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LUIGI DE MAGISTRIS

Patto per Napoli, de Magistris: «La giunta Manfredi non si prenda meriti del lavoro altrui»

Venerdì 1 Aprile 2022
Patto per Napoli, de Magistris: «La giunta Manfredi non si prenda meriti del lavoro altrui»

Rombo di tuono da parte dell'ex sindaco della città partenopea Luigi de Magistris che commenta la firma per il «Patto per Napoli» stipulato tra il Governo italiano e la Città Metropolitana di Napoli: «La giunta Manfredi non si prenda meriti per il lavoro di altri».

Firmato dal Presidente del Consiglio Mario Draghi e dal neo sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, il Patto per Napoli farà si che in 20 anni la città partenopea riceverà 1,231 miliardi di euro. La fetta più cospicua dei 2,67 miliardi che il Governo ha destinato alle città più in crisi. L'obiettivo? Risanare i conti del Comune (5 miliardi di euro)  e conseguire gli obiettivi posti come la necessità di colmare i divari territoriali tra il Sud e il Nord e tra la città e la periferia. 

L'ex magistrato napoletano ha però puntato il dito contro il nuovo sindaco e il suo collettivo ai microfoni di Radio Crc: «La Giunta Manfredi non si intesti opere frutto della nostra azione amministrativa. II primo cittadino è stato eletto da sei mesi sindaco di Napoli e tre atti hanno caratterizzato di fatto sinora la sua giunta: l'aumento degli stipendi, l'ordinanza repressiva flop sulla movida e il patto per Napoli, in cui si ha la definitiva prova che i soldi alla nostra amministrazione non li hanno dati deliberatamente e per sfregio politico e che oggi li mandano, ma con il trucco, perché Napoli viene messa sotto tutela dal Governo e il conto lo pagherà il popolo con l'aumento delle tasse, Irpef. Ci sarà bisogno di un controllo popolare per verificare come verranno spesi questi soldi e quelli del Pnrr: se nell'interesse della città e del popolo oppure di un potere che vuole imporre restaurazione e dividersi il bottino». 

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Secondo de Magistris: «Quello che però non è consentito, per onestà intellettuale ed amore della verità, è che la Giunta Manfredi si intesti opere e servizi che sono invece frutto della nostra azione amministrativa. Questa operazione di propaganda menzognera va respinta: dai lavori terminati in galleria Vittoria alla piantumazione degli alberi da piazza Municipio a piazza della Repubblica, dall'Ipogeo sotto piazza Plebiscito ai treni della metro, e potrei continuare. Su queste opere abbiamo «buttato il sangue», trovato i soldi, fatto delibere, indetto ed aggiudicato gare e appalti, aperto e finito cantieri. Si sta realizzando compiutamente ciò che abbiamo reso realizzabile, nonostante non di rado ritardi poco chiari, ostruzionismi evidenti, fino addirittura al mai chiarito del tutto incidente del primo treno nuovo della metropolitana il giorno prima, guarda caso, della sua entrata in servizio per gli utenti». De Magistris conclude chiedendo di «cominciare a sapere qual è la visione di città della Giunta Manfredi e quali saranno gli atti propri della sua amministrazione. E sarebbe consigliabile evitare anche di sparare sugli atti amministrativi di chi li ha preceduti, perché hanno anche mantenuto in Comune quasi tutti i soldati che hanno combattuto insieme a noi. Altrimenti è come se in qualche modo si sparassero addosso, e il boomerang politico fa male». 

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