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Grandi eventi a Napoli, Manfredi pronto a delocalizzare: «Ok anche a Scampia e nelle periferie»

Mercoledì 6 Luglio 2022 di Gennaro Di Biase
Grandi eventi a Napoli, Manfredi pronto a delocalizzare: «Ok anche a Scampia e nelle periferie»

Lungomare e grandi eventi: non si ferma la querelle. Dopo le polemiche successive al Pizza Village, che ha portato tanto indotto ma anche tanti disagi di sicurezza e mobilità, dal 9 al 17 luglio, altri 40 stand (ristoranti, pasticcerie, concerti, bar) della tradizione enogastronomica campana occuperanno il lungomare per il Bufala Fest, presentato ieri da I Fratelli la Bufala di via Caracciolo. Il sindaco Gaetano Manfredi, presente all'inaugurazione assieme all'assessore al Turismo Teresa Armato, non ha fatto passi indietro sulla delocalizzazione delle kermesse lontano da Mergellina e via Partenope. Anzi: l'evento Red Bull - di cui abbiamo scritto su queste pagine già nei giorni scorsi - avrà luogo «a Scampia». Dall'altro lato, come già documentato per il Pizza Village che potrebbe spostarsi a Milano (come annunciato al Mattino dagli organizzatori), anche il Bufala Fest nel 2023 potrebbe tenersi a parecchi chilometri di distanza da Napoli. Ad annunciare le trattative in corso sono stati gli stessi organizzatori.

Il Comune sceglie dunque di aprire alla possibilità di organizzare rassegne, fiere e festival lontano dal suo luogo simbolo. Una possibilità che, nei fatti, somiglia sempre più a una scelta: «L'evento Red Bull di settembre - spiega il sindaco - sarà organizzato a Scampia, in piazza San Giovanni Paolo II». Quanto al Bufala Fest, «questo è un ultimo evento del cibo che viene fatto sul lungomare - prosegue Manfredi - Un impegno che era già stato preso. Per il prossimo anno faremo una valutazione con una programmazione più articolata, compatibile con la capienza del lungomare, che di sicuro non è lo stadio. Il tema riguarda le possibilità di parcheggio e la compatibilità con le altre attività svolte sul lungomare. Ognuno è libero di andare dove vuole, l'iniziativa privata in Italia è libera: noi dobbiamo organizzare eventi compatibili con la città. La Mostra d'Oltremare è una delle possibilità alternative. Il successo della manifestazione ci fa piacere, ma abbiamo avuto grandi problemi di sicurezza e viabilità durante il Pizza Village. Pensiamo anche a location come piazza Mercato per organizzare eventi: una realtà storica molto bella da valorizzare. Tutto dipende dalla logistica, dalle dimensioni e dalla durata delle kermesse. La città deve essere utilizzata in tutta la sua ampiezza. Anche le periferie devono essere pensate come opportunità». «Il Bufala Fest - aggiunge Armato - si basa sulla promozione dei prodotti che esaltano la nostra tradizione gastronomica. Quest'anno l'evento offrirà anche serate musicali dotate di un'offerta molto ampia. Gli eventi svolti sul lungomare hanno avuto successo. Naturalmente si tratta di kermesse su cui stiamo ragionando: servono luoghi adatti ad accoglierle. Rispetto al destino del lungomare stiamo avviando un ripensamento: va reso vivo ma non rovinato. Parlerò con l'assessore De Iesu di eventuali piani traffico per il Bufala Fest». 

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Sia Pizza Village che Bufala Fest, insomma, potrebbero finire a Milano, interessata al cibo campano. Antonio Rea, con Francesco Sorrentino, è organizzatore del Bufala Fest: «Abbiamo un target diverso rispetto ad altri eventi - esordisce - Siamo lontani dalla sagra, e il nostro evento è basato sulla sostenibilità: i nostri ospiti saranno Concato, Dolcenera, Tammaro, Gragnaniello, Sarnelli e altri. Sulla delocalizzazione alla Mostra le dico che non tutti gli eventi sono uguali. Non facciamo i numeri del Pizza Village, ma il Comune prenda le sue decisioni. Abbiamo diversi sponsor nazionali che cerchiamo di tutelare». In caso di spostamento alla Mostra d'Oltremare, che ne sarà del Bufala Fest 2023? «Può darsi che in quel caso non lo faremo a Napoli - prosegue Rea - Non si tratta di una forma di ricatto, però. Abbiamo una serie di richieste da Milano, dove eravamo a maggio per visitare la Fabbrica del Vapore e abbiamo già avviato un dialogo con le istituzioni. A settembre andremo in America, dove ci hanno invitato per il San Gennaro di Boston. Noi siamo un piccolo evento, possiamo gestirlo tranquillamente sul lungomare, non comprendo perché delocalizzarci alla Mostra, dove non avremmo identità. Però, ripeto, fare le regole non spetta a noi ma al Comune».

 

«I nostri obiettivi sono quelli della sostenibilità e del ritorno alla vita - aggiunge Sorrentino - L'intento è quello di fare rete su tutti i fronti. Gli stand saranno circa 40. Non ci siamo prefissati un numero di presenze, visto che arriviamo da due anni di stop e pandemia: ci auguriamo tra le 4mila e le 5mila presenze al giorno, durante il Bufala Fest». Sperando che, stavolta, il senso di responsabilità dei cittadini sia maggiore e che i disagi esterni possano essere controllati meglio da tutti, istituzioni e non. 

Ultimo aggiornamento: 18:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA