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M5S nel caos, in Campania salta la pax tra i big: è giallo sulle liste delle Comunali

Venerdì 25 Giugno 2021 di Valentino Di Giacomo
M5S nel caos, in Campania salta la pax tra i big: è giallo sulle liste delle Comunali

Sono tutti coperti e allineati, nessuno si sbilancia perché nessuno ha davvero idea di quali pieghe potrà prendere questa storia. Per molti dei grillini, ove si dovesse palesare una scelta tra Grillo e Conte, è un po’ come chiedergli se si vuole più bene a mamma o a papà. In Campania la faccenda si complica ulteriormente perché è a Napoli che, di fatto, è nato il Movimento 5 Stelle con il meetup - le piattaforme online create da Grillo - più numeroso d’Italia.

É qui che prima si è affermata la figura di Roberto Fico e poi col tempo quella di Luigi Di Maio. Fino a pochi giorni fa il vero dualismo tra i parlamentari, i consiglieri e gli attivisti campani era proprio quello tra il presidente della Camera e il ministro degli Esteri. Di conseguenza è assai probabile che se si presenteranno scelte da compiere per il futuro ognuno guarderà alle mosse che compieranno Fico e Di Maio, entrambi ora al lavoro per cercare una tregua tra l’ex premier e il fondatore del Movimento. Solo fino a qualche tempo fa qui la divisione tra le due anime M5s era sul posizionamento: Fico era per l’alleanza con il centrosinistra, Di Maio con la Lega. Poi, col tempo, divenendo ineluttabile l’alleanza con il Pd, quel dualismo ha solo assunto altre forme. Fondamentalmente, a Napoli come a Roma, il vero dibattito più che su una scelta tra Grillo e Conte è quella tra chi consentirà di andare avanti o stoppare l’idea di consentire un terzo mandato. Più che ideali e progetti si è a livelli assai più pratici da realpolitik. Tra chi è al primo mandato e ritiene quindi di poter scalare posizioni in futuro e chi è già al secondo e vuole continuare a fare politica.

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Roberto Fico può contare su una vasta truppa di parlamentari campani: Gilda Sportiello, Alessandro Amitrano, Luigi Gallo. Di Maio ha sempre dalla sua parte la capogruppo in Consiglio regionale (e con lei buona parte dei consiglieri campani) Valeria Ciarambino, poi il fidato Luigi Iovino, responsabile per le relazioni interne del Movimento. Entrambi sono ora al lavoro come pontieri, cercando di evitare spaccature e scissioni. Il posizionamento dei due e delle loro instabili correnti, fino a due giorni fa, serviva soprattutto per stabilire la composizione delle liste elettorali in vista delle prossime elezioni comunali, ora con lo scontro Grillo-Conte la faccenda si complica ulteriormente. Non è un caso se, pur se sollecitati, molti dei deputati preferiscono non commentare, non rispondendo neppure agli sms, come Carla Ruocco e tutti gli altri. Tutti segnali di prudenza e indecisione. Il sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia, ad esempio, è dato tra i filocontiani, ma non risponde. 

Fino alla scorsa settimana - quando Giuseppe Conte ha fatto proprio a Napoli il suo bagno di folla da leader in pectore, passeggiando con Gaetano Manfredi per la città - c’era una corsa spasmodica ad allinearsi con l’ex premier. Ora, dopo lo strappo tra il professore e Grillo, le cose sono sensibilmente cambiate. Se ci sarà una scissione ognuno dovrà riposizionarsi e i movimenti sono già iniziati. A Napoli, era andato in porto almeno fino alla settimana scorsa un progetto di spartizione paritetica tra i cosiddetti «fichiani» e i «dimaiani». Poteva immediatamente cogliersi plasticamente proprio alla conferenza di Conte e Manfredi in città, con Di Maio che era riuscito a piazzare sul palco la sua fedelissima Valeria Ciarambino e Fico che aveva dato il via libera alla sua amica da anni, la deputata Gilda Sportiello

Proprio a Fico, che conosce Grillo anche prima della comune avventura politica, è stato affidato il compito di mediare con il Garante M5s per ricostruire il fronte con Conte. Chi però dovesse sperare in forti prese di posizione da parte del presidente della Camera potrebbe restare deluso. Pur se il rapporto tra Fico e Grillo è da considerarsi granitico per via degli antichi rapporti, la terza carica dello Stato è personaggio di mediazione. Non strappò ai tempi delle elezioni online che consacrarono Di Maio capo politico (scegliendo di non sfidarlo), non spaccò il fronte quando il titolare della Farnesina portò il Movimento all’alleanza con la Lega di Salvini. C’è poi la terza ala che ancora fa riferimento ad Alessandro Di Battista, quella dei «duri e puri», che a Napoli è guidata dal consigliere comunale Matteo Brambilla e dalla consigliera regionale Maria Muscarà. Ieri hanno scritto a Grillo per chiedergli di mettere fine all’alleanza col Pd su Napoli. Ci sono poi i non allineati, tra questi il napoletano Vincenzo Spadafora, spesso contrari alla dinamica dell’uomo solo al comando. Fin qui i posizionamenti o, più probabilmente, la grande e infinita confusione sotto il cielo delle Cinquestelle. 

Ultimo aggiornamento: 26 Giugno, 17:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA