Napoli, Manfredi da oggi sindaco ​ma giunta ancora al palo: il totonomi

Lunedì 18 Ottobre 2021 di Luigi Roano
Napoli, Manfredi da oggi sindaco ma giunta ancora al palo: il totonomi

A mezzogiorno Gaetano Manfredi sarà anche ufficialmente il nuovo sindaco di Napoli, la proclamazione è nella Sala Arengario nel nuovo Palazzo di Giustizia al Centro Direzionale. Alle 15 in Palazzo San Giacomo il passaggio di consegne con Luigi de Magistris che sta vivendo - invece - le ultime ore da primo cittadino di Napoli. La sostanza è che Manfredi si insedia in Comune ed avrà pieni poteri, ma non ha ancora la giunta al suo fianco. Trapela che i tempi potrebbero allungarsi e invece di mercoledì, il varo della squadra di governo potrebbe arrivare nel fine settimana. Allarga il suo orizzonte temporale l’ex rettore - non di molto - ma certo il cambio di programma non lo rende felice. Non c’è la quadratura politica, non c’è accordo tra i partiti e nell’intera coalizione che lo sostiene, ben 13 liste di cui 11 hanno portato almeno un consigliere comunale in Aula. Una matassa difficile da sbrogliare anche se ci sta lavorando giorno e notte. Ci sono problemi in due dei tre principali gruppi - Pd e M5S - mentre nel terzo, di diretta emanazione del sindaco, è lo stesso Manfredi a decidere e fare le quote di assessori. Avere pieni poteri e non la giunta rende un sindaco operativo? Sì, naturalmente con margini ridotti di manovra. Manfredi avrà modo di toccare con mano quanto siano vuote le stanze del Comune e rendersi conto delle risorse disponibili e di quelle che servono. Soprattutto, potrà incontrare i vertici delle aziende municipali a iniziare da Asìa e da quella dei trasporti dove l’intervento serve ad horas, qui la svolta deve essere immediata, repentina perché la situazione dei rifiuti in strada e della mobilità è troppo sotto le esigenze dei napoletani per non intervenire subito. 

La giornata di Manfredi è piena di appuntamenti non rinviabili, appunto le cerimonie di insediamento, ma il sindaco ha un’agenda piena anche di appuntamenti politici. Oggi - per esempio - dovrebbe esserci un vertice con il Pd nella persona di Marco Sarracino, il segretario metropolitano. Per fare un punto su nomi nazionali dei tecnici, un vertice che si potrebbe tenere subito dopo i risultati dei ballottaggi. Comuni dove è andato anche Manfredi a fare campagna elettorale come a Caserta, Melito, Vico Equense e Volla. Non l’unico appuntamento in agenda, ieri al telefono da casa sua - non è andato allo stadio, Manfredi non ha ricevuto nessun invito, fanno sapere dal suo entourage - e ne ha approfittato per fare un lungo giro di chiamate. Dove ha stimolato anche il M5S che sembra in una fase di stallo. I due leader Luigi Di Maio e Roberto Fico non si parlano su questa vicenda e così dal Movimento non arrivano proposte di livello per Manfredi. Di Maio e Fico si sono visti ieri al matrimonio del parlamentare posillipino Alessandro Amitrano. E chissà che il clima disteso di una festa di nozze non abbia favorito il disgelo. 

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Visto l’impasse nei partiti Manfredi sta iniziando a ipotizzare una figura di vicesindaco il meno possibile caratterizzata politicamente. Magari per sminare il terreno più difficile che è quello del Pd dove tra spinte romane e correnti interne locali, è in atto il classico tutti contro tutti. Dalle parti dei dem ci stanno pensando seriamente ad avere il vicesindaco essendo il primo partito della coalizione e il gruppo più grosso con sei consiglieri. È una idea quella di Sarracino vice di Manfredi che a giorni alterni - a seconda delle stilettate interne tra dem - sale e scende nelle quotazioni. Questa volta - tuttavia - il fatto che il sindaco stia pensando a un vice neutro, una figura di prestigio e anche tecnica lontana dai partiti, potrebbe rappresentare una ipotesi concreta. In questo senso Caterina Miraglia, una docente che ha fatto parte anche della giunta Caldoro alla Regione, è una opzione. Se la scelta fosse questa si chiuderebbero le porte della giunta per Graziella Pagano in quota Iv. In Napoli solidale - la federazione delle sinistre - Francesco Dinacci coordinatore di Articolo 1 e Peppe De Cristofaro di Sinistra italiana, ex parlamentare e sottosegretario alla Scuola, sono nomi che stanno sul tavolo. Poche le certezze della futura giunta e sono Edoardo Cosenza e Antonio De Iesu. Sembra molto vicino al sì anche Luca Bianchi in quota Pd area Provenzano. Così come Stefano Consiglio, docente vicino a Manfredi. Sergio Costa, l’ex ministro dell’Ambiente del M5S, è in stand by. Tra i tecnici circola il nome di Maria Grazia Falciatore come capo di gabinetto, la Falciatore è oggi vicecapo di gabinetto alla Regione. 

Ultimo aggiornamento: 14:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA