La lunga corsa verso la Regione Campania: «De Luca primo ma decisive saranno le alleanze»

Sabato 28 Settembre 2019 di Valentino Di Giacomo
C'è chi festeggia per il risultato, chi proprio non vuole commentarlo, ma tutti sono consapevoli che presto il periodo delle analisi e dei sondaggi svanirà perché tra pochi mesi, a pesare, saranno i voti reali che i campani dovranno esprimere nelle urne. Il sondaggio di Winpoll Arcadia pubblicato ieri dal Mattino interroga tutto il fronte politico sulle ricette da mettere in campo in vista delle prossime elezioni regionali. Per ora, quando mancano circa sette mesi al voto, in testa c'è l'attuale governatore Vincenzo De Luca, ma bisognerà scoprire quali saranno le coalizioni e chi saranno effettivamente i candidati. I coltelli, anche tra quanti appartengono allo stesso schieramento, sono più che affilati. È bastato un sondaggio per alzare già la tensione e far partire le grandi manovre nei partiti e nelle coalizioni.
 
«Nel sondaggio - spiega Leo Annunziata, segretario regionale del Pd - viene riconosciuta la capacità di governo di De Luca». E - su una possibile alleanza anche in Regione con gli M5s, Annunziata spiega che il Pd si aprirà ad altre forze, purché il candidato resti appunto l'attuale governatore. «Già lo scorso giovedì ci siamo riuniti - dice il segretario - e abbiamo detto che siamo disponibili ad aprirci a realtà civiche sui territori, ma a partire dalla buona esperienza dei cinque anni di De Luca». E che in casa M5s ci sia poca voglia anche solo di valutare un'alleanza con il Pd lo spiega senza ritrosie la capogruppo in consiglio regionale, Valeria Ciarambino. «Il dato fondamentale che emerge dal sondaggio è che più di un cittadino su due non è affatto soddisfatto della qualità della vita in Campania e - dice Ciarambino - il 50% degli intervistati ha espresso un giudizio negativo. La Regione è governata malissimo e chi la gestisce non ha per nulla la percezione dei reali bisogni dei cittadini. Un dato avvalorato quando la domanda si sposta direttamente sull'operato della giunta De Luca». Potrebbe essere la stessa Ciarambino a sfidare De Luca, ma lei preferisce non sbilanciarsi. «Il nostro elettorato prima ancora del nome giudica la qualità di un progetto. È finita l'epoca degli slogan dei De Luca e dei de Magistris».

Proprio il sindaco, che pure ha ottenuto ottime percentuali con il 28 per cento di consensi, preferisce non commentare. «Non si conoscono le coalizioni né i candidati - dice de Magistris - ma così i sondaggi non hanno valore». Del resto il primo cittadino ha più volte annunciato di non volersi candidare in Regione, ma punta alle prossime politiche. Chi si trincera nel silenzio è Sergio Costa, attuale ministro dell'Ambiente, che pure ha ottenuto ottime performance nei sondaggi: non commenta, nonostante in casa grillina in molti pensano che proprio il generale dei Carabinieri possa essere uno di quei nomi di forte autorevolezza per convincere anche il Pd a valutare un progetto comune escludendo De Luca.

Fluida la situazione nel centrodestra, dove almeno una coalizione già esiste, a meno che non salti il tavolo tra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi con molti forzisti che temono di essere cannibalizzati dal Carroccio. Fi rivendica di poter avere un proprio candidato, anche se Mara Carfagna - che pure ha ottenuto buone percentuali - non si sente ancora nella mischia. «Mara - dice Paolo Russo di Fi - ha un suo appeal naturale e ha tutte le caratteristiche per esercitare una leadership sul piano nazionale che può poi impersonare in più ruoli, da quelli che ricopre ad essere una guida autorevole per la Regione». Poi Paolo Russo chiarisce «di non fare il tifo per Fi perché anche altri candidati sarebbero autorevoli, anche se proprio in Campania il partito di Berlusconi ha le percentuali più alte per poter ambire a guidare la coalizione, ma bisogna partire dai progetti e non solo per avversione verso la sgangherata azione amministrativa di De Luca». E di progetti parla anche Gianluca Cantalamessa, presidente della Lega in Campania, che però tiene a puntualizzare un aspetto. «Governiamo bene in tante regioni con Fi e Fdi - dice Cantalamessa - ma è sicuro che comunque la Lega avrà un ruolo centrale per la scelta del programma e dei candidati dopo che alle ultime Europee il Carroccio si è affermato come primo partito del centrodestra anche in Campania». Non è un caso che il sondaggio non riportava alcun candidato del Carroccio, ma in molti nella Lega ritengono di dover esprimere un proprio nome. Da tempo Salvini sta valutando anche di far scendere in campo il napoletano Gennaro Sangiuliano, attuale direttore del Tg2, nome che potrebbe trovare sponde anche in Fi e Fdi. Intanto l'unico partito che ha già messo in campo un proprio candidato è Fratelli d'Italia con il salernitano Edmondo Cirielli. «Abbiamo fatto così - spiega Ignazio La Russa - in tutte le regioni. Ovviamente non perché pretendiamo un candidato, anche Mara Carfagna sarebbe un nome autorevole, ma le intese andranno trovate sul tavolo nazionale tra i leader tenendo conto di tutte le Regioni che andranno al voto». Ultimo aggiornamento: 13:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA