che vanno tenuti in grande considerazione con la presenza in carne e ossa, perché la politica poi si fa incontrando le persone. La pagina Fb di Nappi conta 44mila follower, tutti molto attivi. La stragrande maggioranza di loro interagisce, commenta, poi interviene di persona. La pagina nell'ultimo mese è cresciuta di 2500 follower. «Io non uso i social - dice Nappi - in chiave odiatoria o autocelebrativa ma come piattaforma di costruzione dei temi, di relazione con i cittadini, di lavoro collettivo a un ragionamento comune». Quello che dovrebbe fare un partito, verrebbe voglia di chiedere, se non fosse che della crisi di Forza Italia non ha voglia di parlare neppure chi deve fare tutto da sé. E un altro che nel vuoto di una organizzazione, riesce a strutturare una vera sua organizzazione è il consigliere regionale Armando Cesaro. Un sito web sempre aggiornato, un blog con contenuti sulla sua attività in Consiglio e sul territorio, un canale Youtube per gli interventi, un profilo Instagram dove condivide anche momenti privati e una pagina Facebook con 25mila follower, aggiornata continuamente. «E molte iniziative locali, sui territori . dice -. Io non sono d'accordo sulla crisi del partito. Forza Italia forse è l'unica ad avere un autentico radicamento territoriale. Naturalmente oggi funziona meglio la persona che non il partito. La politica è sempre più fatta dalle persone e poi c'è il dato generazionale. È normale che chi è nelle istituzioni e ha 30-40 anni usa i social, il web, la comunicazione in modo più immediato di quanto non possano fare altri». Una costante l'attivismo dell'europarlamentare Martusciello che interviene su ogni cosa, ma per il resto Forza Italia c'è ma non si vede.

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