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Tasse a Napoli, Baretta: «Irpef, così vogliamo scongiurare i rincari»

Domenica 22 Maggio 2022 di Luigi Roano
Tasse a Napoli, Baretta: «Irpef, così vogliamo scongiurare i rincari»

Assessore Pier Paolo Baretta - lei ha la delega al bilancio e tra poco si appresta a varare il primo bilancio dell'era di Gaetano Manfredi sindaco. Qual è la salute finanziaria del Comune a oggi?
«Abbiamo due emergenze contrapposte. Da un lato la necessità di urgenti interventi strutturali su settori decisivi per la vita collettiva: casa, trasporti, igiene e decoro urbano, istruzione, servizi sociali, accoglienza, verso i quali è mancato da tempo un intervento organico. Per realizzarli va previsto un incremento di spesa e di organici».

Qual è la seconda emergenza? Mancano i soldi?
«Il bilancio, con i suoi 5 miliardi di deficit, non è in grado di rispondere. Gli aiuti statali - il Patto per Napoli e le altre risorse previste - attenuano l'impatto del disavanzo che è di 2,2 miliardi, ma non consentono interventi aggiuntivi di spesa corrente. E il livello di indebitamento finanziario che è 2,7 miliardi esclude qualsiasi ricorso a nuovo indebitamento. Anzi dobbiamo rapidamente operare con Cassa depositi e prestiti e le banche una ristrutturazione del nostro debito».

Tuttavia al Comune esiste anche la voce delle entrate...
«Abbiamo a che fare con una insufficienza cronica di entrate dovuta alla scarsa capacità di riscossione. Penso a tassa rifiuti, multe, tassa di soggiorno, locazioni, tariffe in genere sì. Oppure allo stallo sul condono e alle concessioni cimiteriali».

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Eppure a Palazzo San Giacomo arrivano molti soldi, dove finiscono?
«A causa della scarsità di organico e di una sovrapposizione di competenze tra uffici comunali, municipalità e partecipate c'è una scarsa capacità di spesa».

Vale a dire?
«Se guardiamo ai finanziamenti della Ue e della Regione, nel 2021 sono stati programmati un totale di 699 milioni, ma effettivamente spesi 357. Di questi 699 milioni 295 sono andati a coprire la spesa corrente e 404 per investimenti ma realmente spesi solo 160. La capacità di spesa è appena al 40%. Se poi guardiamo alle risorse proprie del Comune vediamo che per la spesa corrente prevista di 776 milioni, vale a dire stipendi e tutti i servizi, ne sono stati spesi 730, quindi ben oltre il 90%. Ma è comunque poco».

Eppure tra Patto per Napoli e Pnrr è arrivata una cascata di soldi, oltre 3 miliardi.
«Dobbiamo tenere conto che l'intervento sulle entrate, previsto dal Patto, darà i primi risultati tra un paio di anni e che altri interventi come quello sul patrimonio non prima di un anno».

Qual è la strategia allora? Solo aumentare le tasse?
«Per ora non aumentiamo nulla, tutto è rinviato a fine anno».

Infatti per il 2023 è previsto l'aumento dell'Irpef...
«Non è detto che ciò accada, tutto dipende dalla capacità di riscossione, se migliora l'aumento potrebbe non esserci. Il bando di gara per affidare la riscossione sarà pronto prima delle ferie».

Insomma veniamo al dunque: la svolta, il cambio di passo non si vedrà nemmeno questa volta?
«In questa situazione la soluzione più semplice sarebbe tagliare le spese e aumentare le tasse. Ma non faremo nessuna delle due cose. Anzi, avviamo mille assunzioni entro l'anno. Lavoriamo su come trovare un nuovo e diverso equilibrio tra la esigenza di spesa e l'assenza di risorse».

Semplifichiamo: nel triennio 2022-2024 solo dal Pnrr arriveranno 600 milioni per investimenti e a questi vanno sommati i 240 non spesi l'anno scorso. Sono almeno 840 milioni. Non è che il Comune è così poverello.
«Allora dal Pnrr posso confermare che quelli che abbiamo già in cassa sono 600 milioni, ma ne aspettiamo molti di più. Quanto ai soldi non spesi li recuperiamo nelle prossime annualità. Manteniamo le stesse dotazioni finanziarie pur partendo quest'anno da giugno. E vogliamo inserire queste risorse in un piano triennale di rilancio della città che stiamo costruendo con gli assessorati sulla base di programmazioni certe, sia delle entrate che delle spese che sui tempi di realizzazione delle opere».

Su cosa punta il Comune?
«Su interventi di manutenzione straordinaria ed ordinaria. Questi interventi si devono integrare con gli investimenti già previsti o finanziati dai vari fondi, in particolare quelli statali, regionali, europei e specificatamente il Pnrr».

Quali sono le priorità?
«Strade, scuole, verde e decoro urbano, impianti sociali e sportivi, accoglienza turistica, cultura. In tale ottica va dato maggiore e migliore spazio alle Municipalità, anche riorganizzandone le competenze. Avviare lo studio di progetti di ripensamento e riorganizzazione della città: in particolare sul Prg, il contrasto alla povertà, la sostenibilità ambientale. L'obiettivo contabile è quello di realizzare nel rendiconto 2022, se non il pareggio di bilancio, almeno una sensibile riduzione del disavanzo di gestione 2021».

Ultimo aggiornamento: 25 Maggio, 16:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA