«Luciano De Crescenzo avrà il suo nome sulla targa di vico Belledonne a Chiaia»

Sabato 27 Giugno 2020 di Valerio Esca

«Incontreremo la prossima settimana la comunità ebraica di Napoli per confrontarci sulla vicenda legata all'intitolazione di una strada cittadina a Giorgio Ascarelli, cosa che come Comune abbiamo fortemente voluto, e accolgo l'appello della figlia di Luciano De Crescenzo, Paola, per intitolare al grande artista napoletano vicoletto Belledonne». L'assessore alla Toponomastica del Comune di Napoli, Alessandra Clemente, spegne le polemiche e getta acqua sul fuoco dopo i due casi che hanno fatto discutere in questi giorni.
 


Partiamo da Ascarelli: la comunità ebraica ha sollevato il caso della convivenza nello stesso piazzale dell'ex segretario fascista Vincenzo Tecchio e dell'imprenditore ebreo-napoletano Giorgio Ascarelli.
«Ci tengo a sottolineare quanto sia stato importante portare a termine il percorso di intitolazione a Giorgio Ascarelli di uno spazio, un luogo di questa città. Una figura importante e prestigiosa della storia di Napoli. Lo avevamo annunciato nel 2018 e dopo diversi incontri e confronti, dialoghi aperti con le altre istituzioni che siedono nella commissione Toponomastica, e soprattutto dopo l'interruzione dei lavori dovuta al Covid, abbiamo portato a termine questa prima fase. Avremmo voluto dedicare ad Ascarelli quello che oggi è piazzale Tecchio, purtroppo c'è stato un problema di improcedibilità tecnica. Sarò contenta di incontrare nei prossimi giorni la comunità ebraica, per decidere insieme dove e quando procedere all'intitolazione per Ascarelli». 

A Luciano De Crescenzo invece dedicherete una targa a vicoletto Belledonne. La figlia Paola, dalle pagine del Mattino, si è detta fiduciosa che prima o poi verrà realizzato il desiderio dello scrittore di una strada dedicata a Chiaia. 
«Raccolgo immediatamente l'appello della figlia di De Crescenzo e la porteremo nella prossima commissione Toponomastica. Approveremo l'intitolazione in suo nome di vicoletto Belledonne, che si trasformerà in vicoletto Luciano De Crescenzo e Belledonne a Chiaia. Nonostante i pareri negativi andremo avanti su questa strada. Lo dico da donna e da figlia. Questa sarà una nostra volontà. Credo che la delega alla Toponomastica sia importante proprio perché significa creare e consolidare l'identità della nostra città, attraverso figure di spessore e che si siano distinte come eroi positivi dei tempi passati e presenti. La toponomastica cittadina non è mai stata così popolare ed è un fatto positivo. Si sono accesi dibattiti in città in questi anni e negli ultimi mesi, che hanno arricchito il nostro lavoro di commissione».

Non sempre però, come nel caso di Ascarelli, si riesce a raggiungere un risultato pieno, seppur annunciato e accompagnato da una volontà politica. Come mai?
«Perché sulla toponomastica non si pronuncia soltanto il sindaco o l'assessore, si tratta di processi dinamici. Non è una commissione monocratica. Si discute con autorevoli istituzioni, che in alcuni casi possono anche opporsi ad alcune modifiche sui toponimi cittadini. Per motivi storici, o perché vi siano delle problematiche legate anche ad altre istituzioni, come nel caso di piazzale Tecchio. Poi comunque c'è sempre tempo di lavorare sulle proposte. Stiamo anche molto lavorando sui toponimi di donne che si sono distinte in storia, in politica, nella scienza. Purtroppo sono poche le intitolazioni a donne, ma noi siamo già partiti con Rosa Parks, alla quale abbiamo intitolato lo stazionamento bus di piazza Garibaldi, e ancora Nilde Iotti e Rita Atria, per citarne alcune». 

Infine nell'ultima seduta della commissione avete anche dato semaforo verde per l'intitolazione per Giulio Regeni. Avete già qualche idea? 
«Il caso Regeni investe l'intera nazione. Come ha detto il professor Ernesto Galli della Loggia è giunto il momento di prendere, verso Paola e Claudio Regeni, i genitori di Giulio, l'Italia ha un debito enorme. Il professor della Loggia sottolinea inoltre un carattere simbolico indicando i luoghi dove sono presenti sedi diplomatiche egiziane per l'individuazione di una strada per Giulio, come a Roma e a Milano. A Napoli non ne sono presenti, ma c'è il Porto, il naturale collegamento con il Mediterraneo, cosa che rende la città anche teatro di rapporti di natura commerciale con l'Egitto stesso. Potrebbe essere un'idea sulla quale lavorare».

Ultimo aggiornamento: 14:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA