«Il sindaco pensa a sé ha tradito la sinistra»

Giovedì 30 Maggio 2019 di Valerio Esca
La sinistra si sente tradita dalle politiche che il sindaco sta portando avanti. Nonostante due giorni fa abbiano votato a favore del rendiconto di bilancio, resta in piedi lo strappo che si è consumato con l'ex pm. Una presa di distanza netta, figlia di scelte che hanno reso un gruppo, come quello di Napoli in Comune a Sinistra - all'interno Sinistra Italia, Rifondazione e Articolo 1 - una periferia della maggioranza. In questi tre anni i rossi hanno incassato più sconfitte che vittorie, dal punto di vista politico. Basti pensare al passaggio di Ciro Borriello, eletto con il gruppo della sinistra, nominato assessore e finito poi nelle fila di demA. Stesso percorso di Pietro Rinaldi, primo dei non eletti alle amministrative del 2016 nelle fila della sinistra, subentrato in consiglio proprio a Borriello (dopo la nomina ad assessore) e passato poi con demA. Scelte mai concordate e condivise dal gruppo.
 
«Sono anni che poniamo una seria di istanze che il popolo della sinistra ci chiede di portare avanti - spiega il capogruppo di Napoli in Comune, Mario Coppeto - Tutte disattese. Il sindaco - aggiunge - non può pensare solo al suo futuro. Bisognerebbe trovare il coraggio, invece di lanciare appelli a forze politiche senza ricevere mai riscontri positivi, di riallacciare con il mondo di sinistra di questa città». «Il sindaco - ha rimarcato Coppeto - dovrebbe aprirsi ai partiti di sinistra, penso a Rifondazione, Articolo 1 e Sinistra Italiana per contrastare insieme la Lega. Oppure deve prevalere l'idea di un accordo con Fico per contrastare soltanto De Luca? De Magistris non deve stringersi intorno a un gruppo monocolore: per andare avanti insieme non è questa la strada». Tra undici mesi intanto si dovrà andare al voto per le regionali e in caso dovesse scendere in campo l'ex pm, si voterà anche per il Comune. In questo rapporto tutto in salita la sinistra spinge per capire il sindaco da che parte sta. «Dispiace che un aggregato politico, pur fondamentale dal 2011, possa scarsamente incidere nelle scelte e venga spesso trattato a mero raggruppamento di consiglieri» dice il presidente del Consiglio comunale, Sandro Fucito. Come a voler ricordare al sindaco la storia politica di chi viene da anni di battaglie: vale così per Fucito, come per Coppeto e la Coccia. «Dispiace ancor di più - incalza il numero uno dell'assemblea cittadina - non avere chiarezza su prospettive e interlocuzioni politiche. Occorrerebbe una visione generale dello scontro in atto a livello nazionale per predisporre una iniziativa politica sulla questione meridionale». Sulla stessa lunghezza d'onda anche Carlo Giordano, segretario provinciale di Sinistra italiana: «Il sindaco dovrebbe curare di più la sua maggioranza e chi lo ha sempre sostenuto, seppur oggi non sia rappresentato in giunta. Aiutando così anche se stesso a rafforzare un progetto condiviso dal quale bisognerà ripartire».
L'ACCUSA
Si unisce al coro anche il dirigente nazionale di Rifondazione comunista, Raffaele Tecce: «I rapporti di de Magistris con la sinistra sono stati spesso finalizzati al consenso di forze di centro e di destra, tanto che si è arrivati a volerci fuori dalla giunta. Nel 2017 il professor Montanari lanciò senza esito un appello per una sinistra unitaria. Sei mesi fa il sindaco stesso lanciò l'idea di una lista unitaria, non di sinistra, con rapporti bilaterali e senza confronti. In sostanza tende ad affermare un suo protagonismo per giocarselo altrove. Un'ambiguità che si rispecchia anche nelle scelte del bilancio. Vorremmo sapere quali sono le priorità: puntare sulle politiche sociali o sul piano assunzioni? Per fare un esempio. Per questo non ho condiviso la scelta del gruppo della sinistra che, dopo aver annunciato l'astensione, poi ha fatto un passo indietro votando a favore del documento contabile».
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