Fondazione BancoNapoli
riparte la causa al Tesoro

Mercoledì 21 Novembre 2018 di Valerio Iuliano
La Fondazione BancoNapoli da oggi avrà un nuovo presidente e un nuovo Consiglio di amministrazione. E la consiliatura si aprirà - forse già nelle prossime settimane - con una richiesta di risarcimento che potrebbe arrivare al miliardo di euro per gli azionisti del vecchio Banco di Napoli, in seguito alla cessione, avvenuta negli anni 90, del più importante istituto di credito meridionale. Con le elezioni odierne per il rinnovo degli organi sociali dell'ente sarà inaugurata ufficialmente l'era di Rossella Paliotto, la prima donna alla guida in 500 anni di storia del Banco di Napoli.

Alla Paliotto e al nuovo Cda toccherà riaprire un caso che da due decenni scatena roventi polemiche e che tocca un nervo scoperto della storia della città. Ovvero il risarcimento dei danni subiti dagli azionisti al tempo della privatizzazione del Banco di Napoli. Un'operazione che è stata auspicata a più riprese, anche in tempi recenti, dall'ex presidente della Fondazione Adriano Giannola, secondo il quale il recupero delle somme della Sga - la società creata per la gestione dei crediti deteriorati - sarebbe un diritto, sancito da una legge del 1996, della stessa Fondazione e di tutti gli azionisti che subirono l'azzeramento del capitale del Banco.
 

«L' esercizio di un'azione risarcitoria per il danno che fu apportato alla Fondazione svuotandola di ogni risorsa» è stato sollecitato a lungo dal cassazionista Francesco Fimmanò, protagonista di una lunga diatriba con l'ex presidente Daniele Marrama. Lo stesso Marrama due anni fa aveva chiesto un parere per accertare se vi fossero i presupposti per un ristoro a Francesco Barachini, ordinario di Diritto commerciale all'Università di Pisa. Secondo il docente la strada del risarcimento poteva essere complicata, per il rischio di una prescrizione dei termini, a tanti anni di distanza. E perciò era possibile puntare su una richiesta di indennizzo, perché basata su una norma tuttora in vigore. In seguito la Fondazione aveva inviato un atto stragiudiziale di diffida al ministero dell'Economia, chiedendo la definizione dell'indennizzo entro 60 giorni. Una diffida che non ha avuto esito e che oggi spingerebbe i nuovi vertici dell'ente di Palazzo Ricca a fare causa al Tesoro. I crediti vantati dal Banco di Napoli prima della privatizzazione - è la tesi sostenuta da molti - non erano senza valore e perciò furono quasi totalmente recuperati dalla Sga, oggi di proprietà del Tesoro.
PALIOTTO
L'elezione della Paliotto alla presidenza dell'ente di Palazzo Ricca è l'esito conclusivo di una lunghissima battaglia in seno alla Fondazione. Una disputa iniziata un anno e mezzo fa con i consiglieri di minoranza che contestavano apertamente l'operato dell'allora presidente Daniele Marrama. Gli investimenti della Fondazione in alcuni istituti di credito sono stati uno dei principali oggetti della contesa. Gli stessi consiglieri generali hanno più volte rimproverato all'ex presidente il mancato coinvolgimento dell'assemblea nelle scelte sugli investimenti. E nel frattempo il cassazionista Francesco Fimmanò ha ripetutamente contestato la mancata ratifica della sua nomina, dopo la designazione da parte della Regione Campania. Le numerose diffide al Ministero dello stesso Fimmanò e le polemiche tra Marrama ed il gruppo di Rossella Paliotto sono poi sfociati nel commissariamento, sancito nella primavera scorsa. Dal congelamento di Marrama e degli altri consiglieri di amministrazione è scaturito il progressivo svuotamento dell'assemblea. In Consiglio ha preso il sopravvento il gruppo di sei consiglieri - con il nuovo presidente, anche Abbamonte, Caia, Pessolano, Baselice e Di Baldassarre, che sarà eletto vicepresidente - e la successiva candidatura di Rossella Paliotto.
RINUNCE
Una candidatura unica, giacché negli ultimi mesi hanno rinunciato prima il rettore dell'Università del Molise Gianmaria Palmieri, poi l'ex rettore dell'università federiciana Guido Trombetti ed infine l'ultimo presidente del Banco di Napoli Maurizio Barracco. E negli ultimi giorni è sfumato il tentativo di Fimmanò di bloccare le elezioni a causa del mancato plenum in assemblea. Per la Paliotto si profila, dunque, un'elezione unanime. L'imprenditrice illustrerà oggi le linee programmatiche della sua azione di governo. La valorizzazione dell'Archivio Storico è uno dei primi obiettivi. Le difficoltà finanziarie dell'ente, con l'ultimo bilancio chiuso con una perdita di circa 10 milioni di euro a causa di svalutazioni patrimoniali, saranno tra i primi nodi da sciogliere per il nuovo leader. «È arrivato il momento ha detto la Paliotto nelle scorse settimane - di un cambio di prospettiva, di visione e di strategia». Un cambiamento che inizierà già stamattina, con l'elezione dell'imprenditrice.
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