La Doria verso lo stop, vertice
in Regione: arriva anche Di Maio

di Adolfo Pappalardo

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È stato direttamente il vicepremier a chiedere di partecipare alla commissione attività produttive del Consiglio regionale. E oggi alle 15 il ministro grillino Luigi Di Maio varcherà le aule del Centro direzionale pur di tentare di sbloccare la situazione della vertenza de La Doria di Acerra. Al tavolo oltre ai sindacati e ai rappresentanti dell'azienda, il presidente della commissione Nicola Marrazzo e, visto la caratura dell'esponente del governo, anche il presidente del Consiglio regionale Rosetta D'Amelio. E, ancora, il sindaco di Acerra Raffaele Lettieri ed il vescovo Antonio Di Donna.

LA VICENDA
Al centro il nodo dell'azienda che vuole delocalizzare la fabbrica di sughi pronti a Parma. Mentre i dipendenti, circa 70, dovrebbero essere spostati o al Nord o negli altri tre siti campani dell'azienda (Sarno, Angri e Fisciano, nel Salernitano). Decisione irremovibile da parte dell'azienda alimentare che ha già espresso la sua decisione irrevocabile nella riunione di qualche giorno fa al Mise. Non ci stanno, è chiaro, le organizzazioni sindacali e il sindaco di Acerra, che non hanno molto tempo: la chiusura del sito napoletano, infatti, è prevista per il prossimo 30 settembre. I lavoratori stanno lottando ormai dallo scorso marzo per scongiurare la chiusura della fabbrica che produce circa 50 milioni di vasi di sughi pronti all'anno, ottenendo la solidarietà dei colleghi degli altri stabilimenti, e di tutte le forze politiche. E lo stesso Di Maio, nell'ultima riunione presso il suo ministero, ha sottolineato l'importanza di avere presidi imprenditoriali nel Mezzogiorno e in special modo nelle aree depresse. Ma la società salernitana, che non attraversa particolari difficoltà economiche, sta investendo nel sito di Parma, per evitare perdite legate allo spostamento delle materie lavorate da inscatolare ad Acerra. Vicenda delicata che ha visto impegnato anche il presidente Vincenzo De Luca prima che Di Maio si buttasse a capofitto per evitare la fuga de La Doria dal suo collegio elettorale.

LA COMMISSIONE
«Sarà un tavolo tecnico allargato a cui hanno chiesto di partecipare anche il sindaco ed il vescovo di Acerra», anticipa il presidente della commissione Attività produttive, il democrat Nicola Marrazzo. «Il ministro e vicepremier tiene ad essere presente all'incontro e sono contento di questo interesse. Il problema - aggiunge Marrazzo - non è solo la chiusura e lo spostamento dei lavoratori in altre sedi ma anche l'addio di un'altra azienda dal territorio di Acerra. Continua la desertificazione di quell'area di crisi nonostante gli sforzi che stiamo facendo. Dobbiamo evitarlo in tutti modi. Anche perché è assai difficile che un'altra azienda possa decidere di allocarsi nello stabilimento di 25mila metri quadri attualmente usato dall'azienda alimentare».

LO SCENARIO
Ieri mattina intanto, come già annunciato nell'ultimo tavolo tecnico tenutosi nelle settimane scorse nella sede del Mise sulla vertenza Montefibre, una delegazione grillina ha effettuato un sopralluogo nell'area industriale di Acerra con il sottosegretario allo Sviluppo economico Andrea Cioffi. «L'intento è quello di valutare un piano di riconversione che punti al rilancio dell'intera area. Contestualmente è stato avviato uno scouting tra aziende interessate a investire nel polo industriale. Il ministero è intanto al lavoro per prorogare la mobilità a tutti gli ex lavoratori Montefibre a cui sono scaduti o stanno per scadere gli ammortizzatori sociali», spiega Gennaro Saiello, capogruppo in Consiglio regionale. «Grazie al nostro impegno in Consiglio regionale - sottolinea Saiello - e a quello del nostro governo, continuerà ad essere salvaguardato ogni singolo posto di lavoro nella nostra regione. Un'attenzione confermata dalla presenza del ministro Di Maio al tavolo tecnico della Commissione consiliare regionale Attività Produttive, sulla vertenza La Doria di Acerra. Una vicenda che come Movimento 5 Stelle seguiamo da tempo in Consiglio regionale e che abbiamo portato nei mesi scorsi all'attenzione del governo e del ministro Di Maio. Non possiamo più essere indifferenti di fronte al tentativo, paventato sempre più spesso da imprese e multinazionali, di chiudere i battenti in Campania e delocalizzare le loro aziende dopo aver beneficiato di fondi e agevolazioni regionali».
Martedì 4 Settembre 2018, 09:54 - Ultimo aggiornamento: 04-09-2018 18:24
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