Giorno del ricordo delle vittime della mafia, la cerimonia all’istituto Cesare Pavese

Domenica 21 Marzo 2021 di Valentino Di Giacomo
Giorno del ricordo delle vittime della mafia, la cerimonia all’istituto Cesare Pavese

«Quando ero bambina scrissi a mio padre che auguravo agli assassini di mia madre che fossero uccisi loro e pure i loro genitori. Fu la mia reazione immediata, ma la voglia di giustizia non contempla la vendetta, servono percorsi per far vedere a tutti qual è la strada giusta lontano dalla criminalità». Un emozionato intervento dell’assessore Alessandra Clemente ha aperto l’iniziativa dell’istituto Cesare Pavese diretto dalla dirigente Caterina Cernicchiaro in occasione della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Un evento con gli studenti al quale hanno partecipato anche il colonnello Sergio De Caprio, il carabiniere dei Ros con lo pseudonimo di “Ultimo”, presente nel gruppo dei catturandi di Totó Riina. Presente anche Antonio Piccirillo il 25enne figlio di un boss che rifiutando la strada intrapresa da suo padre ha intrapreso un percorso di legalità e testimonianza dei principi e valori del bene.

La giornata contro le mafie coincide, idealmente, con l’inizio della primavera e rappresenta un momento importante affinché il ricordo e la commemorazione di tutte le vittime della criminalità organizzata possano unirsi nel nostro quotidiano impegno civile. Dal 1996, ogni anno, in ogni città, viene letto l’elenco di circa mille nomi di vittime innocenti delle mafie. 

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Gli allievi dell’Istituto Comprensivo Statale Cesare Pavese di Napoli, sia delle classi V della scuola primaria che delle classi III della SS1, nonostante le modalità di svolgimento delle attività in modalità di didattica a distanza, lo scorso giorno 19 marzo 2021 sono stati  impegnati nel ricordo delle vittime innocenti di mafia, attraverso un incontro con collegamento on line. Da sempre l’Istituto, guidato dalla dirigente scolastica Cernicchiaro, ha organizzato e promosso iniziative ed eventi atti a costruire percorsi di cittadinanza attiva, di educazione alla legalità e memoria collettiva vigile.

«È molto importante - ha spiegato la dirigente -  che ciascuno, individualmente e in ogni luogo, ricordi i nomi delle vittime innocenti delle mafie e rifletta sullo stato della lotta al crimine organizzato anche sul proprio territorio, nella consapevolezza che nessuna regione ne è immune e che solo lo sviluppo di forti valori può tutelare i cittadini dalla prepotenza e dal dominio delle mafie».

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