Giovani Confindustria: «Ora basta con la sceneggiata delle manine. Rischio futuro spazzatura»

Venerdì 19 Ottobre 2018

«Chili di cambiali in bianco», debiti che peseranno sulle prossime generazioni. Gli under40 di Confindustria, all'appuntamento con il tradizionale convegno di Capri, sull'azione del Governo ed in particolare sulla manovra hanno un giudizio chiaro: «Noi non l'avremmo scritta così», servono «riforme coraggiose». Alessio Rossi, il leader dei Giovani Imprenditori, evidenzia il «conto salato» di una manovra che presuppone una crescita del Paese che non è «per nulla» scontata: avverte che a preoccupare anche più di una procedura di infrazione Ue è il rischio che «a punirci ancora più duramente siano i mercati». E attacca: «Allora vogliamo essere noi giovani ad aprire una procedura di infrazione nei confronti del Governo per eccesso di cambiali in bianco. Non vogliamo rischiare un vero e proprio declassamento del rating generazionale: il nostro futuro rischia di diventare un titolo junk. Spazzatura».

Il tema del convegno annuale di ottobre a Capri è l'Europa. Soffermarsi sul dibattito di stretta attualità su manovra e Governo è d'obbligo: «Vorremmo consigliarlo a tutti: basta con le sceneggiate delle manine misteriose, fanno ridere, anzi, quando coinvolgono le più alte istituzioni della Repubblica, fanno piangere». Il messaggio a Lega e M5S è chiaro: «Chi ha la responsabilità di governare il Paese se la assuma pienamente, senza la caccia ai capri espiatori. Altrimenti, con le mistificazioni della realtà anche le istituzioni diventano bolle speculative». L'auspicio è che la lettera arrivata ieri alla Commissione Ue «sia il punto di inizio di un confronto costruttivo»; il timore è che possa invece innescare «una escalation che tiri la volata agli euroscettici» o una «sfida senza limiti a Bruxelles».

Non c'è nessuno del governo ad ascoltare e ribattere: la presenza di Giovanni Tria alla prima giornata del convegno era stata inizialmente ipotizzata, nei giorni scorsi, ma la presenza del ministro dell'Economia non era mai stata confermata. Per domani, invece, è atteso il ministro per gli Affari Europei, Paolo Savona. Intanto le critiche dei giovani industriali smontano la manovra. Il reddito di cittadinanza? «Sarebbe più coraggioso costruire un reddito di sviluppo, per chi vuole diventare imprenditore», meglio se i 780 euro «venissero dati ad un giovane per aprire una start-up». Le pensioni? «Se propagandano quota 100 e le velleità sui centri per l'impiego, come misura per l'inserimento dei giovani, perdiamo non solo tempo ma anche risorse», e comunque il costo di 'quota 100' sarà un macigno sui «contribuenti futuri». E il crollo del viadotto: «Basta decreti scritti con il cuore. Servono decreti scritti con la testa», è la stoccata che richiama le parole del ministro Danilo Toninelli sul Dl per Genova. La proposta dei giovani di Confindustria: «Una decontribuzione totale per le assunzioni degli under-30». L'Europa? «È la nostra assicurazione sul futuro». Se «sentiamo dire: basta con questa Europa allora pensiamo alla prossima Europa» e «senza alcuna nostalgia di lire e dogane».

Ultimo aggiornamento: 19:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA