L'ultima tentazione di de Magistris: candidarsi al Parlamento con il Pd

Sabato 10 Agosto 2019 di Luigi Roano

Sfoglia la margherita il sindaco Luigi de Magistris, il suo proverbiale stellone, ma si sa che la fortuna aiuta gli audaci: potrebbe porgergli su un piatto d'argento la possibilità di candidarsi al Parlamento. La crisi di Governo è stata aperta ufficialmente e il vicepremier Matteo Salvini chiede il voto anticipato, insomma ci sono le condizioni per la discesa in campo.
 
Di certo c'è un lavorio dell'ex pm che dura da mesi, almeno sei, sui due fronti principali: Pd e grillini. Difficile, infatti, che de Magistris si imbarchi nell'avventura di correre per un seggio in Parlamento da solo o accompagnato dalla sgangherata banda di demA. Ipotesi, ragionamenti che si inseguono in un agosto caldissimo sotto tutti i punti di vista, ma che danno il senso di un de Magistris in movimento e voglioso di esplorare nuove strade.

Si parlava di stellone del sindaco non a caso. Sarebbe riduttivo immaginare che quello del M5S - malgrado i frequenti contatti tra sindaco e Roberto Fico, il presidente della Camera - sia quello che orienta l'ex pm. La sostanza politica di questi mesi è che l'attenzione del sindaco è molto rivolta verso il Pd. O per essere più chiari, sui propositi del segretario Pd Nicola Zingaretti di costruire un campo largo che abbracci tutto il centrosinistra, incluse le esperienze civiche e le associazioni come demA.

Un ragionamento che stanno facendo anche quelli del M5S che si sono aperti ad accogliere altre esperienze, consapevoli che la partita elettorale si gioca al Sud e Napoli - come dimostrano le due vittorie al Comune dell'ex pm - è un laboratorio storico dove certe tendenze politiche si manifestano con grosso anticipo. Insomma la sfida è totale e de Magistris in qualche modo fa parte del lotto dei protagonisti. E interessa al Pd anche come catalizzatore di voti dei pentastellati napoletani, un dato storico. In maniera silenziosa, bypassando il partito locale dei dem ridotto ai minimi termini, de Magistris come una formichina, o in prima persona o attraverso emissari fidatissimi, ha costruito le basi con la segreteria nazionale dem per verificare se ci sono le condizioni per un patto politico con l'unica autentica vera alternativa alle stelle cadenti grilline e alla Lega. E stando a quello che si racconta, nel suo cerchio magico, le sensazioni non sarebbero negative.

In questo senso il rapporto forte instauratosi con Beppe Sala, il sindaco dem di Milano, può aiutare. Si vocifera addirittura di un'uscita dei due assieme in una delle feste dem di fine estate. Non sarebbe una novità per de Magistris la partecipazione a simili eventi, è già successo, ma stare sullo stesso palco con Sala - piddino eretico rispetto alle logiche di partito - assumerebbe un altro sapore. Vero? Falso? Una suggestione estiva? Certo è che fra i dem e il sindaco da un po' di tempo non si registrano atti belligeranti. Con il Pd il ragionamento è di ampio respiro. Il sindaco, se davvero si concretizzasse il patto, punterebbe a entrare in Parlamento come leader di una pattuglia arancione (non la casacca del Pd) nel campo largo per dare un senso di concretezza a demA.

Cosa ci guadagnerebbe il Pd? La mancata discesa in campo dell'ex pm alle Regionali. Un attore in meno nell'area del centrosinistra come concorrente. Giusto chiarire che il milione di voti per fare il governatore della Campania de Magistris se lo sogna, ma la sua candidatura toglierebbe consensi al presidente Vincenzo De Luca la cui corsa per la riconferma non è in discesa. A De Luca certo non dispiacerebbe avere un pensiero in meno. In più, un de Magistris inserito nel campo largo zingarettiano aprirebbe nuovi scenari anche sul futuro candidato a sindaco di Napoli. L'ex pm non può più candidarsi ma in città ha ancora un suo seguito consistente. De Magistris e Renzi nello stesso partito? Come si dice in questi casi, se gli interessi sono convergenti l'accordo si trova.

A oggi la sensazione di un de Magistris spostato verso i pentastellati alla ricerca di un posto al sole è molto flebile. L'ex pm attacca tutti i giorni il leader Luigi Di Maio e ritiene difficile che il suo amico Fico possa prendere le redini del Movimento in mano. In più i Cinquestelle sono in caduta libera e la crisi di Governo non li agevolerà se si andasse al voto anticipato per le Politiche. Il M5S è da ricostruire e l'operazione sarà complicata. In più tra i grillini può contare solo sui fichiani che sono una minoranza anche nel Governo. Già oggi invece il Pd è il secondo partito e nel campo largo per de Magistris sarebbe molto più semplice ritagliarsi un proprio spazio rispetto alle rigide regole dei pentastellati.
 

Ultimo aggiornamento: 11 Agosto, 08:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA