Manfredi sindaco di Napoli: «Con il buco del bilancio ferme le scelte dei manager»

Martedì 19 Ottobre 2021 di Luigi Roano
Manfredi sindaco di Napoli: «Con il buco del bilancio ferme le scelte dei manager»

Alle 12,10 Gaetano Manfredi è stato proclamato sindaco di Napoli nello scenario della sala Arengario di Palazzo di Giustizia. Nemmeno il tempo di indossare la fascia tricolore che l'ex rettore ha subito toccato con mano le difficoltà che troverà a Palazzo San Giacomo per essere subito operativo, perchè oltre a non avere ancora varato una giunta, ci sono ruoli chiave come quelli dei vertici dell'amministrazione per mettere in moto il Comune da rimpiazzare e al riguardo Manfredi è preoccupato: «Non posso fare subito le nomine perché non è stato approvato il bilancio consolidato e dunque per le nomine bisogna attendere l'insediamento del Consiglio comunale e l'approvazione del consolidato. Una situazione che ci creerà dei problemi organizzativi subito». Vale a dire che per il capo di gabinetto e il direttore generale - giusto per fare un paio di esempi - passerà almeno un mese prima che possano essere nominati. Certo non significa che non li abbia già scelti circolano una serie di nomi come Pasquale Granata e Maria Grazia Falciatore - in quota del Presidente della Regione Vincenzo De Luca - e di Sergio Locaratolo che ha lavorato sul programma del sindaco. 

Rotto il ghiaccio, il sindaco appare emozionato nel suo competo blu - emozionato come sa essere lui, cioè in maniera pacata - e non si sbottona più di tanto nemmeno quando il Presidente del Tribunale Elisabetta Garzo, il Procuratore Generale Luigi Riello e il presidente della Corte d'Appello Giuseppe de Carolis di Prossedi gli fanno notare che «il compito che lo aspetta è arduo». Con la moglie Cettina del Piano sottobraccio, la first lady inizia a farsi conoscere dai napoletani, Manfredi abbozza e rilancia: «Mi assumo un grande onere ma anche la certezza che Napoli e i napoletani vogliono la svolta. Avere servizi a livelli di una città europea. Non è una cosa che posso fare da solo, serve che tutti facciano la loro parte». Sorriso tirato, quello di Manfredi: sa il lavoro che lo aspetta e sa anche che molte trappole sono disseminate sul suo cammino: «La nostra è una maggioranza antifascista. Se si è infiltrato un fascista non può stare con noi». Così risponde a chi gli chiede di Vincenzo Sollazzo, consigliere municipale eletto nelle liste a suo sostegno, che ha pubblicato sui social post di apprezzamento nei confronti di Benito Mussolini e del fascismo. «Sicuramente - dice il sindaco - non potrà far parte della nostra maggioranza». 

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Alle 14 Manfredi sbarca a Palazzo San Giacomo per il passaggio di consegne con l'uscente Luigi de Magistris lui sì visibilmente emozionato. Circa mezz'ora di colloquio definito «cordiale» da entrambi. Poi Manfredi - e non era mai accaduto - rompe la consuetudine della conferenza stampa del primo giorno da sindaco. Per i più maliziosi per non rispondere alle domande sulla formazione della giunta, ed effettivamente la scelta di non parlare non è stata felicissima, perchè la sostanza potrebbe essere proprio la circostanza della squadra di governo ancora al palo. Manfredi concede poche battute dallo scalone di Palazzo San Giacomo adiacente al cortile trasformato in arena per amici e parenti degli eletti. «Ci vuole un impegno straordinario del Governo, con cui sto parlando, sulla città, ma c'è anche il tema della capacità della città stessa a presentare progetti che siano competitivi rispetto ai bandi del Pnrr e su questo siamo in ritardo. Abbiamo il problema di una macchina comunale completamente disastrata. Perciò si tratta di uno sforzo straordinario che deve essere messo in campo perché la città non può perdere questa occasione». Un passaggio sulla fascia tricolore: «È un momento di grande emozione dedico questa fascia tricolore a tutti i cittadini, soprattutto ai più fragili, a chi soffre e in questi anni è rimasto indietro. Agli operai della Whirlpool. Con tutte le mie forze mi impegnerò per il bene di Napoli e dei napoletani». Il sindaco lancia messaggi anche alla politica: «Sono il sindaco di tutti. È finita la campagna elettorale, è finita la propaganda. Adesso dobbiamo pensare alle cose serie, ai bisogni dei cittadini, alla concretezza delle azioni e all'unità istituzionale. Adesso dobbiamo solo lavorare e quindi auguro a me stesso e a tutti i cittadini un futuro che sia all'altezza delle aspettative». Un primo giorno - quello di Manfredi - dove ha preso possesso della «stanza del sindaco». E confidenza con il secondo piano di Palazzo San Giacomo che sarà la sua casa per i prossimi 5 anni.

Ultimo aggiornamento: 19:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA