Lettieri a processo per bancarotta:
​«Pago le candidature a sindaco»

Venerdì 22 Novembre 2019 di Alessandra Montalbetti
«Vorrei capire per quanti anni ancora dovrò pagare lo scotto della mia candidatura a sindaco di Napoli». Questo il commento dell'ex presidente dell'Unione degli Industriali di Avellino negli anni 2000, Gianni Lettieri, all'indomani del suo rinvio giudizio da parte del Gip di Avellino, Paolo Cassano.

«La notizia riportata non corrisponde al contenuto degli atti processuali; non ci sono state distrazioni e l'unico atto contestato è una transazione per accollo di debiti da parte della Holding di euro 2 milioni firmato dai manager - ha precisato l'ex presidente degli Industriali di Avellino - Oltretutto, la società di cui si discute e che non mi vede partecipe in alcun ruolo, è ritornata in bonis a seguito di un concordato; non sono stato coinvolto in alcun processo decisionale di tale società se non in qualità di presidente della controllante Holding e solo fino a marzo 2013. Inoltre non ho sottoscritto l'atto oggetto di imputazione, né il relativo bilancio societario. Chiarito quanto innanzi sono fiducioso nell'esito del procedimento».

Il processo per Gianni Lettieri (presidente del consiglio di amministrazione della Mcm Holding spa),inizierà il prossimo 5 marzo 2020 dinanzi al tribunale collegiale di Avellino, presieduto dal giudice Lucio Galeota. Imputati anche sua figlia Annalaura (consigliere di amministrazione della Mcm Holding spa oggi srl società controllante della fallita Mcm manifatture cotoniere meridionali srl in liquidazione), Annamaria Mazziotti (legale rappresentante pro-tempore della Mcm srl in liquidazione) e Michele Arcangelo Galgano (liquidatore della società a responsabilità limitata con sede ad Avellino fino al 2014, dichiarata fallita dal tribunale irpino nel novembre 2015, nonché consigliere di amministrazione della Mcm Holding spa). I quattro sono considerati responsabili di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. In particolare le indagini hanno evidenziato che i quattro rinviati a giudizio avrebbero, a vario titolo, distratto, dissipato o comunque occultato i beni facenti parte del patrimonio sociale o i ricavi economici provento dell'alienazioni dei beni, così da creare passività accertate per un importo non inferiore a 11 milioni e 300 mila euro, a fronte di attività residue di valore non ancora determinato, ma comunque di valore di gran lunga inferiore. Contestato, in particolare dagli inquirenti, l'accollo dei debiti della controllata da parte della controllante.

Nel mirino degli inquirenti sarebbe finita una scrittura privata denominata «accordo di accollo interno» attraverso la quale Michele Arcangelo Galgano, Annalaura Lettieri e suo padre hanno stabilito che la controllante Mcm Holding spa assumesse i debiti della controllata Mcm Manifatture cotoniere meridionali s.r.l. in liquidazione fino a concorrenza dell'importo 2 milioni 759mila euro nei confronti di una serie di debitori, obbligandosi ad estinguerlo nel rispetto dei termini e delle modalità originariamente convenute dalla accollata, ma senza che a ciò facesse seguito l'effettivo adempimento da parte della Mcm Holding spa dei debiti già gravanti sulla controllata Mcm Manifatture Cotoniere Meridionali s.r.l. in liquidazione. Ultimo aggiornamento: 10:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA