Giuseppe Conte a Napoli rilancia il Patto: «Ora servono strumenti eccezionali»

Domenica 26 Settembre 2021 di Adolfo Pappalardo
Giuseppe Conte a Napoli rilancia il Patto: «Ora servono strumenti eccezionali»

Siamo alla terza. E quasi probabile ci sarà anche la quarta da qui al voto per Giuseppe Conte a Napoli. Rotta quasi obbligata per il capo politico grillino che in città, con l'alleanza con il Pd, dovrebbe agguantare un risultato utile a mettere benzina nel motore dell'M5s. Specie se, come sembra, nelle altre grandi città i grillini usciranno malconci da queste amministrative. Forse anche per questo si affretta a dire come le comunali «non saranno un test nazionale».

L'ex premier tra ieri e oggi ha un programma fitto in Campania. Tra Napoli (ieri da solo e oggi con Gaetano Manfredi), Salerno (dove corre contro il sindaco uscente deluchiano) e diversi comuni. Ieri prima tappa al mercato rionale di Fuorigrotta dove si rischia una collisione con Matteo Brambilla, il dissidente grillino che si candida a sindaco e che ha allestito un gazebo all'ingresso. Non ci sarà l'incontro con Conte ma con Sergio Puglia, senatore M5s ultracontiano che segue l'ex premier facendo dirette su dirette. Brambilla gli urla contro mentre passa in auto di aver rinnegato le origini del movimento e un suo collaboratore sta quasi per ingaggiare un alterco con Brambilla. Poi Puglia chiude tutto mandando un audio non proprio benevolo: «Con il mio avvocato deciderò se querelarlo», dice il consigliere comunale uscente. Piccolo incidente che non vede Conte e che, anzi, si gode il bagno di folla tra massaie e pensionati. 

«Gaetano Manfredi è stato ministro nominato da me e ha lavorato con noi. Oggi ci presentiamo a Napoli con un progetto non studiato a tavolino, ma che nasce con la gente e con le persone che sono state compagne di viaggio nel periodo più duro e che hanno tutte le carte in regola per governare questa città», è l'assist di Conte al candidato sindaco Pd-M5s. Ma Napoli a parte, i risultati delle comunali non incideranno sull'esecutivo. «I test elettorali non vanno mai trascurati. Ovviamente non possiamo pensare che una tornata di elezioni per lo più comunali, territoriali, possa avere un'incidenza sul governo del Paese in questo momento. Il governo - aggiunge - è di salvezza, è un governo di unità, ha degli obiettivi che non possono essere compromessi rispetto a un risultato elettorale territoriale. L'obiettivo è quello di mettere in sicurezza il Paese e di iniziare l'attuazione del Pnrr efficacemente: un obiettivo che va al di là di scadenze elettorali territoriali».

Video

E così, su questa strada, svicola quando gli viene chiesto se a Napoli c'è un gara nella gara per vedere tra Pd ed M5s quale sarà il primo partito. Match interno che ci sarà ma non ne vuole sapere l'ex premier, nemmeno a domanda diretta: «L'obiettivo del Movimento 5 Stelle a Napoli? Avere il riconoscimento che il patto che abbiamo pensato, individuando poi il miglior interprete che è Manfredi, sia concreto, solido e ritenuto affidabile dagli elettori. Noi siamo pronti a lavorare e vedere premiata questa proposta politica sarebbe una grande soddisfazione. Non lo dico per noi - aggiunge - ma per Napoli perché la nostra è la proposta giusta per far ripartire questa città».

 

Poi a Bagnoli dove un presidio del centro sociale Iska e dei comitati con striscioni per la mancata bonifica di Bagnoli. Parla con loro, li rassicura e poi dal palco annuncia come a Napoli c'è bisogno «di intervenire con strumenti eccezionali». «D'altronde - continua - è nato così il Patto per Napoli. Quando Manfredi mi ha detto: qui va tutto a scatafascio finanziariamente, ed è nata così l'idea del Patto». Anche se poi accusa le altre forze politiche di non fare altrettanto. «Napoli ha bisogno di un grande sostegno. Ho detto alle altre forze politiche che non sono nella nostra coalizione di partecipare al Patto per Napoli, per scrivere la norma in Parlamento. Ma - conclude - non ho avuto risposta». 

Ultimo aggiornamento: 20:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA