Gaetano Manfredi sindaco di Napoli: professore di Ingegneria con la passione per i dischi, i Gigli e la Juventus

Lunedì 4 Ottobre 2021 di Maria Pirro
Gaetano Manfredi sindaco di Napoli: professore di Ingegneria con la passione per i dischi, i Gigli e la Juventus

Cinquantasette anni, già rettore alla Federico II e ministro dell'Università nel Conte bis, ingegnere, juventino, professore gentile, protagonista della Festa dei Gigli, esperto nella gestione delle emergenze, in prima linea dopo il terremoto dell'Aquila: Gaetano Manfredi è il nuovo sindaco di Napoli. I dati che arrivano dai seggi lo danno in netto vantaggio sui sei sfidanti: vincitore subito. Senza ballottaggio. Con una supermaggioranza. È lui, l'uomo giusto venuto da Nola, in grado di avere dalla sua 13 liste, rianimare il Pd, sostenere l'alleanza di governo con il M5s (un filo diretto utile a ottenere finanziamenti in modo da ripianare il debito pubblico), mettere insieme nella foto con il pollice alzato il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, e il leader grillino Luigi Di Maio, convincere la società civile e oltre il 60 per centro degli elettori (anche senza partecipare a faccia a faccia e confronti con gli altri candidati). Un record. 

La politica, del resto, è una «questione di famiglia». Suo fratello Massimiliano, ex parlamentare, è un consigliere regionale del partito democratico. Sua moglie Cettina del PIano è invece un medico stimato, sua figlia Sveva una studentessa modello. Nella scheda di presentazione online, personale ma non troppo, Manfredi (Gaetano) ricorda anche una zia («Per le conversazioni sincere») e i dischi acquistati da adolescente. «Una passione vera, un poco folle come tutte le collezioni: ho qualche migliaio di vinili, ma in cima a tutti metto i Led Zeppelin e i Genesis», scrive, lanciando l'idea di trasformare Napoli in Capitale della musica. «Voglio essere un sindaco rock», dice. 

Il programma elettorale completo è al link www.manfredisindaco.it. Ma, al di là delle sfide, delle opportunità e degli obiettivi indicati per punti, ci sono anche altre proposte che attirano l'attenzione per concretezza, originalità, urgenza. Una è riassuna nello slogan «Napoli vicina ai giovani». Fermare la fuga dei cervelli rientra tra le priorità che Manfredi indica già dai tempi dell'impegno in Ateneo: per questo, vuole puntare sulla formazione di ogni ordine e grado. Promette 33 posti per ogni 100 bambini negli asili nido e una Consulta comunale per le disabilità (qualcosa di simile l'aveva annunciato, da candidato, anche il sindaco uscente Luigi de Magistris senza realizzarlo mai). Segue la mappa dei luoghi segnati da degrado e immobilismo. Il centro storico patrimonio Unesco e il Centro Direzionale, il porto che deve avere un «ruolo strategico». Gli alloggi popolari e gli edifici abbandonati, che vanno riqualificati o venduti. Quindi, occorre una revisione dei fitti passivi, la riscossione dei canoni, la lotta all'evasione fiscale, la semplificazione delle procedure. E la verifica delle pratica di condono che giacciono negli uffici, immediatamente al centro di polemiche e chiarimenti. 

Video

Bagnoli resta l'incompiuta per eccellenza. Come supercommissario, il prossimo primo cittadino è chiamato ad accelerare una bonifica attesa da 30 anni. Ma serve pure «un centro sociale in ogni Municipalità» e servizi distribuiti in ogni quartiere, da ottenere in 15 minuti, ragiona Manfredi, guardando lontano, alle città europee, e alle difficoltà che conosce da vicino, nei collegamenti difficili tra capoluogo e provincia. Non può, dunque, ignorare il disastro trasporti, persino nel raggiungere il museo di Capodimonte. C'è bisogno di più bus Anm, mezzi elettrici, percorsi ciclabili (oggi a ostacoli); vanno completate le tratte della linea 1, il prolungamento della linea 6, la Tav deve essere congiunta con la linea 7 dell'area ovest. E, per i taxi, meglio un numero unico gestito dal Comune («Come sperimentato a Roma»). Queste le soluzioni riportate nel piano di interventi.

Per passare dalla teoria alla pratica, Manfredi può fare affidamento su competenze e rapporti solidi, trasversali agli schieramenti: Edoardo Cosenza, l'ex assessore regionale nella giunta Caldoro nonché docente della Federico II, è stato suo assistente per la tesi di laurea in Ingegneria sismica, nel 1988, che gli ha consentito di gettare le basi per la brillante carriera accademica, fino ad assumere l'incarico di professore ordinario di Tecnica delle costruzioni. Sul fronte della sicurezza, tra i componenti della giunta, circola già il nome (anticipato da De Luca) di Antonio De Iesu, l'ex questore. «Una scelta fatta da me», rivendica il professore, e s'impegna a potenziare i presidi polizia municipale e i sistemi di videosorveglianza. Lo mette nero su bianco, non può sbagliare. 

Ultimo aggiornamento: 5 Ottobre, 21:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA