Maggioranza flop, al Vomero
cede il fortino di de Magistris

Sabato 15 Giugno 2019 di Mariagiovanna Capone
Quindici contro quindici. Clima teso e avvelenato nella Municipalità 5, roccaforte di demA fin dalla campagna elettorale del secondo mandato del sindaco Luigi de Magistris che qui ha pure la residenza.
Primi pericolosi scricchiolii con il pericolo del crollo che incombe definitivamente. Da giovedì la maggioranza ha perso un altro tassello fondamentale, con l'addio della consigliera Cinzia Del Giudice che in un movimentato consiglio sulla sicurezza ha voltato le spalle al presidente Paolo De Luca e ha abbandonato le fila di demA passando all'opposizione, nel gruppo Misto. Il motivo? «Sono distante dalla politica del presidente, ormai più gerarca che cittadino di tutti, come urlava in campagna elettorale». Una Municipalità allo sbando dove «ha cancellato anche l'orario di ricevimento per i cittadini ma anche per personale e noi consiglieri. Non si interessa del lavoro delle commissioni, non organizza tavoli di lavoro, non pianifica strategie per risolvere problematiche, però è presente a inaugurazioni e feste. Il suo disinteresse per la Municipalità si riflette sul territorio ormai al tracollo sotto molteplici punti di vista, ed è evidente a tutti. Mi dimetto da demA perché non voglio più essere complice di questo lassismo». La situazioni insomma appare ingestibile, e a ogni consiglio nessuno dei quindici consiglieri di maggioranza potrà assentarsi o ammalarsi per far sì che il sedicesimo voto, quello del presidente in persona, sia determinante. La Municipalità più pesante dal punto di vista politico di Napoli, viaggia così sul filo del rasoio.

I PRIMI CEDIMENTI
La disfatta del presidente Paolo De Luca inizia politicamente un anno fa con l'abbandono del gruppo «La Città» (Alessandro Coccia e Ginevra Giannattasio) che passò all'opposizione. In quella occasione De Luca annunciò le sue dimissioni con un messaggio ai capigruppo per poi fare dietro front. Da allora nella sala del consiglio di via Morghen la tensione si è fatta palpabile anche tra le fila dei consiglieri di demA che «non appartenevano al suo cerchio magico» sottolinea Del Giudice.

 

IL CONSIGLIO
Il consiglio di giovedì è sulla questione sicurezza, dopo gli innumerevoli casi di teppismo, risse e babygang. Un consiglio che arriva dopo il flop di febbraio scorso, saltato per le assenze tra le fila di demA. Un immobilismo sottolineato anche dai comitati cittadini. «Non voglio far polemica sull'inerzia finora dimostrata da questo consiglio sulla sicurezza precisa Mauro Boccassini presidente del Comitato Aniello Falcone - ma è implicito che dovremmo collaborare come cittadini. Non lasceremo che quelle poche risorse che siamo riusciti a far convergere sui problemi della strada possano essere disperse o annacquate in favore di altre presunte criticità».

LA ROTTURA
«Come presidente della commissione Legalità ho lavorato nelle ultime due settimane senza sosta» precisa Del Giudice. «Ho incontrato i comitati cittadini, discusso coi componenti della commissione. Ieri ho incitato l'assessore Clemente a convocare tavoli del Comitato dell'ordine pubblico territoriali. Scopro così che il giorno prima c'era stata già una riunione in prefettura: De Luca non ci ha informati né sull'incontro né sugli esiti né se ha partecipato. Mi sono sentita come umiliata nel mio lavoro politico e inserita in un contesto di disorganizzazione che dura da troppo tempo. Esco dal gruppo demA e passo all'opposizione». © RIPRODUZIONE RISERVATA