Giugliano e Tufino, piano per gli Stir: l'umido non andrà più fuori regione

Giovedì 21 Marzo 2019 di Cristina Liguori
Stop al trasferimento dell'umido fuori regione. Il piano rifiuti fa un altro passo, seppur piccolo, verso la normalizzazione della gestione. Gli stir di Giugliano e Tufino verranno modernizzati e cambieranno volto. Arriveranno infatti due nuovi impianti che mancavano del tutto. Ad approvare il piano è il sindaco metropolitano Luigi De Magistris, che ha firmato due delibere che contengono i progetti definitivi, finanziati dalla Regione, per circa due milioni e mezzo di euro a impianto.
 
Si tratta di nuove tecnologie per il trattamento della frazione organica tritovagliata. La frazione umida permetterà di fatto di stabilizzare i rifiuti frutto della tritovagliatura, tramite un trattamento aerobico. In pratica, l'umido proveniente dagli indifferenziati verrà trattato maggiormente, subirà un ulteriore procedimento rispetto a quanto accade oggi. La nuova tecnologia sarà in grado di «asciugare» quasi del tutto la frazione umida, mineralizzandola. Successivamente questo materiale verrà conferito in discarica o utilizzato per la ricomposizione ambientale. Mentre il secco, come già avviene tuttora, continuerà ad essere trasferito al termovalorizzatore di Acerra. L'impatto ambientale insomma sarà meno pesante rispetto a quello di oggi.

Il problema legato a questa nuova tecnologia però potrebbe essere rappresentato dal cattivo odore che potrebbero emanare i nuovi impianti. Un particolare non da poco per i residenti delle aree circostanti, ma pare sia il prezzo da pagare per realizzare quel famoso ciclo di rifiuti che in Campania non riesce a trovare una strada definitiva. Intanto, ad oggi, gli Stir di Giugliano e Tufino, dopo i blocchi e l'ingolfamento dei mesi scorsi dovuti agli incendi di altri impianti, funzionano in piena regola.

Le due strutture sono state spesso oggetto di blocchi causati sempre dalla cattiva gestione del comparto. Mentre da un lato, però, si tenta di dare una organizzazione decente al ciclo regolare e legale di smaltimento della spazzatura, dall'altro lato il ciclo irregolare e abusivo non trova battute d'arresto. In campo è scesa da tempo anche la Prefettura che ha stipulato vari accordi con le amministrazioni e le polizie municipali per un controllo capillare del territorio. Solo qualche giorno fa i carabinieri hanno ricevuto in dotazione i droni per il controllo delle aree a rischio. Deterrenti che non sono ancora serviti a debellare del tutto la combustione illegale, altamente inquinante. I carabinieri della stazione forestale di Marigliano, infatti, hanno arrestato un 55enne, A.C., scoperto mentre dava alle fiamme cataste di rifiuti. I militari avevano notato una colonna di fumo che invadeva la carreggiata della statale 162. Oltrepassato il guardrail, si sono ritrovati dinanzi a divani, sedili di auto, plastiche, mobili e scarti edili in fiamme. L'uomo è stato arrestato per combustione illecita di rifiuti e getto pericoloso di cose. L'area è stata sequestrata insieme a un accendino e due bottiglie di plastica contenenti liquido infiammabile. A Villaricca invece i vigili urbani hanno sequestrato un'autofficina abusiva. La polizia municipale ha riscontrato una serie di irregolarità. Il titolare è stato denunciato perchè non smaltiva correttamente i reflui e le vernici ed era in possesso di materiali pericolosi. © RIPRODUZIONE RISERVATA