M5S apre alle civiche: «Ma senza De Luca»

Domenica 13 Ottobre 2019 di Adolfo Pappalardo
Ovviamente chiudono ad un patto in Campania Fico e Di Maio. Ma chiude pure il ministro Spadafora che dell'intesa con Zingaretti fu il regista. È una porta chiusa all'idea avanzata dal segretario Pd per seguire il modello umbro anche nelle altre Regioni: per i grillini quello (per ora) rimane un caso isolato. Specie in Campania dove il Pd tiene in campo il governatore uscente De Luca: «Mai con lui». E con il Pd? «Il partito dovrebbe prima depurarsi da De Luca», attacca la capogruppo in Consiglio regionale Valeria Ciarambino che però fa un'apertura: «Stiamo pensando, per la prima volta, a liste civiche».

 

LO SCONTRO
«Non sono in questo momento all'ordine del giorno patti regionali con il Pd oltre a quello siglato per le elezioni in Umbria», chiude subito Luigi Di Maio appena arriva alla festa nazionale dei grillini a Fuorigrotta. Poi il ministro e capo politico del movimento puntualizza: «Il patto in Umbria con Zingaretti è che se vince Bianconi nessun assessore sarà delle forze politiche». E spiega, nel dettaglio, l'alleanza civica in Umbria, il presidente della Camera Roberto Fico: «Lì è stato fatto d'accordo anche con altre liste civiche, è qualcosa di più ampio dove il movimento e il Pd hanno fatto un passo indietro per far emergere la società in una regione in quel momento di grande difficoltà. Un'operazione locale ma un grande passo di maturità sia del Pd che nostro». Figuriamoci in Campania: «È chiaro che con De Luca non c'è possibilità di alleanza». «Non è previsto allargare l'alleanza», chiude pure la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo. E se qualcuno si attendeva un passo diverso dal pontiere che organizzò a casa sua il primo incontro Zingaretti-Di Maio si sbaglia di grosso. «Di un'alleanza stabile se ne parlerà dopo le elezioni in Umbria e si troverà una linea, ma ora è prematuro quello che chiede Zingaretti», incalza il ministro Vincenzo Spadafora spiegando come sia complicato per la discriminante De Luca: con l'attuale governatore non potrà mai esserci alcun accordo. Che sia un'alleanza o anche un semplice patto di desistenza. Naturale se è difficile anche in Emilia dove i rapporti con Bonaccini (governatore uscente e ricandidato), figuriamoci qui con l'ex sindaco di Salerno dove gli scontri sono all'ordine del giorno. «Il governo regionale di questi anni non è piaciuto al movimento ma anche a molti cittadini, quindi mi auguro in Campania una discontinuità. Poi in che modo vedremo. Dire che - aggiunge il ministro - non abbiamo condiviso il percorso con De Luca è un eufemismo. Non mi competono queste considerazioni sulle forme che si troveranno in Campania, il tema c'è perché non abbiamo lavorato in questi anni nella direzione in cui ha lavorato il presidente della Regione». Infine il tema della base dell'M5s che deve essere sondato su una eventuale alleanza sui territori: «Non so se la strada migliore possa essere la consultazione su Rousseau regione per regione ma bisognerà parlarne per andare incontro alle richieste che arrivano da ogni parte di condividere le scelte».
LA CAPOGRUPPO
«Ogni territorio è una decisione a sé ma in Campania per noi De Luca e il sistema di potere che ha costruito rappresentano il male assoluto. Non è un pregiudizio perché lo conosciamo bene e sappiamo i danni che ha fatto da quando è a Palazzo Santa Lucia», attacca la capogruppo grillina Valeria Ciarambino. E se fosse un altro nome del Pd? «Mai visto un collega consigliere o qualcuno del Pd prendere le distanze dal sistema De Luca. Eppure su alcuni temi non avrei avuto alcuna difficoltà a lavorare con un collega del Pd. Il problema rimane questo: servirebbe un Pd depurato da De Luca». Ma la Ciarambino apre all'esterno: «Si stanno avvicinando moltissime persone a noi, intellettuali e rappresentanti delle imprese che vogliono collaborare al nostro programma di governo per i prossimi 5 anni in Campania. Anche per questo pensiamo a liste civiche di cui noi ci faremmo da garanti. Questo per dire che non siamo un movimento chiuso. Anzi».
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